Bufera sul San Pio. Voci su 2 caposala positivi, polemiche su padiglione Covid 19, carenza mascherine, ora il personale ha paura

Ora il San Pio fa paura. Da giorni, il più grande nosocomio sannita, l’unico deputato a gestire l’emergenza Covid-19, è sotto accusa. La carenza di informazioni ufficiali e alcune scelte del direttore Ferrante hanno innescato una caccia all’untore e generato incertezze.

Ad avere paura è il personale medico, infermieristico e tutti i dipendenti dell’ospedale, ma la paura serpeggia, ormai, anche tra i cittadini, raggiunti ogni giorno da informazioni confuse, smozzicate, derivanti da fonti non ufficiali.

Una situazione imbarazzante che sta provocando un allarmismo generalizzato, in un momento in cui le persone stanno sacrificando porzioni rilevanti della loro libertà personale.

Il direttore generale del San Pio, Mario Ferrante, ha chiuso ogni forma di comunicazione, nonostante le sollecitazioni provenienti da più ambienti, dal mondo delle associazioni ai giornalisti. Tutto questo mentre il Governatore De Luca sta conducendo una battaglia in prima linea per contenere la diffusione del virus, parlando – come ha ribadito solo ieri – “un linguaggio di verità” e chiedendo a tutti sacrifici e senso di responsabilità.

A chiedere chiarezza a Ferrante sono stati anche il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Federico Paolucci, e il presidente del Consiglio comunale di Benevento, Luigi De Minico. Quindi, a scendere in campo, ora, è anche la politica.

I CASI POSITIVI

Ieri sui media è rimbalzata la notizia di un infermiere del San Pio risultato positivo al tampone Covid 19. Si tratta di un uomo di San Salvatore Telesino. Anche in questo caso, nessuna comunicazione ufficiale è giunta dal San Pio.

Da giorni, si chiede al direttore Ferrante di fare luce sui 126 operatori del San Pio che sarebbero stati sottoposti a tamponi: una situazione ancora avvolta nel mistero e che per prima ha generato un panico generalizzato.

La fuga di notizie provenienti dall’ospedale sta diventando ingovernabile: ieri sera, tra il personale medico e infermieristico circolava la voce di due caposala risultati positivi ai tamponi. Uno di questi sarebbe stato sottoposto in quarantena, mentre l’altro, stando alle voci di dentro, sarebbe stato visto in area triage.

Indiscrezioni che hanno gettato nello sconforto i dipendenti del San Pio, che ora cominciano a non sentirsi al sicuro. La carenza dei dispositivi di sicurezza, inoltre, non  mette al riparo il personale da rischi di contagio. 

Basti pensare che queste sono, per il momento, le mascherine in uso al San Pio.

IL PIANO DI ORGANIZZAZIONE DELL’EMERGENZA

Sotto accusa è finito anche il piano di organizzazione dell’emergenza voluto da Ferrante.

Il San Pio è un ospedale di vecchia concezione, costruito con blocchi separati, come si usava negli anni ’70. La concezione attuale prevede il monoblocco con complessità di cure crescenti.

Questa ‘debolezza’ strutturale avrebbe potuto essere utilizzata, per far fronte all’emergenza legata ad una pandemia, con un indubbio vantaggio, ossia dedicando fin dall’inizio un  padiglione intero ai pazienti Covid 19.

Una soluzione che avrebbe ridotto il rischio di diffusione intra-ospedaliera del contagio. Proprio il ritardo nell’organizzazione dell’emergenza potrebbe avere, invece, agevolato i contagi all’interno dei reparti.

Triage e unità Covid avrebbero potuto essere ospitati nel padiglione più ampio e accogliente dal punto di vista strutturale dell’ospedale, ossia il padiglione San Pio.

LA CURA FERRANTE

La scelta del direttore generale, invece, avrebbe prodotto una frammentazione del percorso, con una tenda del triage Covid 19 posizionata all’esterno del Pronto soccorso che è l’area più affollata dell’ospedale. Pazienti sospetti passano dal Pronto soccorso al triage per essere inviati, subito dopo, al terzo e quarto piano del padiglione Santa Teresa, eletti da Ferrante a reparti Covid.

I pazienti sospetti, in altre parole, devono affrontare un lungo percorso esterno e interno ad altri reparti, attraversare aree comuni a pazienti con altre patologie, prima di raggiungere l’area dedicata al Covid 19. Non solo, ma al padiglione Santa Teresa sono allocati anche i reparti di oncologia e reumatologia, che trattano pazienti immunodepressi: il contatto con pazienti Covid è altamente probabile.

I TAMPONI

Accidentato anche il percorso dei Tamponi Covid 19. Dopo essere stati effettuati, vengono stoccati in un frigorifero localizzato nel reparto di Genetica Medica, che si trova al IV piano del padiglione San Pio. Dunque, i campioni vengono trasportati, anche se in strutture protette, per l’intero ospedale. Spostare il congelatore nei padiglioni Covid avrebbe evitato, invece, un percorso che resta a rischio.

E i due caposala sui quali si addensa il sospetto della positività ai tamponi opererebbero proprio nei reparti del padiglione San Pio. 

IL NODO OSTETRICIA

A destare preoccupazione è anche il reparto di Ostetricia e Ginecologia. Per le donne in attesa di partorire non è stato attrezzato alcun percorso privilegiato, che le metta in sicurezza. E qualcuno comincia a chiedere che tutta l’attività di ostetricia e di ginecologia, parti compresi, venga, in questa fase di emergenza pandemia, trasferita all’ospedale Fatebenefratelli. 

FERRANTE SOTTO ACCUSA

 

Ovviamente sotto accusa finisce il direttore generale del San Pio, Mario Ferrante, al quale si contestano non solo scelte inadeguate, ma anche una reticenza che ha causato un corto circuito delle informazioni. Ieri, perfino la politica, pure sospesa in questa fase di drammatica emergenza sanitaria, è scesa in campo per chiedere chiarezza al manager dell’ospedale. E c’è chi comincia ad invocare l’intervento del Governatore De Luca, diventato un punto di riferimento autorevole nella gestione dell’emergenza in Campania. La ‘cura’ De Luca, del resto, sta facendo scuola in Italia: ecco perché dentro e fuori al San Pio si comincia a sollecitare una sua presa di posizione sull’ospedale.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

One thought on “Bufera sul San Pio. Voci su 2 caposala positivi, polemiche su padiglione Covid 19, carenza mascherine, ora il personale ha paura

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    21/03/2020 in 17:59
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    Come si evince dall’articolo, chi ha gestito e dovra’ (purtroppo gestire ancora) l’ emergenza covid 19, ma anche l’ordinario si e’ dimostrato incapace. Per la cronaca un mio amico che lavora al San Pio mi ha giurato sui suoi tre figli, che e’ davvero tragica la situazione. Mentre la direzione ordina al personale l’uso dei DPI obbligatoriamente, dall’altro anche le mascherine chirurgiche sono razionate e distribuiti al personale sanitario impegnato in prima linea, cosi come mancano tutti gli altri DPI. La direzione sanitaria ha provveduto ad auto tamponarsi almeno due volte, perche’ pare la prima volta l hanno sbagliata. Cambiare la dirigenza a questo punto e’ un dovere non solo sono incapaci, ma pensano soprattutto a salvaguardare loro stessi. Vedo medici, infermieri e altri operatori in prima linea e loro chiusi in un mondo tutto loro, si fanno intervistare e non dicono la vera verita’. Come possiamo fidarci ancora di loro, e perche’ la politica non interviene.

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