Progetto di Mastella sulle periferie, Corona: “Si faccia luce su consulenti, ditte e sugli scontri con Giorgione”

“L’amministrazione Mastella, la scorsa estate, prima di dare inizio ai festeggiamenti della rassegna Città Spettacolo/Crudo e Cotto, si era vantata di essere riuscita ad approvare il progetto per la riqualificazione urbana delle periferie per il costo di 26 milioni di euro.  Altrabenevento aveva invece evidenziato che si trattava di un’accozzaglia di vecchie idee riesumate dai cassetti dell’ufficio tecnico per fare da corollario a proposte di privati davvero discutibili. In particolare emergevano i progetti delle società Geses srl e Lumode srl”, così Gabriele Corona, Presidente di Altrabenevento.

Che spiega: “La GESES è beneventana con un capitale sociale di € 40.000 che però voleva costruire un “centro natatorio polifunzionale” vicino al Palatedeschi e trasformare l’ex convento delle Orsoline in Ostello della gioventù per il costo complessivo, a suo carico, di circa 6 milioni di euro. L’altra, la LUMODE, è una società di Gricignano d’Aversa, attualmente impegnata nella costruzione del Green Park di Ceppaloni, che voleva costruire con 7 milioni di euro propri e altri 2 milioni e 400 mila euro circa di fondi pubblici, un palazzo sull’attuale Terminal Bus per uffici, negozi e residenze. E’ un vecchio progetto presentato varie volte negli ultimi 13 anni da diversi imprenditori casertani vicini a Nicola Cosentino, imputati nel processo “Mani sulla città” per i lavori di pavimentazione di Piazza Roma e la truffa della casa di San Gennaro.

L’apposita Commissione di Valutazione ministeriale il 22 novembre scorso ha concluso l’esame di tutti i progetti presentati dalle Città metropolitane e i comuni capoluoghi ed ha stilato la graduatoria in base ai seguenti parametri: 25 punti per immediata esecutività del progetto; 25 punti per la capacità di attrarre altri finanziamenti; 20 punti per fattibilità economica; 20 punti per la qualità innovativa del progetto; 10 punti per la capacità di attivare rivitalizzazione sociale e culturale. Quindi al massimo si potevano assegnare 100 punti per ogni progetto.

Primo classificato è risultato il progetto presentato dalla Città Metropolitana di Bari con 93 punti e subito dopo  Avellino con 90 punti. In Campania, Napoli si classifica al 17° posto con 77 punti, Salerno al 19° con 76 punti e Caserta al 83°con 47 punti. Benevento arriva ultima, con soli 25 punti a pari demerito con altre dieci città tra 111° e 120° posto.

Saranno finanziate per adesso le prime 24 città e in futuro, forse, le altre in ordine di graduatoria. Insomma, si potevano fare molte cose con il finanziamento di 18 milioni di euro previsti dal bando ministeriale, ad esempio il centro di cottura per la mensa scolastica o la convenzione con lo IACP per la manutenzione delle case popolari, ed invece questa grande occasione è stata clamorosamente persa.

Adesso abbiamo il diritto di conoscere le ragioni di questo disastro. Chi ha nominato i consulenti che hanno scelto le ditte? Perché il dirigente del settore urbanistica ha dato parere favorevole sulla compatibilità dei progetti nonostante l’orientamento contrario della commissione  tecnica? Che ruolo ha svolto l’ingegnere-consigliere Giovanni Quarantiello? Sono stati rispettati gli orientamenti del Piano Nazionale Anticorruzione discussi anche dal presidente ANAC e del Procuratore della Repubblica nel convegno del 9 gennaio scorso? Su quali questioni erano sorti dubbi e contrarietà da parte dell’assessore Gerado Giorgione defenestrato pochi giorni prima dell’approvazione della delibera della Giunta? Perché Forza Italia non esprime un giudizio in merito?”

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