Assunzioni Gesesa, la denuncia: “Hanno fatto saltare la selezione per favorire altri”

Sono giovani, tutti al di sotto dei 30 anni. Alcuni hanno già famiglia, quasi tutti hanno o hanno avuto un lavoro precario o saltuario, altri non sono mai riusciti a trovarne uno. Nel 2015 intravedono una luce in fondo al tunnel della disoccupazione, che, in Italia, tra i giovani, raggiunge percentuali monstre. L’Adecco, agenzia interinale tra le più accreditate, avvia una selezione per l’assunzione di operai addetti alla manutenzione per conto della Gesesa.  Presentano domanda, affrontano i test, le prove pratiche, superano lo scoglio del colloquio motivazionale. Passa del tempo, molto tempo, due anni circa: finalmente, viene pubblicata la graduatoria degli ammessi che sono dieci. Nell’estate del 2017, la telefonata della Gesesa sembra mettere fine a una lunga attesa. Il contratto d’assunzione è pronto: i giovani selezionati vengono convocati per la firma il 31 luglio; il primo agosto avrebbero già dovuto cominciare a lavorare. 

Ma è un’altra telefonata a spezzare le gambe al sogno di un lavoro stabile, sicuro, in una grande azienda. Gesesa infatti è una società del gruppo Acea, partecipata per il 42% dal Comune di Benevento e da altri comuni; gestisce il servizio idrico integrato di Benevento e di 21 comuni della provincia, con circa 132.000 abitanti serviti e 57.000 utenze. Nel triennio 2014-2016 è cresciuta in modo esponenziale incassando l’aggregazione di altri otto comuni sanniti che ha prodotto un incremento delle utenze del 50%. E’ l’eldorado per i tanti – troppi – inoccupati di una delle regioni con il più alto tasso di disoccupazione in Italia

Per cinque dei dieci ragazzi che hanno superato le selezioni è la sterzata che cambia la direzione alla propria vita. Ma il 29 luglio, due giorni prima della firma del contratto, è l’Adecco a telefonare, per avvertire che l’appuntamento in Gesesa slitta per le ferie dell’amministratore della società. Dopo di allora, come spesso accade, cala il silenzio. La selezione sembra finire nel dimenticatoio, nessuno si fa più sentire, dà spiegazioni, o fa comunicazioni ufficiali. 

Raffaele Zollo ha 28 anni, è arrabbiato, in vista della firma del contratto con Gesesa si licenziò dal supermercato in cui lavorava e rinunciò a una vacanza già pagata, perdendo anche un acconto di 1000 euro. 

A un certo punto, stufo di quello stato di apnea, prova a smuovere le acque e scrive all’amministratore delegato di Gesesa, Paolo Ferrari, per chiedere lumi sulla vicenda. Nessun riscontro. Scrive anche al sindaco di Benevento, Clemente Mastella, che assicura che si sarebbe informato. Passano i giorni, Raffaele chiede di nuovo al sindaco se ha avuto modo di sapere qualcosa, Mastella gli conferma di non conoscere la questione.

Un anno fa, Gesesa, nell’era Mastella affidata a Luigi Abbate, finì nella bufera proprio per l’assunzione diretta di cinque persone, alcune delle quali riconducibili ad ambienti vicini al sindaco di Benevento. “Ma quelle persone – spiega ora Raffaele Zollo – non sono state assunte per svolgere le nostre mansioni. Dopo pochi mesi, però, ne sono state assunte altre a fare il lavoro che avremmo dovuto fare noi. Vorremmo capire se questi lavoratori hanno partecipato a delle selezioni oppure no e perché noi siamo finiti nel dimenticatoio”.

In realtà, le mani su Gesesa negli anni le hanno allungate un po’ tutti i partiti. Infornate hanno interessato le amministrazioni Pepe e il Partito democratico. In Gesesa fu assunto perfino l’autista di un deputato del Pd. 

Lo scorso novembre, a tornare all’attacco sulle misteriose assunzioni in Gesesa fu Altrabenevento, che chiedeva ad Abbate di sapere come erano state assunte all’incirca 10 persone, con quali procedure, quali bandi e quali avvisi pubblici, se fossero pronte altre assunzioni e a chi si dovessero rivolgere i disoccupati “normali” per lavorare in Gesesa. Dopo mesi, le risposte restano in piedi benché Gesesa sarebbe tenuta a dare risposte ai cittadini visto che è una società a maggioranza di capitale pubblico, 72% (42% Comune di Benevento ed altri comuni, 58% di Acea).

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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