Viaggio nel mondo grillino. Di Maio, il nuovo Mosè e Sguera il suo profeta

Dopo Grillo, hanno trovato il nuovo Mosè: il pomiglianese Luigi di Maio traghetterà i grillini nel firmamento del potere. Cavalcando l’onda della rabbia e del rancore, dipingendo un paese “distrutto” e “massacrato” dalla vecchia politica, il Movimento Cinque Stelle spara contro tutti e tutto. Contro l’Expo di Milano e le Olimpiadi a Roma, contro i vaccini, contro l’euro, contro la casta e la partitocrazia. Ma la loro “rivoluzione” ha cominciato già a scricchiolare nei comuni dove amministrano. Coi sindaci indagati a Roma, Torino, Livorno e Bagheria. Poi sono arrivate le brutte sorprese dei candidati selezionati per le prossime politiche.
“Non c’è alcun dubbio -scrive Francesco Merlo su “La Repubblica”- che Di Maio non ne sapesse nulla, come un citrullo vero e non come un citrullo furbo. La sua corte di truffatori di scontrini ma paladini antitruffa, dei suoi massoni antimassoni, dei suoi scrocconi antiscrocco, rispecchia una tradizione italiana. Ma così l’antieroe Di Maio è diventato Calimero”. Accanto ai furbetti del bonifico e ai massoni sono spuntati nelle liste anche due condannati: Salvatore Caiata, presidente del Potenza calcio, protagonista di un vorticoso riciclaggio ed il foggiano Antonio Tasso, beccato per la vendita di Cd contraffatti.
“L’onestà non basta -afferma Antonio Padellaro su “Il Fatto Quotidiano”- se i dirigenti del Movimento Cinque Stelle non sono capaci di controllare i conti di qualche centinaio di persone, come possono tenere in ordine il bilancio di un’intera nazione?”. Le macchie sulla purezza e sulla diversità sbandierate hanno generato sbandamento e stupore nella base del movimento, nonostante siano intervenuti drastici provvedimenti di espulsione per i responsabili degli imbrogli.
La squadra dei candidati a Montecitorio è capeggiata dall’avellinese Carlo Sibilia, deputato uscente, dal piglio creativo e dissacrante. Suscitò ilarità il suo tweet che metteva in dubbio lo sbarco dell’uomo sulla luna. “Oggi si festeggia l’anniversario di questo evento -scrisse alcuni anni fa- ancora nessuno se la sente di dire che era una farsa”. Le cronache parlamentari registrano che chiamò “cretina” la vicepresidente della Camera Marina Sereni, che per questo fu costretta ad espellerlo dall’aula. Per la sua grinta entrò nel Direttorio. Per questo il suo ruolo nella scelta delle candidature sannite sarebbe stato decisivo.
Fedelissimo di Di Maio, Sibilia ha preparato le proposte insieme ai consiglieri comunali di Benevento, Nicola Sguera e Marianna Farese. Ma gli attivisti già scesi in campo in precedenti competizioni non sono stati premiati. A Pasquale Maglione e a Sabrina Ricciardi, infatti, è stato assegnato soltanto il terzo posto in lista, rispettivamente nel proporzionale della Camera e del Senato. Per i collegi uninominali sono state prescelte Angela Ianaro e Danila De Lucia, sconosciute al movimento.
La decisione ha creato disorientamento e disimpegno nella pattuglia dei candidati alle ultime elezioni comunali di Benevento, soprattutto in quelli distintisi per una buona performance. Qualcuno lamenta la scarsa linearità nella conduzione dell’opposizione alla giunta guidata dal sindaco Clemente Mastella. Molti ritengono che la vittoria del big ceppalonese sia stata determinata da un consistente apporto grillino. Per questo motivo una parte del movimento si è mostrata inizialmente disponibile a collaborare con la nuova amministrazione comunale.
Tra i contestatori della linea pentastellata c’è l’associazione Altrabenevento. Sotto accusa, ad esempio, la posizione sulla questione del depuratore. “Il consigliere Sguera sottolinea in più occasioni il giudizio positivo sul programma del sindaco –ha evidenziato Gabriele Corona, presidente dell’Associazione ambientalista- parla di opposizione costruttiva. E’ arrivato ad affermare che la firma dell’accordo con l’Autorità di Bacino aprirebbe un nuovo capitolo nella storia della depurazione delle acque della città. Ma quale svolta, se il depuratore viene collocato lungo il tracciato del collettore fognario, in zona alluvionale e franosa?”.
Quando recentemente è stato chiuso il reparto di Nefrologia e Dialisi all’Ospedale Rummo, qualcuno ha notato un’assenza d’iniziativa. Poi ci ha pensato la neocandidata Ianaro, che ha denunciato la situazione di precarietà del Pronto Soccorso e del Servizio 118. “Dove sono stati -ha osservato Anna Maria Pedicini- i nostri consiglieri comunali che stanno a Palazzo Mosti da quasi due anni? Questo problema era stato denunciato da tempo”. Dal portale Sannio Report, guidato da un ex “pentamastellato”, ora attaccano il primo cittadino invitandolo a smetterla con “panem et circenses” e a pensare ai problemi della città.
Molto accesa fu qualche anno fa la discussione sull’incarico di consulente per il programma Piu Europa dato al fratello di un attivista. “Recentemente -ricorda Corona- nella Gesesa è stato assunto un candidato pentastellato al comune. Forse anche per questo il M5S è stato silente per molti mesi sulla difesa dell’acqua pubblica, che, del resto, rappresenta la prima stella. Nessuna parola sulla romana Acea, che sta tentando di accaparrarsi la preziosa risorsa al sud”.
Forti del consenso registrato nelle precedenti politiche, i grillini sanniti puntano ad arrivare primi nel collegio uninominale, sapendo che nel proporzionale hanno poche speranze di farcela, per la collocazione in lista. A Benevento città fanno molta presa sui docenti, insoddisfatti della riforma sulla “Buona Scuola”, come ha dimostrato la messe di preferenze ottenute da Nicola Sguera, docente di filosofia e capogruppo a Palazzo Mosti. Questa volta, però, il dissenso scolastico potrebbe confluire anche su Amerigo Ciervo di Liberi e Uguali.
Un volto nuovo è sicuramente la giornalista Danila De Lucia, direttrice di Messaggio d’Oggi, antico settimanale sannita, chiuso da qualche mese. “Ho scoperto improvvisamente di essere grillina dentro -ha confessato a Foglianise- mi ha convinto la proposta di istituire il Ministero del Turismo. Una volta sono stata a New York, all’Onu, nel salone principale c’era un’enorme struttura di grano del vostro paese. Quell’orgoglio lo vorrei provare ogni giorno entrando in ogni palazzo istituzionale italiano”.
Il verbo di Sguera si manifesta anche in poesia ed in messaggi patriottici. Sulla scia del motto “Pensiero e Azione”. “Amo la mia Madrepatria, conosciuta in un gelsomino, come direbbe Borges -scrive su facebook-ma la mia Patria non si fonda su alcuna identità sovrastorica, non si radica nella terra e nel sangue. Essa è accogliente e dinamica, è la patria di Giuseppe Mazzini che contribuisce a portare libertà e giustizia nel mondo”. Una prosa colta e raffinata. Tutto il contrario di quella del leader Di Maio che a volte inciampa sui congiuntivi, sulla storia e la geografia.

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