Asia, il lato “oscuro” di Madaro che Mastella ha ignorato

Quando il sindaco Clemente Mastella nominò Donato Madaro amministratore unico dell’Azienda Servizi Igiene Ambientale (ASIA) Benevento Spa disse: “Fino a ieri non lo conoscevo, lo ringrazio per aver messo a disposizione la sua esperienza nel settore rifiuti”.

E in effetti di esperienza in materia di rifiuti, Madaro ne ha, eccome. 

Il suo curriculum è uno slalom tra società pubbliche o para-pubbliche, con incarichi ai vertici di società strategiche. 

Uomo considerato vicino a Ciriaco De Mita, dal 2007 al 2009 è stato a capo di quel Titanic in procinto di inabissarsi che è l’Alto Calore Servizi, uno dei carrozzoni politici più affollati del Sud Italia. Madaro è uno degli ex vertici rinviati a giudizio per la vicenda degli appalti frazionati all’Alto Calore. Secondo gli inquirenti, lui, come i suoi collegi Eugenio Abate, Franco D’Ercole, Eduardo Di Gennaro e Mario Santoli, attraverso “mezzi fraudolenti turbavano il processo amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte dell’Acs procurandosi ingiusto vantaggio patrimoniale con altrui danno”.

Ma già nel 2004, Madaro si trovò coinvolto in un’inchiesta dei pm tarantini su un traffico di scorie di alluminio fatte scomparire a tonnellate dietro i cancelli dello stabilimento Fonderie, a pochi chilometri da Taranto. Secondo le indagini dei Carabinieri, i rifiuti sarebbero dovuti partire per la Norvegia, dove si trova l’unico impianto di stoccaggio per rifiuti tossici. Le imprese avrebbero invece lucrato miliardi di euro, dirottando quei rifiuti su Taranto.

Donato Madaro ci finì dentro insieme a imprenditori e manager perché all’epoca era amministratore di Rifometal, un’azienda di Nusco, paese di De Mita, che oggi ne è sindaco. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, proprio la Rifometal provvedeva a portare a Taranto i carichi di scorie di alluminio, per interrarle o bruciarle. 

La Rifometal fu poi chiusa nel 2007 dopo una violenta esplosione: fu accertato che l’azienda non rispettava le norme di sicurezza imposte per i materiali trattati. 

Il coinvolgimento in un’inchiesta sul traffico illecito dei rifiuti tossici non arrestò però la carriera da manager pubblico di Madaro.

Nel 2007, il presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, chiamò proprio Madaro nel cda dell’azienda pubblica che si sarebbe dovuta occupare della gestione degli impianti dei rifiuti e dei servizi ecologici casertani,  la Gisec, a cui allora era stata affidata anche la realizzazione del gassificatore di Capua.

Proprio come membro del cda della Gisec – di cui non pare essere stato amministratore unico come, invece, dichiarato nel curriculum presentato al Comune di Benevento – fu ascoltato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali. 

Il paragrafo del verbale dell’audizione in Commissione d’inchiesta parlamentare da cui risulterebbe che nel 2015 Madaro non era amministratore unico di Gisec come invece dichiarato nel curriculum fornito al Comune di Benevento per Asia.

Dal 2008 al 2011, fu amministratore unico della Mose Spa, società interamente partecipata dal Comune di Montemiletto che si occupa di servizi pubblici comunali (idrico, dei rifiuti, di trasporto urbano). Anche questa società è stata coinvolta nell’inchiesta sulle turbative d’asta all’Alto Calore: ai vertici è stata contestato che la Mose non poteva svolgere prestazioni imprenditoriali a favore di altri soggetti pubblici o privati né in affidamento né in gara.

Nel 2017, per pochi mesi, è stato nel cda dell’Acqualatina spa, società pubblica che gestisce il servizio pubblico idrico integrato della provincia di Latina.

Fino al ritorno in Campania, destinazione Benevento. 

A settembre, Madaro, infatti,  viene chiamato dal sindaco Mastella a guidare l’Asia, dopo le dimissioni di Bernardino Quattrociocchi dalla carica di amministratore unico.

Mastella, in conferenza stampa, sciorina tutte le esperienze e gli incarichi del nuovo amministratore dell’Asia, sorvolando, però, sui dettagli più imbarazzanti del curriculum vitae di Madaro. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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