Arrivano i burattini, “Alluccate piano”. Il sogno di Angelo Miraglia: “Salviamo questa tradizione. Potremmo organizzare una rassegna”

Per le strade e nelle piazze di Benevento sono ricomparsi i burattini. Regalando sorrisi e momenti di spensieratezza ai bambini che a frotte sono accorsi a vederli, insieme ai genitori, in un’atmosfera di gioia ritrovata dopo le stressanti paure del lungo periodo del coronavirus.

Nella piccola baracchetta fa capolino Pulcinella che combatte contro la morte che vuole portare via la sua anima. I bambini seguono tutti i movimenti, le battute e le trame segrete della vicenda messa in scena. Ridono, accompagnano il protagonista, si mettono nei suoi panni. Ad un certo punto Pulcinella grida “Alluccate piano” ed è una festa.

L’animatore appassionato di questa tradizione è Angelo Miraglia, che ha cominciato questo percorso artistico fin da ragazzo.

Il burattinaio di Benevento ha iniziato i primi spettacoli più di 40 anni fa, quasi per gioco e per caso. Lo incontriamo alla fine di una faticosa e coinvolgente serata. Come hai scoperto questa inclinazione? Quale molla ti ha mosso?I miei genitori -racconta- mi portavano spesso a Napoli. Andavamo a trovare dei parenti che abitavano al Vomero. Andavamo almeno una volta al giorno nella Villa Comunale a vedere gli spettacoli di burattini. Questo ero il patto che avevo fatto coi miei. Poi ho continuato a seguire ai tempi dell’università. Ho conosciuto alcuni burattinai importanti. Tra questi Nunzio Zambella. Io ho cominciato ad esibirmi in piazza nel 1979, e in tante “Feste de l’Unità”, dove c’era lo Spazio Bambini”.

La tradizione dei burattini affonda le sue radici nel 1500 ed è stata fertile soprattutto in terra emiliana e veneziana. Molte storie ruotano intorno alla figura di Pulcinella, che sotto altre vesti ed altri nomi è presente in quasi tutto il mondo. In Inghilterra è Punch, in Francia è Guignon, in Russia è Petruska. Un tempo i burattinai, per sbarcare il lunario, facevano anche altre attività, dai cavadenti ai chiromanti. “A Benevento -ricorda Miraglia- c’era un famoso marionettista,Carminuccio Abbuonandi, che, intorno al 1950, teneva spettacoli in Piazza Santa Maria. Poi con l’arrivo del cinema e della tv chiuse baracca e burattini”.

Lo spettacolo si svolge tutto dal vivo. Il burattinaio dialoga coi bambini. Prima che si apra il sipario, l’immaginazione prende il volo. I pupazzi cominciano a muoversi, si rimbeccano, si rintuzzano con movimenti frenetici. Sulla scena compaiono il diavolo, il coccodrillo, il cane, Pimpinella, la fidanzata di Pulcinella.

“A volte -spiega Miraglia- chiedo ai ragazzi “dov’è l’anima”, per capire come la pensano. Su questo si vede la differenza tra marionetta e burattino. La prima è animata dall’alto, da una mano superiore, mentre il secondo ha l’anima all’interno, perché il burattinaio s’infila il guanto. Consumo tanta energia, perché devo fare tutto: raccontare, muovermi dialogare. I bambini vengono nel mio mondo”.

L’arte dei burattini è sicuramente una delle forme più fantasiose e affascinanti del teatro di strada. Dopo ogni rappresentazione gli spettatori possono fare un’offerta nel cappello posto ai piedi del siparietto. Un modo per esprimere anche il proprio gradimento. L’estroso Angelo costruisce, insieme alla moglie Alessandra Verrusio, i burattini e si accompagna con una bancarella per venderli. Tra i più richiesti c’è ovviamente Pulcinella, ma attirano molto anche Pimpinella, Arlecchino ed il cavallo. Coi ragazzi anche i grandi si lasciano cullare dalle emozioni ed ogni volta riscoprono il “bambino che è dentro di noi”.

La serie di spettacoli svoltosi nei fine settimana di luglio ha ricevuto il patrocinio del comune di Benevento. Il sogno di Angelo ed Alessandra è quello di non far morire questa bella tradizione.

All-focus

Si pensi cha a Bologna hanno dedicato una strada ai burattinai Filippo e Angelo Cuccoli. Ma c’è anche un altro desiderio che vorrebbero realizzare. “Vorrei -immagina Miraglia- che ci fosse un teatro dedicato agli spettacoli dei burattini e delle marionette, che ci fosse a Benevento la possibilità di organizzare una rassegna per far conoscere questo mondo”. “Luiaggiunge Verrusio- potrebbe fare il direttore artistico”.

Per continuare a diffondere questa tradizione, Angelo ed Alessandra hanno creato l’associazione “Tanto per gioco”.

Hanno tenuto laboratori, finanche nel carcere. Per apprendere i segreti di quest’arte popolare hanno partecipato più volte al Festival Internazionale dei Burattini che si svolge ogni anno a Cervia.

La loro esperienza è solida e viene da lontano .In passato furono protagonisti del primo “Campo Solare”, dell’Isola che non c’è, della “Città Giocosa”, che –sottolinea Alessandra- durante Benevento Città Spettacolo” riusciva a fare 450 presenze di bambini. Di tutte queste iniziative resta ben poco. Ma il primo passo per ripartire è stato compiuto. “Ci crediamo -conclude Angelo- ci abbiamo sempre creduto, ci piace farlo. Ci guida solo la passione. Il sorriso dei bambini è la molla che ci spinge ad andare avanti”.

 

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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