Asia, intervista al Presidente Madaro: “Così abbiamo salvato l’Azienda. Presto Tariffa puntuale in tutta la città”

Donato Madaro arriva all’Asia, l’azienda municipalizzata che gestisce il ciclo dei rifiuti a Benevento, nel 2017.

Manager pubblico con competenze ed esperienze nel complesso settore dei rifiuti, quando arriva a Benevento si imbatte nei conti disastrosi dell’Asia: numeri alla mano, la società, a quei tempi, era sull’orlo del fallimento.

Che situazione finanziaria ha trovato nel 2017 ?

“Una situazione pesante: quando mi sono insediato l’Asia perdeva 1 milione di euro. Mi trovavo di fronte ad una situazione di default dell’azienda perché il capitale sociale, che è di 1 milione di euro, era completamente azzerato” .

E cosa ha fatto? 

“Ho dovuto mettere mano alle situazioni più onerose per evitare che l’azienda arrivasse al fallimento, che perdesse il servizio e che quest’ultimo potesse essere privatizzato. Mi sono trovato ad affrontare il nodo degli interinali, 80 persone utilizzate per anni con contratti che, pensi, venivano addirittura rinnovati di settimana in settimana”.

Addirittura ogni 7 giorni ? Una vicenda lesiva dei diritti umani, oserei dire. Com’è possibile che si ricorra a queste modalità di lavoro in un’azienda pubblica? 

“Quella situazione si è protratta per un decennio, provocando disagi alle persone che erano dentro quel meccanismo e ai conti dell’azienda. Ho trovato lavoratori che vivevano sotto scacco, che non erano in grado di poter programmare non solo il futuro, ma neppure l’imminente presente. Inoltre l’azienda, per gli interinali, sosteneva ogni anno 200 mila euro di commissioni per la società di intermediazione, oltre ai costi del personale e si esponeva al rischio  contenzioso.  È stata una scelta a tratti anche dolorosa, ma noi abbiamo, anzitutto, restituito dignità alle persone.

Abbiamo avviato una ridefinizione della pianta organica e sostituito gli 80 interinali con 48 lavoratori assunti, attraverso una selezione pubblica, a tempo determinato, con contratti di 24 mesi, con una graduatoria valevole tre anni e da cui attingiamo ancora.

Nell’ottica di restituire dignità al lavoro in Azienda, abbiamo indetto un concorso per posti a tempo indeterminato che, purtroppo, con la pandemia ha subìto un rallentamento, ma appena l’emergenza sanitaria lo permetterà si espleteranno le prove. Consideri che per i 23 posti di patente B sono arrivate 1500 domande”.

Benevento sarà la prima città in Campania ad applicare la Tarip, una tariffa calcolata non più in base ai metri quadri dell’abitazione, ma in relazione alla quantità di rifiuto non diffenziabile prodotto. Come si arriverà a questo cambiamento radicale? 

“Mi permetta di correggerla: Benevento sarà la prima città del Centro-Sud ad applicare la Tariffa Puntuale Rifiuti. Si tratta di un’importante rivoluzione che si pone un duplice obiettivo: premiare i cittadini virtuosi e incrementare la percentuale di raccolta differenziata portandola al 70 per cento mentre oggi siamo al 65.52%. Dallo scorso dicembre, abbiamo avviato una prima fase di sperimentazione al rione Ferrovia. Tra non molto estenderemo la sperimentazione all’intero rione Ferrovia e alla contrada Pantano. L’obiettivo è applicare la Tarip in tutta la città a partire da gennaio 2022”.

Come funziona esattamente il meccanismo di tracciamento del rifiuto? 

“Stiamo collaborando con l’Università del Sannio e con il Conai per mettere in piedi un sistema di rilevamento distribuendo alle utenze dei sacchetti per la raccolta dei rifiuti non differenziabili muniti di RFDI (Radio Frequency Identification). I dati forniti saranno poi trasmessi al Comune per il calcolo della Tariffa Puntuale che sostituirà la Tari”.

La sostituzione della Tari è una buona notizia visto che quella di Benevento è tra le più alte in Italia. Ci può spiegare perché paghiamo di più?

“Benevento ha un’estensione territoriale 4 volte  più grande di quella di Avellino e di Napoli città e questo è già un primo costo. Ma a pesare di più sull’importo della Tari è l’assoluta mancanza di impiantistica. Lei pensi che per conferire l’indifferenziato siamo costretti ad andare Tufino, con un costo che si aggira  tra i 250 mila e i 300 mila euro all’anno.

Per il conferimento dell’umido, invece, che ammonta a 8000 tonnellate all’anno, noi spendiamo 220 euro a tonnellata, per un costo di circa 2 milioni all’anno, mentre al Nord dove ci sono impianti spendono 80 euro a tonnellata: in una città del nord di media dimensione come Benevento,  Treviso per esempio, spendono 1 milione di euro all’anno in meno solo per l’umido. E questi sono costi che incidono sulla Tari.

Puoi efficientare quanto vuoi, ma arrivi a un limite oltre il quale non puoi andare perché ti scontri con i due ostacoli di cui sopra.

Stiamo provando ad innovare l’azienda sia nella struttura organizzativa che nei servizi.

Abbiamo, per esempio, rinnovato l’intero  parco macchine, a novembre 2020 abbiamo inaugurato 16 nuovi veicoli, acquistato 3 spazzatrici e introdotto un servizio che qui non esisteva, perché lo spazzamento  si faceva ancora a mano con il ricorso agli interinali. Prevediamo di sostituire la vecchia flotta con 44 automezzi su 60 per garantire sicurezza ai dipendenti e ridurre le emissioni di gas. Abbiamo eliminato le campane stradali  per la raccolta del vetro e proceduto alla raccolta porta a porta anche per questa tipologia di rifiuto. È uno sforzo di efficientamento poderoso e faticoso che sta dando ottimi risultati”.

Lei sarebbe favorevole a un’impiantistica di supporto che renda autonoma Benevento?

“Un’autonomia gestionale sarebbe auspicabile proprio per consentire una riduzione della tariffa. Un’impiantistica non invasiva e proporzionata al fabbisogno locale avvierebbe un processo virtuoso.

In particolare, per il trattamento della frazione umida, appare necessario prevedere un impianto di digestione anaerobica/aerobica di piccola taglia che è l’evoluzione del compostaggio. Così come si dovrebbe cominciare a pensare a piccoli impianti per il multimateriale.

Ma è soprattutto necessario cominciare a pensare in termini di distretto urbano. Il Comune di Benevento ha approvato, già nel 2019, la proposta di un Sub Ambito Distrettuale dei rifiuti che metta in rete il capoluogo con comuni contermini. Nella definizione del Piano d’Ambito dell’Ato Benevento vanno considerate iniziative e obiettivi comuni che evitino la polverizzazione della gestione, ottimizzando risorse in modo da approdare a un sistema moderno di gestione dei rifiuti”

I dati della raccolta differenziata cosa raccontano di Benevento?

“La comunità di Benevento ha una sensibilità maturata e coltivata nel tempo. Lo testimonia non solo e non tanto il dato della raccolta differenziata, ma il tasso di riciclo, perché i dati vanno letti in modo analitico. Avellino, per esempio, ha prodotto il 70% di  raccolta differenziata, ma ha raggiunto il 45 per cento di tasso di riciclo. Benevento, invece, quest’anno ha raggiunto  il 65.5% di differenziata, con un incremento rispetto agli anni precedenti, ma soprattutto ha superato il 56% di riciclo.  Questo vuol dire che c’è un’attenzione da parte del cittadino, mandiamo rifiuti di buona qualità. Insomma: a Benevento chi fa la differenziata, la fa bene”.

Nodo ecopunti.

“Quando siamo arrivati, c’erano contenitori mobili che venivano portati sul posto e a cui era possibile conferire in giorni e orari prestabiliti.

Noi siamo passati ai contenitori fissi e installato telecamere in 5 contrade. Presto passeremo allo step successivo: recinteremo questi ecopunti in tutte le contrade, perché con la Tarip non potremo più consentire che chi non è di Benevento vada a conferire lì, perché avremo bisogno del tracciamento del rifiuto”.

Avete elaborato anche un  progetto di Recovery Fund per ulteriori investimenti? 

“Benevento, insieme a Bari, Napoli e Palermo, è tra le pochissime città del Sud ad avere avuto la possibilità di candidarsi e, dunque, presentare un piano di investimenti da inserire nel Recovery Fund/Industria 4.0.

Questo è stato possibile sia per la storicità dell’azienda e le best practice di questi ultimi anni, sia per l’attenzione di questa Amministrazione comunale. È evidente che questi finanziamenti consentirebbero all’azienda di avviare importanti investimenti che determinerebbero un incremento della produttività aziendale e l’accrescimento degli standard di efficienza e di efficacia  dei servizi Asia e una riduzione della tariffa per i cittadini”.

Da anni si parla di trasferimento in un’unica sede dell’Asia. È chiaro che la logistica ha un’incidenza sul tasso di efficienza di un’azienda. A che punto siete? 

“Concentrare l’Asia in un unico punto, in area Asi o in quella Pip Olivola-Roseto, è una priorità, perché l’ubicazione di via Ponticelli, data la vetustà dell’immobile non è più idonea. La sentenza d’appello ha dato ragione al Comune sull’ex Laser che potrebbe, dunque, tornare nelle mani del Comune di Benevento. Se si cristallizzerà questa situazione potremo cominciare a pensare di concentrare lì tutte le attività”.

Siete la prima Azienda pubblica a utilizzare come risorsa i percettori del reddito di cittadinanza. Con quali risultati? 

“Abbiamo avviato questo progetto con entusiasmo. Utilizzeremo le prime 14 unità che saranno impiegate come facilitatori per la Tarip e sensibilizzatori per la raccolta differenziata nelle contrade. È un modo per mettersi a disposizione della comunità, anche di quella più fragile”.

Come vanno i conti dell’Asia adesso? 

“Pareggiamo i conti da 3 anni, il bilancio è in avanzo di gestione. Possiamo finalmente dire che l’azienda è finanziariamente sana. Il che significa che siamo anche un player competitivo per affidamenti in house in un’ottica di Sad allargato ad altri comuni, con prospettive societarie che sono passate da una dimensione piccola a una dimensione media”.

 

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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