Bilancio di lacrime e sangue. Tasse al massimo, per il turismo solo 8 mila euro per il 2018, dimezzati i fondi per le politiche sociali

Per Fausto Pepe il bilancio preventivo della giunta Mastella ha un deficit grave, “è senza anima e senza visione”: “E’ miopia – ha detto ieri in Aula l’ex sindaco,  ribadendolo, anche oggi, su Facebook – non c’è sociale, non c’è turismo, non c’è Unesco, non c’è la pulizia della città”.  

“Insomma – conclude caustico Pepe – il sindaco Mastella si lamenta perché non ha trovato soldi nelle casse , qualcuno doveva avvertirlo che non si candidava per Montecitorio”.

Intanto, la maggioranza (con la sola eccezione di Capuano, che ha dovuto lasciare l’aula per motivi sopravvenuti) ha approvato il primo bilancio di previsione dell’era Mastella. Diciannove i voti favorevoli, 9 i voti contrari dell’opposizione (mancavano Raffaele Del Vecchio, Francesco De PIERRO e Luigi Scarinzi).

L’approdo in aula del bilancio era stato segnato dal balletto sulla data del Consiglio comunale, che si sarebbe dovuto svolgere prima il il 2 maggio, poi l’8, e infine convocato per “motivi di urgenza” il 4 maggio. 

E’ Italo Di Dio a parlare di “stato confusionale della maggioranza”, di “caos amministrativo”. “A Palazzo Mosti – tuona in aula – dove sono diventati ordinari i ritardi cronici della macchina comunale nella redazione degli atti deliberativi, si costringono sempre più spesso i consiglieri a rinviare le commissioni consiliare per poi ricorrere affannosamente a convocazioni urgente del consiglio comunale per consentire l’approvazione di bilanci di previsioni nei tempi di legge”.

Di Dio stana la maggioranza e la ‘impicca’ alle sue responsabilità, quelle di non aver capito che i tempi per il bilancio stavano per scadere come uno yogurt tenuto troppo a lungo in frigorifero: “La verità – attacca il consigliere d’opposizione – è che vi siete accorti troppo tardi e solo grazie alla richiesta sottoscritta da me e dai consiglieri Vincenzo Sguera e Aversano che stavate rispettando il termine perentorio previsto per il bilancio preventivo”.

Insomma, la maggioranza stava scivolando su una buccia di banana ed è toccato ai tre consiglieri di minoranza Di Dio-Sguera-Aversano sfilarla.

Ma è sempre Di Dio a mettere le mani nelle pieghe del bilancio preventivo, quello che disegna il futuro della città della stagione Mastella.

E allora vengono a galla cifre per le quali c’è poco da stare allegri.

Il turismo parte da una previsione di 1 milione e mezzo di euro per il 2017, ma tocca il fondo nel 2017 e 2018 quando la cifra destinata è di 8000 euro. Un tonfo per uno dei settori che dovrebbe condurre Benevento verso la fine del tunnel dove il barlume di luce (e di speranza) comincia a intravedersi. 

Mentre per i soggetti a rischio di esclusione sociale i fondi, in tre anni, vengono dimezzati: da 8  a 4 milioni. 

Un previsionale, dunque, di lacrime e sangue dopo il dissesto dichiarato dalla Giunta Mastella. 

Per il sindaco, è tutta colpa dell’amministrazione precedente che avrebbe portato l’ente al collasso finanziario. Intanto, salgono Imu, Tasi Tosap che raggiungono le aliquote massime. 

Mentre per la Tari, è sempre Di Dio a porre la questione Asia. La municipalizzata non ha ancora approvato il bilancio consuntivo, per cui non è ancora possibile sapere se chiuderà in pareggio, in utile e in perdita. “Queste notizie – fa notare Di Dio – avrebbero dovuto integrare il bilancio previsionale. Perché in caso di utile , sarebbe stato possibile prevedere una riduzione della Tari, in caso di perdita sarebbe stato necessario prevedere una modalità di copertura”.

La minoranza – almeno quella rimasta in aula (Scarinzi ha abbandonato i lavori ufficialmente per “impegni professionali”) – vota no al bilancio preventivo. 

Restano vuoti i banchi del coordinatore dell’opposizione Raffaele Del Vecchio e del capogruppo Pd, Francesco De Pierro. 

Ma la discussione sul bilancio potrebbe avere strascichi: l‘opposizione – tutta – potrebbe organizzare un’assemblea pubblica o una conferenza stampa per illustrare nei dettagli il voto contrario al primo bilancio dell’era Mastella. 

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Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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