Associazione Fuori dal Coro, De Lorenzo: “Parole di De Luca grottesche, ci tratta da inetti”

“Dopo l’inaugurazione del rinnovato pronto soccorso del “Rummo” da parte del Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, presso la sede sociale, in piazza S. Maria, si sono riunti i componenti dell’Associazione “Fuori dal Coro”.
Nel corso dell’incontro, varie ed articolate sono state le problematiche escusse aventi per tema il delicato settore della sanità, con l’impegno, da parte di tutti, di continuare a seguire l’evolversi della spinosa situazione che investe, ormai da mesi, la salute dei cittadini.
Il Presidente della stessa, Giuseppe De Lorenzo, in ultimo, ha inteso rilasciare una dichiarazione. Ecco quanto ha detto.
“Dopo mesi e mesi di lotte, talvolta anche violente, che hanno interessato tutti i fronti, mentre si è avuto lo sfascio totale dell’assistenza sanitaria, qui da noi, l’inaugurazione del rinnovato pronto soccorso del “Rummo”, da parte del Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, invita a delle riflessioni che, da parte mia, esprimo con la più convinta serenità di giudizio.
La situazione, anche dinanzi ai toni trionfalistici del Governatore, rimane davvero drammatica e, per questo, solo con una programmazione condivisa ed equilibrata, si può uscire, anche se a lenti passi, dal tunnel in cui ci si è incamminati e che, per il momento, non offre vie di uscita.
Vincenzo De Luca, che io incontrai anni fa, nel corso della campagna elettorale per le primarie, quando ci ritrovammo in poche anime a sostenerlo, convinti della sua futura incisiva azione in campo sanitario, mi deve permettere, con la massima serenità, di replicare che non sia giusto venire, ancora una volta, qui esprimendosi con toni che, di sicuro, non si addicono a colui che occupa un ruolo istituzionale sì alto, come il suo. L’umiltà, sempre ed in ogni occasione, deve rimanere dote preclara di ogni politico che si rispetti.
Al “Rummo” ho trascorso la vita intera e quando, ogni giorno, parlando con semplici cittadini e pazienti, sistematicamente, devo ascoltare giudizi spregevoli nei riguardi della odierna funzionalità cui è ridotto il principale nosocomio cittadino, sto male. Per me, infatti, il “Rummo” è stato ed è rimasto come un figlio.
Non è servito, quindi, pitturare e porre in essere qualche lavoro di ordinaria manutenzione per poter affermare che ormai i sanniti hanno a disposizione un nuovo pronto soccorso. Non è affatto così. Il solo “ducotone”, mi sia concesso, non risolve nessun problema, se non la parata di facciata. Nulla di più. Solo fumo negli occhi.
Quando il precedente Direttore Sanitario, Mario Iervolino, senza neanche conoscermi di persona, spontaneamente, ebbe l’ardire di invitarmi a collaborare, già a lui, nel corso di quell’incontro del 27 dicembre 2016, dissi che agli atti vi fosse il progetto, già ultimato, di un vero nuovo pronto soccorso.
Quell’accordo lo firmai personalmente, in qualità di assessore al Comune di Benevento e, con me, dopo reiterati incontri, lo sottoscrissero l’allora Direttore Sanitario, Michele Rossi, i tecnici del “Rummo”, con a capo il compianto Enzo Nazzaro, nonchè il Dirigente del settore mobilità del Comune di Benevento, Giuseppe Soreca.
In quel caso, era previsto un radicale rinnovamento, anche con nuovi ingressi. All’epoca, con l’accordo, si stabilì che tutte le spese interne sarebbero state sostenute dall’azienda “Rummo”, mentre le esterne, per viabilità ed ingressi, dal Comune.
Poi, Iervolino, bloccato politicamente per essersi rivolto a me, senza prima informare i vertici, rimase sbandato e non usò neanche la delicatezza di alzare il telefono considerando, tra l’altro, che si trovava dinanzi ad un professionista dai capelli, si fa per dire, bianchi.
De Luca non ci ha detto niente che, qui, per praticare un elettrocardiogramma si aspettano nove mesi, per una visita oculistica, dodici mesi e giù di lì. La gente non ne può più ed ormai la maggior parte delle indagini strumentali vengono praticate solo a pagamento.  
I medici che sono scappati non sono pochi, come De Luca sostiene, ma un numero enorme. Questo lo sa o finge di non saperlo?
Nella foga delle sue invettive, strada che lui preferisce per sviare di affrontare i problemi veri, non si è accorto che la stragrande maggioranza di quelli che lo hanno accompagnato nella visita di martedì, nel corso della competizione elettorale per le primarie, lo ostacolarono con ogni mezzo, schierandosi, apertamente, sostenendo il suo avversario, Cozzolino.
Il discorso sarebbe lungo, molto lungo. De Luca ha detto che merita una statua per quanto ha fatto per la sanità beneventana. Credo che la nostra gente, usa al perdono, potrà anche erigerla, da subito. Ha mancato, però, di dirci in quale parte della città la gradirebbe e di quale metallo, evitando, forse, il marmo ordinario.
Gradirei, non spero, è ovvio, di tanta considerazione che si tenesse informato su quanto, dopo averne subite di tutti i colori, proprio per credere in una sanità diversa, avrò modo di dire nel corso di una conferenza stampa, già annunciata, che terrò nel corso della prossima settimana. Assumevo valore solo quei giorni delle primarie. Ricordo la sua pacatezza e il ventilato rinnovamento del mondo sanitario, qualora eletto, di quella sera, a cena, con noi, quattro amici al bar, che lo sostenemmo.
Sono stato costretto a sporgere querela per calunnia e diffamazione aggravata nei confronti del Direttore Generale dell’Asl Bn 1, Franklin Picker, e presentare un esposto denuncia nei riguardi di un magistrato del Tribunale di Benevento al Ministro della Giustizia ed al Consiglio Superiore della Sanità.
Sarà una storia sconvolgente in cui parlerò dello schierarsi di Picker, pur di colpirmi, a difesa di congiunti diretti di chi provò le patrie galere, con sentenza passata in giudicato, per la vendita di posti a qualche amante, guarda caso, di operatori della psichiatria. Le copie de “Il Mattino” (articoli di Enrico Marra), dello “Specchio del Sannio” (articoli del compianto Carmine Porcaro) e di “Cronaca vera” saranno da leggere. Con attenzione, molta attenzione.
Ripeto, con prove alla mano, poi, vorrei sperare che il Governatore rimuova, da subito, Picker dal suo incarico. Del resto, sempre nell’incontro di martedì, ha riferito di avere il merito di non fare nomine politiche. Mi sia concesso, di ribadire se lui sia convinto che noi sanniti siamo veramente degli inetti, ma inetti di grado serio e preoccupante. Altrimenti è impossibile, se non grottesco, rilasciare dichiarazioni del genere“.

 

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