Alimenta, dove il cibo è visione del mondo

Dall’oblò al primo piano  l’arco di Traiano sembra a portata di mano. Letteralmente. Ed è all’imperatore passato alla storia come optimus princeps che si ispira nel nome Alimenta, il bistrot del Consorzio Sale della Terra.

Quel nome evoca l’institutio alimentaria un provvedimento di Traiano di cui si trova traccia sull’arco di Traiano, dove è raffigurata la distribuzione di cibo ai bambini poveri.

“Vogliamo che Alimenta diventi un pezzo dell’arco di Traiano – ha detto Angelo Moretti, raccontando il progetto e il Manifesto del Welcome Social Food -. Il cibo – ha spiegato – è prima di tutto condivisione”.

Il Welcome Social Food è un’esperienza già messa in campo dal Consorzio Sale della Terra con il Caffe dell’Orto di Casa Betania e con l’Albergo Diffuso di Campolattaro .

“Quando il cibo è condiviso è accoglienza – ha raccontato Moretti, durante la conferenza stampa di domenica mattina -: apre le società e mescola le classi sociali, le diverse culture e etnie. Questo accade quando un insieme di persone sceglie e decide di intraprendere cammini giusti”.

Dietro Alimenta c’è, dunque, una diversa visione del mondo applicata alla gastronomia, c’è l’idea di un ‘cibo buono’, del cibo come bene comune, come scambio, dialogo, condivisione e accoglienza, come tentativo di consolazione, antidoto alla solitudine e all’indifferenza.

“Le diseguaglianze nel mondo hanno origine proprio dalla disuguale distribuzione del cibo – ha detto Moretti –. Se pensiamo che sono milioni le persone che muoiono di fame nel mondo, che il cibo diventa sempre più spesso ostile o noi ostili al cibo, possiamo capire quanto sia importante ripristinare, valorizzare e diffondere l’idea di un cibo come fonte di una felicità condivisa”.

 Alimenta è una sfida: all’individualismo imperante, alle solitudini latenti, ai rigurgiti razzisti, all’egocentrismo. Alimenta è più di un bistrot, è l’idea di una società aperta che prevale su quella di una società chiusa.

E’ la terra promessa, è la ricerca continua di Angelo Moretti di un ’bene’ in terra, possibile, ha spiegato ieri, “anche grazie a buone leggi che restano, purtroppo, poco conosciute e poco applicate”. E’ l’attesa di una terra nuova perché questa non basta.

 

Un’idea etica del cibo che vedrà in prima linea uno chef d’eccellenza, Pasquale Basile, coadiuvato da un giovane e promettente Paolo Manzo: “Con il Manifesto del Welcome Social Food vogliamo rilanciare un’alleanza tra il cibo, le persone ed i territori producendo cibo che abbia un significato esistenziale per le comunità, dando valore di alimento vitale alla natura che ci circonda”, ha spiegato Basile.

Così al Bistrot di via Traiano 53 troveranno spazio le migliori e più avvincenti pratiche del Welcome Social Food: il pranzo sospeso, lo speed eating, Indovina chi viene a Cena, possibilità di proposta di un piatto locale, un tema su cui discutere o un presidio Sloow Food.

Alimenta intende trasmettere una nuova consapevolezza del cibo, che sia un’esperienza di condivisione, di comunione e di incontro. Del resto, non possiamo non ricordare che nell’ebraismo l’incontro con Dio avvenne mediante un pasto (Dio si rivela ad Abramo alle querce di Mamre dove fu imbandita una tavola; Mosè e gli anziani incontrano Dio sul Sinai dove “mangiarono e bevvero), che nel cristianesimo c’è la tavola eucaristica, che nel buddhismo si ricorda che “fare cucina è attività di Buddha”.

Se  “l’uomo è ciò che mangia” – secondo il noto aforisma di Ludwig Feuerbach –, è anche vero che l’uomo si umanizza soprattutto con l’arte del mangiare e che la sua interiorità si nutre del cibo, del significato attribuito al cibo, dell’arte di mangiare insieme, del vivere con stile la tavola. Ed è vero che davanti ad un bicchiere di vino bevuto in compagnia si finisce con l’ammettere che in fondo la vita è bella.

 

Il cibo come comunità, sarà questa la sfida che attenderà da domani lo chef Basile, il direttore di sala Graziano Aloia, il secondo chef Paolo Manzo, e ancora Embran, Maurizio, Amadou, Guido e Gedi.

La speranza è che Benevento si mostri all’altezza del loro sogno.

 

 

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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