25 aprile, la Cgil: “Sia una festa per unire il Paese”

“Nelle polemiche, più intense che gli scorsi anni, che stanno investendo la giornata di celebrazione della Liberazione italiana dal nazi-fascismo, vi sono – oltre evidenti errori di valutazione che rischiano di collocare, per la scelta di non partecipare al corteo organizzato dall’ANPI, sia pure in zone limitate ma rilevanti del Paese, partiti fortemente rappresentativi al di fuori dello schieramento delle forze politiche che si riconoscono nei valori fondanti la nostra Repubblica – anche tentativi di chi vuole cacciare nell’oblio questo pezzo luminoso di storia italiana”, così la segreteria generale della Cgil di Benevento sul 25 aprile. .

“La CGIL di Benevento ritiene che, in particolar modo ora che i venti di guerra soffiano ancora più forti, sia importante manifestare uniti e in tanti per riaffermare i valori della Resistenza e della Carta Costituzionale, di cui quest’anno cade il 70esimo anniversario della firma definitiva, superando divisioni e pretestuose polemiche: valori di pace e giustizia!

La CGIL fa, quindi, appello a tutti i partiti e movimenti democratici del Sannio che si riconoscono nei valori della Resistenza e alle Istituzioni locali ad aderire e a partecipare alla manifestazione del 25 aprile a Benevento (corteo con partenza da piazza Orsini ore 10), ad unirsi ai tantissimi cittadini che parteciperanno conoscendo l’importanza di una attiva testimonianza.

Il 25 aprile, così come il 1° maggio, non sono celebrazioni divisive. Sono due giornate di festa che celebrano la nostra storia e i nostri valori. La prima ricorrenza è anche occasione per meditare sulla scelta di vita di chi intraprese la strada più difficile, ma onorevole, quella della lotta armata per liberare l’Italia, scelta che restituì alla nostra nazione la dignità perduta nel ventennio oscurantistico fascista, col becero colonialismo, le leggi razziali, l’avventura bellica, il totalitarismo, i crimini di guerra, la complicità e partecipazione nell’annientamento degli ebrei e, più in generale, di chi era ritenuto inferiore. Fu quella scelta di decine di migliaia di giovani e meno giovani che aprì la strada alla ricostruzione democratica del Paese.

Quella scelta di campo va ancora rivissuta, per tener viva la memoria, necessaria per andare avanti lungo il cammino dell’uguaglianza e dell’emancipazione dei più deboli. L’alternativa è quella si scegliere l’indifferenza e le striscianti forme del revisionismo.

Va ribadito ancora una volta che in quella battaglia dell’ultimo biennio del secondo conflitto mondiale non si era tutti uguali, come da più parti si insiste a sostenere. C’era chi si batteva per la democrazia e la parità di diritti e chi per perpetrare un regime dittatoriale e per mantenere i privilegi.

E la scelta di oggi consiste nella riaffermazione di quei valori e nel ricordo di quei combattenti, i Partigiani, la cui vittoria consente oggi – a chiunque, detrattori, revisionisti, negazionisti – anche di poter dubitare della storia e di soffermarsi a dibattere sull’opportunità di continuare a manifestare in memoria della Resistenza. Se avesse vinto la parte avversa i conti sarebbero stati chiusi definitivamente e nel modo peggiore.

Allora, anche questo 25 aprile – e nei prossimi – i lavoratori saranno in piazza insieme a tanti altri per festeggiare la Liberazione, ricordando ed esaltando il passato e battendosi per la realizzazione piena dei valori della Resistenza e della Costituzione della Repubblica italiana”.

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