Ambiente, Racchi (LeU): “Nostre proposte sono per una svolta reale”

 

“In una fase in cui la potenziale violenza dei fenomeni ambientali ha prodotto situazioni drammatiche nel nostro territorio, ci si doveva aspettare, dal precedente Governo, una propensione del tutto diversa alla tutela dell’ambiente”, così Laura Racchi, candidata alla Camera dei Deputati nella lista Liberi e Uguali.
“Dallo “Sblocca Italia”, caratterizzato da una sterile rincorsa all’accentramento delle decisioni, alla pessima campagna del Governo contro il Referendum sulle trivellazioni, i provvedimenti da citare sono numerosi.
Ma come impostazione generale del nuovo impulso negato, sul tema dell’ambiente, basti pensare al discorso tenuto nella serata di chiusura delle votazioni, dall’allora Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che, demagogicamente, ne commentò i risultati contrapponendo il diritto al lavoro al diritto all’ambiente e alla salute, come se gli ultimi trent’anni di discussioni a livello europeo e internazionale non avessero ampiamente dimostrato come i due diritti non siano in conflitto, ma possano, invece, intrecciarsi in modo complementare nella costruzione di una società più equa, salubre e sostenibile.
In questo quadro incerto – spiega Racchi –  “Liberi e Uguali” si pone l’obiettivo di riportare al centro dell’agenda politica e programmatica proposte in grado di tracciare una reale svolta. Diventa, in tal senso, imprescindibile attuare politiche pubbliche di investimento, finanziando un programma pluriennale di sicurezza anti-sismica, di cui anche il Sannio dovrebbe essere uno dei principali destinatari e beneficiari, nonché la promozione di un’economia a basse emissioni in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi. A tal fine, sarà necessario investire per un programma straordinario di piccole opere per la messa in sicurezza del territorio, delle zone sismiche, delle scuole, per la rigenerazione urbana in collaborazione con il sistema delle autonomie locali.
Nell’agenda ambientale di “Liberi e Uguali” trova un posto rilevante, inoltre, l’adozione di un piano per il contenimento ed il successivo azzeramento del consumo di suolo, incentivando la riqualificazione e il riutilizzo di edifici abbandonati, puntando sulla rigenerazione urbana.
Risulta altrsì urgente la predisposizione di un’adeguata strategia fiscale che abbia l’obiettivo di contrastare l’abbandono delle aree interne, e qui il Sannio potrebbe svolgere un ruolo pilota, incentivando i cittadini a prendersi cura del proprio territorio anche attraverso attività economiche come l’agricoltura, valorizzando, in tale maniera, anche l’industria della trasformazione agricola per la riunificazione e l’accorciamento delle filiere, nonché il riutilizzo e la riconversione di intere aree industriali dismesse, l’insediamento di produzioni ad alto contenuto innovativo e la riconversione ecologica delle produzioni industriali a forte impatto ambientale.

Infine, è necessario dotarsi di precisi obiettivi scadenzati per escludere definitivamente le fonti fossili dal modello di sviluppo, raggiungendo la neutralità emissiva al massimo nel 2050, ed elaborando, in tal senso, una fiscalità ambientale volta alla riduzione e alla successiva eliminazione dei sussidi alle fonti fossili e prevedendo misure di sostegno all’espansione delle fonti rinnovabili.”

 

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