Altrabenevento: “Basta con le passerelle per la legalità nella città che nega le collusioni tra criminalità e politica”

 

 

“E’ passata sotto silenzio a Benevento la “Giornata della legalità” celebrata ieri 23 maggio in tutta Italia per ricordare la strage di Capaci dopo 26 anni dalla uccisione del magistrato Giovanni Falcone, della moglie e degli agenti della sua scorta”, così Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento. Che continua:  “Il sindacato di Polizia ha emesso un comunicato ma nessun’altra istituzione o politico locale ha ricordato il tragico evento. Il sindaco Mastella in apertura del Consiglio Comunale ha ricordato, di sfuggita, i fatti di Capaci ma ha dimenticato di spiegare perché ha costretto Patrizia Maio a lasciare l’assessorato ai servizi sociali al centro di un processo per gravi reati di corruzione.
Il civico consesso si è occupato di ben altro, soprattutto di Gesesa che proprio per celebrare la legalità ha staccato l’acqua alla società Asia controllata dal Comune di Benevento. Ma sempre a proposito di legalità i consiglieri comunali di opposizione (e qualcuno anche di maggioranza) hanno impedito che proprio la GE.SE.SA. potesse decidere a quali tecnici affidare l’incarico di progettazione del depuratore eludendo le norme sugli appalti.
Nelle stesse ore la Procura della Repubblica, dopo la conferenza stampa sull’arresto del responsabile di un atroce delitto in valle Caudina, ha annunciato la organizzazione di un convegno per il 29 maggio con la partecipazione di molti magistrati e del Procuratore Nazionale Antimafia, Cafiero De Raho.
Considerato che il Procuratore di Benevento, Aldo Policastro si sforza di scuotere la città dal torpore della falsa “città tranquilla” che invece supporta e sopporta connivenze e malaffare, speriamo che il convegno di martedì prossimo non sia la solita passerella. Anche la presenza di Cafiero De Raho, validissimo magistrato che tra l’altro ha sconfitto il clan Zagaria che vantava anche coperture politiche sannite, può certamente aiutare a comprendere perché dalla “verità giudiziaria” non emergono mai le collusioni tra delinquenti, politici, amministratori e colletti bianchi di questa città.
Speriamo anche che i cittadini onesti e gli operatori dell’informazione di Benevento, quelli che ricordano con dolore gli omicidi di Peppino Impastato e Pippo Fava ad opera della mafia che “non esisteva”, comincino a denunciare e contrastare la imperante corruzione in questa città senza aspettare che la verità emerga con altri gravi fatti di sangue”.

 

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