Amorosi, Di Cerbo replica a Ferrucci: “Il suo disimpegno ossigeno per le primarie”

Una risposta al vetriolo, quella di Giuseppe Di Cerbo, sindaco di Amorosi, a Claudio Ferrucci, segretario (o meglio ormai ex) del circolo del Pd, che alla vigilia delle primarie annunciò il suo disimpegno attaccando in modo frontale Di Cerbo e i vertici provinciali del Pd.

Di Cerbo replica a urne chiuse: “Quello che è andato a configurarsi con il voto delle primarie del Partito Democratico di domenica 30 aprile ad Amorosi è un risultato assolutamente lusinghiero, andato ben al di là delle più rosee aspettative della vigilia – commenta -.

Alle urne si sono recate 203 persone, un aumento in termini numerici rispetto anche alle precedenti tornate. Su tali basi risulta ancora più complicato rispondere alle affermazione diffuse a mezzo stampa dal consigliere comunale Claudio Ferrucci nella sua veste di segretario, o meglio, ex segretario del circolo “A. Gramsci” del Partito Democratico di Amorosi, alla vigilia del voto.

Come spesso è già accaduto e accade quotidianamente e costantemente da un paio di anni a questa parte, ogni qual volta la realtà dei fatti non coincide con l’alterazione della realtà di Ferrucci sorge un problema, un complotto, qualcosa che ben si presta alla dietrologia più bieca e immaginifica. In quei casi, si sa, è ormai prassi più che consolidata, il misfatto è imputabile al sottoscritto, Giuseppe Di Cerbo, sempre e comunque, sia nel ruolo di Sindaco di Amorosi, di Consigliere Provinciale o di semplice iscritto al Partito Democratico.

Naturalmente è chiaro, e allo stesso tempo gravissimo, come le farneticazioni di Ferrucci possano avere una chiave di lettura diversa a seconda dei contesti, visioni e interpretazioni che possono differire a seconda della platea alla quale il Nostro si rivolge. Nello specifico, tessere farlocche, truccate o contraffatte; assemblee e congressi falsati; vertici del partito compiacenti e corrotti”.

Secondo Di Cerbo “bene hanno fatto il segretario provinciale Carmine Valentino e il presidente Giovanni Cacciano, quest’ultimo presente all’assemblea amorosina citata da Ferrucci, a replicare a delle accuse arrivate, oltre tutto, con un certo ritardo.

Bene avrebbe fatto Ferrucci a replicare in quella sede, nessuno più di lui ne avrebbe avuto facoltà. Così non è stato ma i leoni da tastiera, si sa anche questo, hanno bisogno di tempo per meditare e ricercare i colpevoli, o meglio, i capri espiatori dei propri errori.

Attendiamo a questo punto il commento di Ferrucci sul voto di domenica, l’attesa ci assale, anche se, l’occasione è sicuramente gradita, per ringraziarlo del suo disimpegno dal partito che, a questo punto, credo abbia spinto decine e decine di amorosini a recarsi alle urne e a rendersi protagonisti di questa bella pagina di democrazia per la vita di comunità”.

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