Benevento, scoppia il caso strade ‘abusive’, ma Basile fa saltare le verifiche.

di Teresa Ferragamo

Ci sono strade e strade. Ci sono strade statali, provinciali, comunali. Ma a Benevento ci sono anche le strade di nessuno. Come via Rotili o via Ruffilli, o come km di strade nelle contrade. Arterie importanti, che collegano intere aree residenziali con il centro nevralgico della città, assistite da illuminazione pubblica, fogne e acquedotto, servite dall’attività di controllo della polizia municipale, dallo spazzanento dell’Asia, dalla manutenzione ordinaria e non del Comune, ma che restano di proprietà privata.

Strade, cioè, mai passate nella disponibilità del Comune. Strade, dunque, abusive. Che risultano ancora private perché mai formalmente acquisite al patrimonio comunale.

Così, per esempio, gran parte di quelle delle contrade non sono pubbliche, sono strade private interpoderali che, quindi, gli abitanti della zona frequentavano liberamente, fino a diventare poi ad uso pubblico. Il Comune ha cominciato a prestare la manutenzione ordinaria, poi on qualche caso ha installato impianti elettrici della pubblica illuminazione, senza che però mai quelle strade venissero acquisite al patrimonio comunale. Il comune di Benevento ha un territorio di 130 km quadrati, di questi 30 chilometri quadrati sono costituiti dal centro urbano, 100 km quadrati dalla campagna. Le strade delle contrade sono, quindi, di estensione notevole, ma la gran parte di esse non sono di proprietà comunale.

Per le strade abusive di città la situazione è diversa. Sono state costruite da cooperative, imprenditori e IACP che non hanno pagato oneri di urbanizzazione, perché avrebbero dovuto realizzare opere a servizio della collettività. (Strade, parchi e parcheggi).

Dopo decenni, però quelle strade non sono mai state trasferite alla proprietà comunale. Ma non si capisce perché.

Le strade ‘abusive’ sono destinate a lasciare un segno per cittadini e Comune.

Così, per esempio, chi abita in quelle strade non può ottenere il certificato di agibilità, perché gli obblighi della convenzione non risultano rispettati, in caso di incidente o danni alle auto per il fondo stadale sconnesso non può chiedere un risarcimento danni al Comune e può avere difficoltà nel riscuotere l’assicurazione.

Per l’Ente invece si realizza un vero e proprio impoverimento del patrimonio comunale: manutenzione su strade ad uso pubblico ma senza la possibilità di incassare la tassa per Passi Carrabili; difficoltà a multare i trasgressori al Codice della Strada, pericoli per la pubbluca incolumità perché aperte al pubblico transito ma non collaudate.

Insomma, gli effetti collaterali di una strada abusiva sono numerosi.

La storia delle strade mai acquisite nel patrimonio comunale è vecchia, tanto quanto la storia dell’espansione urbanistica di questa città. Alla situazione paradossale si cercò di mettere mano nel 2013 con alcune delibere di consiglio comunale e poi con un gruppo di lavoro.

Ma questo accertamento è andato a rilento e non ha mai prodotto risultati di rilievo. Così la Commissione Consiliare, a inizio ottobre, per venirne a capo, ha chiesto al dirigente Basile di accogliere una proposta formulata da Gabriele Corona con una relazione del 19 ottobre e quindi di costituire un apposito gruppo di lavoro per accelerare gli accertamenti.

Ma il 28 novembre con un ordine di servizio firmato dal Segreatario Generale su proposta di Basile e con effetto 30 novembre Corona viene trasferito di corsa alla Polizia Municipale.

Quello stesso giorno vengono anche apposti sigilli alla porta dell’ufficio dove sono ancora i documenti ai quali Corona stava lavorando, senza alcun chiarimento o motivazione.

I sigilli alla stanza, del dirigente del Comune Basile
I sigilli alla stanza, apposti dopo l’ordine di servizio del dirigente del Comune Basile
Sigillo sulla porta ufficio Gabriele Corona
Sequestro stanza Corona

Ma sempre Basile, con l’ordine di servizio interno sempre del 28 novembre per la rotazione anticorruzione, ha costituito un nuovo ufficio “trasformazione del suolo” al quale in aggiunta all’architetto Maria Rosaria Iadevaia (quella della relazione favorevole per il Permesso di Costruire, poi annullato per il progetto del consigliere Quarantiello) e all’amministrativo Annalisa Orso, ha assegnato l’architetto Pasquale Palmieri che finora si è occupato di Beni Culturali; due tecnici dell’ufficio agibilità/vigilanza edilizia di fatto adesso smantellato e l’ex maestra di asilo, Giovanna Del Ninno.

Il gruppo si sarebbe dovuto riunire ieri per la prima volta, ma il dirigente Basile ha rinviato a data da destinarsi.

La Commissione Consiliare e gli accertamenti sulle strade ad uso pubblico ma mai cedute e collaudate, i parcheggi e i parchi non acquisiti al patrimonio del Comune, insomma, possono aspettare.

Eppure la gravità della situazione (strade ed impianti non collaudati, opere non acquisite al patrimonio comunale) era già chiara quando nel 2004 Nicola Boccalone e Fernando Capone, dopo 11 anni di amministrazione di Centrodestra, fecero un timido tentativo per accertate la reale consistenza della questione. Rinunciarono in fretta.
Nel 2012-2013 dopo 6 anni di Centrosinistra, ci provarono Fausto Pepe e Nazzareno Lanni con il gruppo di lavoro “Diritto di superficie in diritto di proprietà”, ma poi nessuno ha controllato i risultati.

La questione è stata riproposta da Corona alla Commissione Consiliare ma il lavoro è stato boicottato.

Ora però cominciano ad emergere fatti nuovi. Per cui il rinvio sembra solo la prima puntata di una storia ancora tutta da raccontare.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.