Altrabenevento: “Confermati i nostri dati. Allora perché siamo stati querelati?”

“I dati forniti dai direttori generali della ASL e dell’Azienda Ospedaliera hanno confermato le notizie fornite di Altrabenevento: sette operatori sanitari dipendenti del San Pio sono positivi al coronavirus. E allora perché siamo stati querelati?”, così Sandra Sandrucci per Altrabenevento. 
Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa del sindaco Mastella, il Prefetto e i direttori generali dell’Azienda Ospedaliera e della ASL, sulla emergenza coronavirus nel Sannio. E’ stato chiarito, innanzitutto, che l’incontro con i giornalisti si è reso necessario per fornire informazioni precise alla città, dopo le polemiche di questi giorni (con Altrabenevento ed alcuni giornalisti) dovute proprio alla mancanza di comunicati ufficiale sui casi positivi e le iniziative di contrasto al covid19.
E’ stata poi confermata la notizia fornita da Altrabenevento: i casi totali attuali sono 14 dei quali sette sono operatori sanitari tutti dipendenti dell’Ospedale San Pio. E’ vero, in Italia molti medici e infermieri sono stati contagiati (8% del totale), ma in questo caso di tratta di una percentuale altissima, il 50% e tutti di un solo ospedale.
All’Ospedale di Castellaneta provincia di Taranto, (anche quello dedicato a San Pio), sette sanitari sono risultati positivi al covid19 ma in quel caso il sindaco ha presentato un esposto in Procura e il presidente della Regione Puglia, Emiliano, ha aperto una indagine amministrativa perché “se ci sono sette operatori tra medici ed infermieri che lavorano nello stesso ospedale contagiati da coronavirus vuol dire che non è stato rispettato il protocollo per questa emergenza”.
Sempre a Castellaneta sono stati effettuati 300 controlli con tamponi e messi in quarantena alcune decine di sanitari. A Benevento, invece, il sindaco ha denunciato chi ha denunciato il caso (Altrabenevento); il Presidente della Regione, anch’egli in genere molto loquace, non ha affrontato il caso; i sanitari che erano presenti all’arrivo dei pazienti di Ariano Irpino non sono stati messi in quarantena e sono stati effettuati 126 tamponi inviati al Cotugno di Napoli, poi restituiti, e quindi rinviati (per 24 di essi dopo 15 giorni ancora non arrivano i risultati).
Il Direttore della Azienda Sanitaria, dopo aver avvisato che anche chi attualmente contesta l’operato della azienda potrebbe aver bisogno domani di un ricovero (ce ne ricorderemo), ha poi dichiarato che sono state consegnate migliaia, migliaia e migliaia di mascherine, guanti e tute a tutto il personale in numero sufficiente “per fare una guerra oltre l’emergenza coronavirus”.
Quindi hanno dichiarato il falso i dipendenti e i sindacati che hanno denunciato la carenza di tali necessari dispositivi per la sicurezza?
Il direttore della ASL, invece ha sostenuto che effettivamente i Dispositivi Individuali di Protezione per i soccorritori del servizio 118 sono tuttora carenti. Forse nella prossima settimana, dopo un mese dall’inizio dell’emergenza, ne arriveranno altri. Forse.
Nessuna informazione è stata invece fornita, neppure dal sindaco Mastella, sul contrasto al focolaio coronavirus di Ariano Irpino, quello che ha dato vita ai primi contagi all’ospedale San Pio. Ad Altrabenevento risulta che in città ci sono almeno 40 persone in quarantena perché sono state in Lombardia anche prima del DPCM dell’8 marzo, ma neppure la Conferenza stampa di oggi ha chiarito quante sono quelle in “isolamento volontario” per aver frequentato persone di Ariano Irpino a rischio contagio, prima della ordinanza regionale che ha chiuso il paese dal 15 marzo.

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