Aceto: “Con Liberi e Uguali un campo plurale ed accogliente”

Gianluca Aceto è il coordinatore  di Mdp-Articolo 1, il socio di maggioranza di Liberi e Uguali, il movimento che ha sancito l’alleanza tra Mdp, Si e Possibile e che ha individuato in Pietro Grasso il suo frontman.

Domani, a Benevento, arriverà il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, una prima iniziativa per dare slancio al movimento anche nel Sannio.

Gianluca Aceto, il 3 dicembre, è nato Liberi e Uguali. Cos’è un cartello delle sinistre radicali destinato ad essere liquidato dopo le elezioni o qualcosa di più stabile?

“Liberi e Uguali non è un semplice cartello elettorale, ma un progetto politico di medio-lungo periodo, che ha come obiettivo quello di ricostruire la sinistra per ricostruire il Paese. Andremo oltre la prossima scadenza elettorale”.

Se non riuscirete ad essere attrattivi e ad includere soggetti che “militano” fuori dai recinti della sinistra tradizionale rischierete di aver messo su l’ennesima Cosa Rossa. 
“La nostra formazione politica vuole aprirsi a diversi mondi, quelli dell’ambientalismo, del civismo, del cattolicesimo democratico, a tutti coloro che vogliono impegnarsi in un progetto per il Paese, che metta al centro i bisogni delle persone, quelle più in difficoltà, i giovani che non trovano lavoro e sono costretti ad emigrare. Il nostro è un Paese che conta quasi cinque milioni di poveri assoluti e quasi diciotto milioni a rischio povertà. Uomini e donne che in questo momento sono inascoltati, dimenticati, e che non trovano rappresentanza in nessuna delle forze politiche finora presenti. Abbiamo bisogno di competenze e contributi attivi, per una prospettiva seria, riformatrice e progressista”.

Il frazionamento di questi anni ha logorato, fino a svuotarla, la  Sinistra sannita. Come farete a ricucire gli strappi che hanno segnato le forze di sinistra anche in questa provincia?
“Nel Sannio questo nostro impegno va declinato in ogni singolo territorio, in ogni singolo comune. E per questo dobbiamo superare le divisioni che negli ultimi quindici anni hanno caratterizzato la sinistra sannita.
Le divergenze che ci sono state in passato, o i distingui che interessano le amministrazioni locali, non devono rappresentare elementi ostativi. I nostri obiettivi hanno un respiro lungo, e devono essere perseguiti con maturità e responsabilità, consapevoli dell’importanza della posta in gioco”.

Nel Pd, anche in quello sannita, c’è un disagio sotterraneo, che stenta ad emergere. Francesco Nardone il 3 dicembre era all’assemblea romana che ha lanciato Liberi e Uguali e la leadership di Pietro Grasso. Un segnale di attenzione che arriva da una parte vitale dei Dem sanniti. Vi aspettate ingressi dal versante Pd?

“In questo percorso nessuno deve sentirsi escluso o fuori luogo. La fase attuale, che coincide con le elezioni politiche, è solo l’inizio di un lungo cammino nel corso del quale speriamo di incontrare numerosi compagni di viaggio. Occorre creare un campo largo, plurale e condiviso, dove tutti si sentano liberi di esprimere le proprie idee, opinioni, ambizioni, senza nessun ruolo precostituito e preconfezionato, e senza il bisogno di dover obbedire a qualche padrone. L’obiettivo comune è di elaborare soluzioni ai problemi ancora irrisolti che attanagliano la nostra provincia. Abbiamo molto da fare: si pensi alla qualità dei servizi pubblici (dalla sanità ai trasporti), al tema dell’economia, allo spopolamento delle aree interne. Si pensi all’aggressione ai danni dell’ambiente e del paesaggio: dalle trivelle, all’eolico irrazionale, agli impianti privati per la gestione dei rifiuti, che contraddicono addirittura la pianificazione regionale. Si pensi alla centralità della città di Benevento, attraversata da tante contraddizioni e a rischio di divenire appendice di altre realtà urbane. Ci sono però anche opportunità: il parco nazionale del Matese e gli indirizzi regionali sulla salvaguardia delle risorse idriche sono buone occasioni. Insomma: un nuovo partito di sinistra ha tanto da lavorare e ha bisogno del contributo delle donne e degli uomini, a partire dai più giovani, che la politica ha allontanato da sé e dalla vita associata”.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.