Assemblea Ance, il Presidente Ferraro: “2021 anno del boom edilizio ma serve iniezione di innovazione”

I numeri non parlano, cantano. L’edilizia rappresenta un settore che incide a livello nazionale per oltre il 15% sul PIL nazionale, e sull’ 8% del PIl provinciale, con un fatturato di 322 Milioni di euro, circa 3500 aziende registrate presso la CCIAA, rappresentando il 10,3% del totale delle imprese operanti a livello provinciale con oltre 4000 occupati.

La pandemia ha però frenato anche uno dei settori chiave dell’economia nazionale.

Questa mattina, nel corso dell’Assemblea di Ance Benevento, il presidente,  Mario Ferraro, traccerà un bilancio e disegnerà lo scenario prossimo venturo.

Presidente,  come si recuperano i livelli pre-Covid?

“Guardi io sono ottimista. Verifico nel settore un nuovo fermento e dinamismo.

Il Superbonus 110%,  in questi ultimi mesi, ha suscitato grande entusiasmo da parte delle famiglie, anche se trova ancora molti ostacoli nelle modalità di accesso.

Ma ha dato uno slancio decisivo mettendo in moto l’intero comparto”.

Lei è stato tra i primi a scommettere sul Superbonus?

“Sì,  ci ho creduto subito, ho intravisto la potenzialità di uno strumento in grado di aiutare il settore dopo l’annus horribilis segnato dal covid-19. Purtroppo  ci siamo trovati impreparati.

Oggi ci ritroviamo ad inseguire un ripresa rapida, abbiamo difficoltà a reperire materiali e attrezzature. C’è, per esempio, penuria di impalcature, le imprese sono costrette a fermarsi per attendere i tempi della fornitura.  Eppure molti come me avevano compreso che saremmo tornati a correre”.

Quindi il 2021 promette bene?

“Ho elementi per credere che questo sarà l’anno del boom edilizio“.

Lei ripete spesso che la burocrazia è il nemico pubblico numero uno anche nel vostro settore. Il decreto semplificazione potrebbe mettere mano ai tanti lacci e lacciuoli?

“Me lo auguro. Ad ogni riforma speriamo che sia quella giusta. La burocrazia esasperante è un freno allo sviluppo, costa alle imprese 57 miliardi all’anno. Noi dobbiamo,  ogni giorno, fare i conti con un Codice degli appalti che é un labirinto di norme poco praticabili. E la prova sta nel fatto che lo Stato  è costretto ad ogni grande opera pubblica a nominare commissari straordinari per superare la complessità delle norme. Siamo al paradosso.

Sia chiaro: non diciamo no alle regole, ma vogliamo regole certe.

Non siamo più disposti ad accettare norme calate dall’alto che massacrano il settore. Non possiamo più permetterci di costruire un’opera in 15 anni. Una riforma definitiva del Codice degli appalti, una deregulation e una sburocratizzazione reale e una Pubblica amministrazione efficiente sono punti chiave da molti anni inseguiti e che necessitano finalmente di  una soluzione definitiva”.

Alta Capacità,  raddoppio della Telese Caianello, sviluppo delle zone commerciali sono oppure no un boccata d’ossigeno per l’economia sannita?

“Pochi giorni fa abbiamo tenuto un vertice in prefettura, alla presenza anche del  Procuratore della Repubblica,  Aldo Policastro, con le associazioni di categoria, è stata l’occasione per un proficuo confronto. Abbiamo evidenziato, tra le altre cose, come le grandi opere, in realtà,  sul territorio lascino ben poco. Gli appalti sono appannaggio di colossi anche internazionali e spesso le piccole imprese sono condannate e stimolate dal gioco dei ribassi.

Sull’ampliamento delle zone commerciali intorno alla città,  non nutro alcun pregiudizio, dico soltanto che prima bisognerebbe studiare un Piano commerciale integrato che tenga conto del bacino d’utenza e metta insieme costi e benefici. Non abbiamo bisogno di fallimenti, ma di successi imprenditoriali”.

Qual è il messaggio che lancia oggi?

“Due parole-mantra: Ottimismo e innovazione. Siamo in ripresa. In Campania si prevede aumento del +8,5%: un cambio di rotta molto importante.

Tale recupero, tuttavia, risulta condizionato dall’effettiva capacità di cogliere appieno le importanti opportunità presenti sul mercato.

Il settore edile deve sfondare la nuova frontiera della digitalizzazione. Oggi per essere competitivi dobbiamo innovare. C’è bisogno di una rivoluzione digitale del comparto, non possiamo restare indietro. L’edilizia come l’abbiamo conosciuta non esiste più. Non possiamo rimanere fermi su modelli organizzativi del passato, serve una grossa iniezione di innovazione oltre che di mercato.
Il cantiere deve essere il luogo dove questo processo trova la massima espressione: ogni cantiere è diverso dall’altro e ogni opera può rappresentare un autentico laboratorio di sperimentazione e di sinergia, di competenze e professionalità.
Stiamo costruendo il futuro per noi e per le generazioni che seguiranno. Ci occupiamo di costruzioni e dobbiamo plasmare il nostro tempo e quello delle prossime generazioni.
Abbiamo in mano le chiavi del futuro dell’Italia, la nostra casa, il cui destino deve essere costruito in armonia con l’ambiente e con il benessere delle nostre imprese “.

Grazie, Presidente. Buon lavoro

“Grazie a lei”

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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