Antonio Iavarone scrive a Napoletano: “Città Caudina ostaggio di visioni miopi”

Antonio Iavarone, segretario provinciale dei Giovani Dem, vicesindaco di Pannarano e componente dell’Unione dei Comuni, scrive al sindaco di Airola Michele Napoletano, attuale presidente della Città Caudina per chiederne il rilancio. 

Ecco il testo integrale della lettera di Iavarone a Napoletano.

“Mi associo, quale membro del Consiglio dell’Unione dei Comuni e Vice-Sindaco del comune di Pannarano, all’appello del presidente della Città Caudina, Sindaco di Airola, Michele Napoletano di far ripartire l’ Unione dei Comuni all’insegna della concretezza, auspicando a breve una convocazione del Consiglio dell’unione con all’ordine del giorno una disamina e nuova programmazione dei servizi alla cittadinanza che l’Unione è chiamata a fornire.

In caso contrario saremmo costretti a recitarne il De profundis. Responsabilità che cade sulla miopia politica di qualche  Sindaco, e suoi amici amministratori, che in passato ha assunto il ruolo di guida dell’Unione profetizzando tante belle parole ma causando uno status di stallo a beneficio dei comuni più grandi.

Al contrario, essendo Sindaco della città più popolata, avrebbe dovuto essere guida vera e imparziale e promotore di un processo uniforme di aggregazione di un intero territorio. Detto ciò devo  constatare, nonostante sia di una diversa provenienza politica,  che il processo di aggregazione della Città Caudina  si è fermato al periodo di presidenza di Marcella Sorrentino, che è stata l’unica a dare una forte accelerata e a portare alla vera concretizzazione dell’unione.

Negli ultimi anni, oltre a lauti banchetti e buffet di rappresentanza, non si è avuta la forza neanche di produrre un semplice logo. Tutto questo rischia di tradursi nel totale fallimento della classe politica locale tra i quali, autorevoli esponenti, appartengono anche al mio stesso partito.

Nel primo consiglio dell’unione quello del 4 ottobre 2014, sotto la presidenza del Sindaco Franco Damiano, proposi l’avvio di un iter amministrativo che portasse ad un tavolo unico, tra i diversi comuni, sulle politiche giovanili con coordinamento dei forum giovani , sulla cultura con coordinamento delle diverse pro-loco, un coordinamento con gli enti sanitari di previdenza animale e i comuni per adottare una strategia unitaria contro il  randagismo, l’apertura di un unico Suap sportello unico attività produttive. Proposte non impossibili ma rimaste senza seguito. È mancata una strategia unitaria di programmazione territoriale, inesistente la solidarietà nelle difficoltà dei diversi comuni, in un’ Europa unita siamo costretti a subire ancora l’ignoranza del campanilismo. Non c’e mai stata una voce unitaria su problemi di rilievo regionale e nazionale come il disagio secolare dei pendolari della tratta Benevento-Napoli / Valle Caudina che ha visto nascere nel mese scorso anche un apposito comitato. Qualora  la città caudina avesse avuto autorevolezza  avrebbero dovuto identificare in essa l’interlocutore privilegiato per una problematica comune a tutti i cittadini della Valle. Purtroppo sebbene da me invitati a relazionarsi con la Città Caudina hanno preferito altre strade / altri interlocutori. Una insufficiente e arretrata rete dei trasporti su gomma per gli studenti caudini, costretti a viaggiare in condizioni da terzo mondo.

È mancato un  piano commerciale e industriale unitario, attraverso una programmazione territoriale integrata, che rilanci lo sviluppo economico nel rispetto e nella salvaguardia paesaggistica e ambientale di cui la nostra Valle è ricca.  Un  itinerario turistico unico che tocca tutti i comuni e ne valorizzi le bellezze artistiche e naturalistiche. Una seria programmazione non può trascurare la valorizzazione di prodotti tipici del territorio dai vigneti di Bonea ai castagneti e ciliegi di Cervinara. Non possiamo tralasciare l’associazionismo dei servizi comunali, dalla vigilanza all’ufficio legale, dagli uffici tecnici ai settori finanziario, fiscale e amministrativo.

Un’opportunità che non possiamo lasciarci sfuggire per dare luogo ad una nuova governance di area vasta. Infine l’unione non è stata ancora capace di usufruire di alcun finanziamento europeo. Di lavoro ce ne è tanto da svolgere ma è la sfida alla quale non possiamo sottrarci per un entità territoriale che di fatto nella vita quotidiana è unica. In questo si denota una volontà politica che rema contro un dato di fatto e che, così facendo, non offre risposte ai cittadini e in più crea danni all’economia ed allo sviluppo. Da un po’ di tempo abbiamo lo strumento per iniziare a parlare e realizzare tutto ciò che è, appunto, il Consiglio dell’unione dei Comuni. La Città Caudina, purtroppo, è ostaggio della ristrettezza di vedute del campanilismo e dell’assenza di visione e strategia di lungo respiro.

Quale amministratore ma soprattutto quale giovane figlio della Valle che, in ragione del fortissimo vincolo di appartenenza, immagina il proprio futuro in questa terra, chiedo a tutti uno “sforzo di visione e strategia territoriale” per non condannarci ad una ulteriore emarginazione ed ad una fuga generazionale e rivolgo a te questo mio appello  per  evitare di restare ancorati a retaggi del passato che la politica Caudina ancora asseconda.

In quanto membro del Coordinamento nazionale Anci giovani ho già posto, a Roma in diverse riunioni, l’attenzione sulle difficoltà politiche e culturali che ostacolano la nascita unitaria della Città Caudina. Inoltre, essendo entrambi appartenenti al partito democratico e per il senso di responsabilità che ci accomuna verso il nostro territorio ti chiedo di adoperarci  per coinvolgere l’intero consiglio dell’unione su questa rinnovata sfida”.

 

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