Altrabenevento: “La Procura e la DIGOS continuano ad indagare, ma altri enti devono fare propri accertamenti. Prima puntata: i sensori della Prefettura”

È  solo la prima puntata,  avverte Gabriele Corona,  presidente di Altrabenevento. perché quello che emerge dall’inchiesra sul business dei migranti è  una rete di corruzione che non ha risparmiato nessuno, neppure i gangli strategici della pubblica amministrazione.  

Era “il sistema Panzone”, come lo ha definito ieri la dirigente della Digos,  Giovanna Salerno, ispirandosi al nome del funzionario della Prefettura – Felice Panzone – che provvedeva ad oliare il sistema di relazioni e connivenze che stava dietro la gestione dell’accoglienza dei migranti nel Sannio.  

Ed è  proprio sulla Prefettura che accende i riflettori Gabriele Corona.  

“La prima parte della indagine della Procura della Repubblica – fa notare il presidente di Altrabenevento  – sulla gestione dei migranti nella provincia di Benevento ha fatto emergere non solo gravissimi casi di abusi e truffe a danno degli ospiti delle strutture e dei contribuenti, ma anche inquietanti fatti di corruzione. 
Secondo il Giudice per le Indagini Preliminari che ha ordinato le misure restrittive, alcuni funzionari di Prefettura e uomini delle Forze dell’Ordine sono stati complici di Di Donato oppure non hanno vigilato sulla criminale gestione dei centri di accoglienza. Giustamente, però, il Procuratore Aldo Policastro, costretto a fare il suo lavoro districandosi nei complessi rapporti dei palazzi del potere di questa “tranquilla città”, durante la conferenza stampa di ieri ha posto in evidenza anche la capacità dei magistrati e degli agenti della DIGOS che hanno condotto le indagini, di attivare gli anticorpi nei confronti di colleghi corrotti o colpevolmente distratti.
Dopo Paolo Di Donato, orami conosciuto a livello nazionale come “signore dei migranti” emerge la figura di Felice Panzone, funzionario presso la Prefettura, responsabile dell’ufficio migranti, che secondo gli investigatori ha consentito le truffe e evitato i controlli con comportamenti davvero raccapriccianti e senza neppure particolari cautele, come se fosse convinto di essere intoccabile. La Prefetta Galeone ha dichiarato che appena avuto i primi sentori di comportamenti sospetti ha allontanato Panzone che però si è occupato della “emergenza migranti” per almeno due anni. Sono evidentemente un po’ lenti i sensori della Prefetta!
Il caso del falso certificato di agibilità per la struttura di contrada Madonna della Salute è emblematico. A gennaio 2016 l’ufficio Vigilanza Edilizia del comune di Benevento, aveva segnalato che per quel grosso edificio in parte abusivo non c’era la compatibilità urbanistica, il condono non era stato pagato e quindi mancava l’agibilità. La Prefettura però autorizzò il Consorzio Maleventum di Paolo Di Donato ad autilizzarla per ospitare i migranti. A giugno 2016, il coodinatore dell’Ufficio Vigilanza Edilizia, Luigi Panella, precisò ai NAS e alla Prefettura che il certificato di agibilità depositato agli atti dal proprietario e dal gestore dell’edificio era falso ma il centro Damasco 12 non fu chiuso. Dall’Ordinanza del GIP risulta che in Prefettura si sapeva del certificato falso ma si aspettava di aprire una nuova struttura a Contrada San Chirico (la ex conigliera) sempre in gestione a Di Donato, prima chiudere quella di Madonna della Salute.
La ex conigliera, anch’essa senza condono e senza agibilità, fu aperta a gennaio del 2017 dopo il trasferimento di Panella che aveva fatto notare diverse irregolarità, e un mese dopo fu sequestrata dalla Magistratura quella di Madonna della Salute. Subito dopo Panzone veniva trasferito.
Dalla ordinanza del GIP risulta che anche il vice Prefetto Vicario, Giuseppe Canale è indagato per non aver tempestivamente denunciato la falsità del certificato di agibilità del centro Damasco 12.
Sarà importante sapere come si svilupperà l’indagine della Procura della Repubblica ancora in corso sulla gestione migranti e in particolare sulla utilizzazione della ex conigliera di contrada San Chirico, adesso destinata ad ospitare lo SPRAR del Comune di Benevento, ma indipendentemente dai provvedimenti della magistratura, la Prefetta Galaone dovrebbe almeno avviare una indagine interna per capire come è stata gestita dai suoi uffici la delicata “emergenza migranti”.
Come mai i sensori sul comportamento di Panzone si sono attivati con grande ritardo? Come mai quei sensori non si sono attivati dopo le segnalazioni dell’ufficio di Vigilanza Edilizia del Comune di Benevento, l’esposto della CGIL sul Centro Damasco 12 e le denunce pubbliche di Altrabenevento sulle strutture abusive utilizzate per l’accoglienza ai migranti?”

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