Alternativa per Benevento, il bluff delle 12 sigle. Fuori Moretti

Via la parola cambiamento, la coalizione che sfiderà il sindaco Clemente Mastella ha optato per un altro nome: ‘Alternativa per Benevento’. Dopo aver peregrinato tra varie ed eventuali locuzioni, si è optato per un nome che tenga fuori un termine, Cambiamento, che sarebbe stato una promessa mancata in partenza visto che la coalizione, con i suoi nomi ingombranti e di lungo corso, sa di restaurazione più che di rinnovamento.

Questa sera l’incontro nell’hotel Italiano di Rione Ferrovia tra le delegazioni di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Italia Viva, Centro Democratico, Articolo Uno, Benevento Futuro, Città Aperta, Cittadini in Comune, CivicA, I Moderati, Patto Civico e Riformisti.

Ma a ragionarci su, quello delle 12 sigle è un bluff, uno specchietto per le allodele. Vediamo perché.

Il vertice ha approvato la Bozza Programmatica con cui la Coalizione dell’Alternativa Riformista, Sociale e Popolare, all’attuale Amministrazione di Benevento, ha presentato il proprio progetto per la Città.

Il nome del candidato sindaco forse verrà fuori nell’incontro del prossimo fine settimana, ma dopo la decisione di Angelo Moretti (Civico22) di abbandonare il Tavolo e di tentare una corsa in solitaria, sul campo resta solo la candidatura di Luigi Diego Perifano. 

Dodici le sigle che hanno siglato il Patto sono Articolo 1, Benevento Futura, Centro Democratico, Città Aperta, Cittadini in Comune, Civica, Moderati, Italia Viva, Movimento Cinque Stelle, Partito Democratico, Patto Civico, Riformisti.

Dodici sigle che difficilmente si trasformeranno in 12 liste, perché molte sono sovrapponibili tra loro.  

Il leader del Pd, Umberto Del Basso De Caro, è al lavoro per la lista PD-PD, ma sicuramente metterà mano anche alla lista dei Riformisti dell’ex assessore della Giunta Pepe, costretto a dimissioni per il suo coinvolgimento nell’inchiesta Mani sulla Città, Luigi Boccalone, come accadde già nel 2016.

Erminia Mazzoni e Perifano proveranno a  mettere in piedi la lista Città Aperta. Difficile per Italia Viva (Pasquale Orlando e Cinzia Mastantuono), per  Benevento Futura (Vincenzo Meoli) e Moderati/Centro Democratico (Antonio Puzio e Mimmo Franzese) riuscire a fare una lista, più probabile che lavorino insieme per riuscire a metterne su una soltanto. Articolo 1 non sarà presente con una sua lista considerato che Cicatiello è impegnato con Città Aperta.

Una lista forse riuscirà a organizzare Claudio Mosè Principe, che però ha perso l’appeal e lo smalto di una volta considerando le sue molteplici giravolte.

Anche il M5S, che ormai ha perso per strada tutti i suoi storici attivisti, sembra in affanno per la composizione della lista, perfino Marianna Farese starebbe riflettendo sull’opportunità o meno di candidarsi.

È improbabile che la neonata Civica, nata dalla scissione di Civico22 e capitanata da Pasquale Basile e Rita Marinaro, riesca a organizzarsi in tempo, più sicuro un posto in una delle liste di area De Caro.

Patto Civico per il momento può contare su Vincenzo Sguera, cognato di Perifano, mentre resta attendista Luigi Scarinzi. Risulta quindi complicato organizzare una lista Patto Civico, anche perché ormai Paglia è tornato vicino al PD, nella cui lista  potrebbe trovare ospitalità.

Insomma, da 12 sigle si potrebbe arrivare al massimo a 5 o 6 liste.

 

 

 

 

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