Benevento set di “M-Sono solo un ragazzo” con attori scelti nelle scuole. Il regista D’Amelio: “Il messaggio del film? L’amore universale”.

Una favola intrecciata con la storia. Per ritrovare il filo della memoria. Per parlare ai giovani con immagini dirompenti e linguaggio semplice. Il regista beneventano Lorenzo D’Amelio ha intravisto un nesso sottile tra la Shoah ed il bullismo contemporaneo, nel suo secondo lavoro “M-Sono solo un ragazzo”, pronto ad uscire nelle sale del Torrevillage il prossimo 24 ottobre. Un’avventura fantastica girata tutta tra Benevento e Montella, paese nativo di Giovanni Palatucci, “giusto tra i giusti”, che salvò 550 ebrei.

“La trama parte col ritrovamento casuale in un palazzo della città -spiega il regista- di un antico documento nazista criptato, che porterà alla scoperta dell’orribile dramma della Shoah. La prepotenza di quei tempi richiamerà quella che serpeggia negli atteggiamenti di sopraffazione di oggi. Per questo ho voluto coinvolgere le scuole. Non ho un messaggio da dare. Non mi sento così importante. Quello che mi piacerebbe trasmettere è una cosa scontata e normale: l’amore universale”.
I protagonisti del film sono Glauco Rampone del Liceo Scientifico “Galilei-Vetrone” e Silvia Di Bernardo del Linguistico “Guacci”. Catapultati improvvisamente nel mondo del cinema, i due studenti, scelti dopo un accuratissimo casting, al quale hanno partecipato tanti ragazzi provenienti anche dalla Toscana, dalla Puglia, da Napoli, sono emozionatissimi e sognano un futuro da attori. Intanto si godono il momento di celebrità. A scuola sono coccolati come “piccoli divi” ed incoraggiati particolarmente dai professori.
“E’ la prima volta che faccio un film –osserva Rampone– ho frequentato la scuola di recitazione alla Solot. Poi ho avuto la fortuna di trovare direttamente il casting al Galilei-Vetrone. Ho imparato un sacco di cose, come funziona la cinepresa, il video, le luci, la parte tecnica. Ci sono stati dei giorni in cui iniziavamo al mattino presto e finivamo dopo mezzanotte. La stanchezza si faceva sentire. C’erano delle scene che giravo per terra, al freddo. Ma ho guadagnato tanto sul piano umano. E’ un’esperienza che arricchisce nell’animo”.
“Ho partecipato ad altri casting –aggiunge Di Bernardo– senza ricevere risposta. Il momento più bello ed emozionante è stato quello girato presso la Masseria Olivola. A volte pensavo di non farcela. La scena madre l’abbiamo dovuta ripetere, perché non ero abbastanza contenta. A scuola gli amici di classe non fanno tanti commenti, sono più i professori che si complimentano. Ho fatto un anno a Libero Teatro ed uno alla Solot. Sarebbe bello intraprendere la “carriera” dell’attrice. Dipende dalle opportunità che arrivano”.
Il set del film è la città di Benevento, da Palazzo Cardona Albini a Palazzo Roscio, da Palazzo Bosco Lucarelli fino al Centro Commerciale “Buonvento”. Nel racconto non poteva mancare un salto a Montella per accennare alla tragica vicenda di Palatucci, morto nel campo di concentramento di Dachau nel 1945.Un eroe spesso dimenticato, al quale il Liceo Classico “Giannone” ha dedicato l’Aula Magna. Un titolo, “M-Sono solo un ragazzo”, che casualmente richiama il libro di Antonio Scurati, “M-Il figlio del secolo”, vincitore dell’ultimo Premio Strega. “Non c’è alcun nesso -afferma D’Amelio- l’avevo già definito rifacendomi ad un simbolo del mondo giovanile. Da sempre volevo fare un film coi ragazzi. Sapevo quanto fosse complicato. Sono rimasto molto sorpreso dalla loro capacità di stare sul set”.
Accanto ai due protagonisti sono impegnati attori di consolidata esperienza e bravura come Nicola Di Pinto, Cinzia Susino, Peppe Barile. La parte del leone tocca soprattutto alla scuola. Infatti, oltre alle tante comparse, i quattro coprotagonisti sono studenti degli istituti superiori, all’azione nel ruolo di bulli. Si tratta di Francesco Rescigno (Liceo “Caccioppoli”-Napoli), Marian Valentin Zvinka (Geometra “Galilei- Vetrone”),Chiara Attanasio (Liceo “Galilei-Vetrone”),Luis Rojas (Linguistico “Fermi”-Montesarchio).
Il prossimo film di D’Amelio, che ha in mente una trilogia, sarà un sequel di questo. Ma quali difficoltà incontra chi vuole fare cinema a Benevento? “Le aziende -conclude il regista- dovrebbero aiutare questa attività, importante per l’immagine della città e del territorio. C’è poca attenzione anche da parte delle istituzioni. Con la nostra mentalità provinciale pensiamo che qui non si possa fare un film. Speriamo di intercettare finanziamenti statali. Basterebbe un milione di euro. Benevento diventerebbe un set a cielo aperto. Potrebbero lavorare tutti i professionisti del posto. Sarebbe una bella botta di energia”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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