Alternativa Popolare archivia il caso Bello. Alfano: “In politica non valgono le rendite di posizione”

“C’è aria nuova nel Sannio. Alternativa Popolare c’è”, Francesco Maria Rubano, vicepresidente della Provincia di Benevento, sta seduto sullo scranno più alto dell’aula consiliare della Rocca dei Rettori e dirige il traffico delle parole nella conferenza stampa di Ap.  Il piccolo-grande ragazzo di Ap non le manda a dire, snocciola punti programmatici ambiziosi dal Psr (“perché l’agricoltura nella nostra provincia è una grande opportunità”), alle infrastrutture da spingere, alla cultura che si fa con una rete territoriale “che coinvolga tutti i comuni”.

Rubano rivendica uno spazio politico per Ap nel panorama politico sannita: “Nessuno può ignorare quello che siamo diventati”, sentenzia, netto come la lama di un coltello.

Alternativa popolare è in gran spolvero, “la componente Barone”, come la definisce Rubano, ha conquistato una centralità grazie a manovre politiche che gli hanno consentito di conquistare quella che nella Prima Repubblica veniva chiamata ‘visibilità, cioè uomini e donne nei posti giusti: in Provincia, all’Ato rifiuti, all’Ente idrico dove Ap ha perfino il presidente. “Ha funzionato l’alleanza con il Partito democratico – spiega ancora Rubano – e l’interlocuzione con il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, a cui riconosciamo la leadership della coalizione”.

Ammette che qualche attrito c’è stato con alcuni esponenti del Pd, ma assicura che con Ricci i rapporti sono buoni “perché rispetta il nostro ruolo e presto ci sarà un altro riconoscimento”.  E’ a chi prova a relegare Ap in posizioni da mezz’ombra che viene recapitato un messaggio forte e chiaro: “Nessuno può mettere Ap in un angolo”.

Anche Vincenzo De Luca è interlocutore da rispettare per cui chi attacca il Presidente della Regione “non ha il nostro sostegno, dice Rubano, perché noi siamo per il garbo istituzionale”.

La rogna del coordinamento provinciale è Luigi Barone ad affrontarla in conferenza stampa: “In questa fase di transizione – spiega – abbiamo optato per un coordinamento di amministratori che durerà fino al congresso, poi si vedrà”.  Il convitato di pietra è Gianvito Bello, al quale qualche settimana fa Ap diede il benservito sostituendolo ex abrupto con un gruppone con funzioni di organizzazione e di decisione politica. Il sottosegretario Gioacchino Alfano è ancora più esplicito e non si sottrae neppure alle domande incalzanti dei giornalisti: “Credo che in politica non si facciano passi in avanti con le rendite di posizione, bisogna lavorare e lavorare sodo per portare risultati. Qua non c’è più niente da dividersi”.

Il che fuori dalle parole felpate vuol dire che Bello non avrebbe portato acqua al mulino del partito, pur continuando a pretendere posizioni, mentre non c’è neppure più la torta da tagliare a tranci o da mangiare a morsi.

“Non sono più i tempi del Partito socialista”, sussurra quasi Alfano, ma l’affermazione è come una sentenza ormai passata in giudicato sul caso Bello. Resta il nodo Vincenzo Sguera, il consigliere comunale unico Ap a Benevento, che Bello proverà a ‘spostare’ sullo scacchiere politico: “L’ho incontrai prima della diramazione del comunicato stampa sul coordinamento, alla presenza di Francesco Farese – racconta Barone-. Gli spiegammo che non era stata assunta alcuna decisione contro, ma che non potevamo non tenere conto di un dissenso diffuso nel partito nei confronti della precedente gestione.  Sguera è una risorsa per Ap e presto avremo un colloquio con lui alla presenza del sottosegretario Del Basso De Caro”.

Con il Pd  il rapporto è amicale, ma Barone anticipa che “chiederemo un patto programmatico serio su questioni che sono di vitale importanza per questa provincia”. Come le infrastrutture: “A De Gregorio presidente Eav presenteremo nelle prossime settimane uno studio sulla tratta ferroviaria Benevento-Napoli in cui dimostreremo come, a costo zero, sia possibile accorciare di molto i tempi di percorrenza”.  Mentre sull’Ato l’invito è “al senso di responsabilità di tutte le forze politiche, perché un consiglio diviso esattamente a metà è alo stato ingestibile”.

Il sindaco di Pago Veiano sul punto è tranchant: “L’Ato ha la responsabilità di un  bene primario, come l’acqua, e non può giocare con le tasche dei cittadini. Credo si debba procedere subito alla costituzione. Inoltre bisogna evitare carrozzoni politici. Non c’è più spazio in politica e tanto meno in Ap per persone che pensano di poter vivere con le nomine o gli incarichi della politica”. E riappare il convitato di pietra, Gianvito Bello.  

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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