Anche i ricchi piangono, per i 5 Stelle medici tartassati dall’agenzia di riscossione

Anche i ricchi piangono. Se poi di mezzo c’è Equitalia piovono lacrime.

È Gianluca Zaccari, del Meetup “Grilli Sanniti”, ad accendere i riflettori sul rapporto Equitalia-medici.

“Equitalia – scrive -, in settimana, ha recapitato cartelle esattoriali che invitano i professionisti a pagare la rata di iscrizione all’Albo dei medici per l’anno in corso, il 2016. Alla somma dovuta è applicata una vera e propria “tangente”: la cifra totale infatti è maggiorata di 5,88 euro per i diritti di notifica.

Eppure, nessun medico sannita ha mai ricevuto un avviso bonario o un sollecito o un promemoria dall’Ordine professionale che segnalasse l’imminente scadenza del pagamento. L’Ordine dei Medici, interpellato, ha risposto che, per evitare ulteriori problemi, i professionisti dovranno pagare oltre la quota d’iscrizione anche le spese di notifica. Del resto – riferiscono – l’Ordine deve per forza delegare la riscossione della rata annuale a Equitalia: il Presidente ha incontrato più volte i dirigenti/responsabili della società per rappresentare l’accaduto, e cioè che è stata spedita la notifica ma i medici mai hanno ricevuto il primo avviso che chiedeva il saldo della quota.

Com’era prevedibile, a questo punto è iniziato lo scarica barile. E quindi, Equitalia se ne lava le mani e afferma che le prime lettere di avviso sono state spedite e che Poste Italiane non le ha consegnate.

La domanda che sorge spontanea è: tutto ciò considerato, non sarebbe possibile delegare un altro soggetto alla riscossione? Ebbene, l’Ordine dei Medici sta valutando di delegare direttamente a Poste Italiane la riscossione delle quote associative. Ma dov’è la differenza? Poste Italiane è ormai un ente privato, proprio come Equitalia, salvaguarderà gli interessi propri e non quelli del contribuente.

La questione è portata all’attenzione dell’opinione pubblica non per i 5,88 euro, ma perché, se si considera che anche altri ordini professionali, come quello degli Architetti, utilizzano lo stessa modalità di riscossione, per circa 1.000 iscritti tra architetti e 1.000 tra medici, la sola provincia di Benevento garantisce a Equitalia circa 12.000 euro per diritti di notifica. Un buon bottino!

Chi protegge i contribuenti? Chi controlla questi “cercasoldi” legalizzati? Chi protegge chi lavora dal “pizzo” formalizzato?

Episodi come quello appena raccontato non fanno che consolidare l’opinione che Equitalia vada riformata e che la privatizzazione selvaggia – che pure caratterizza molte delle scelte politiche – non sia la strada migliore da percorrere per tutelare i cittadini, ma solo quella giusta per assicurare posti da manager agli amici degli amici”.

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