Business dei migranti, Di Donato e i selfie imbarazzanti con i politici: “Qua ci mangiano tutti”

di Teresa Ferragamo

Paolo Di Donato finora era balzato all’attenzione soltanto della stampa nazionale. Giornali e tv lo avevano descritto come il re del business dei migranti. A casa sua, nella provincia di Benevento, invece, per anni, tutto è stato avvolto dalla nebbia e da una cappa di silenzio.

Fino a ieri, quando il presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona, non ha tirato fuori lo scandalo di un’ex conigliera abusiva adibita a struttura per profughi. Il caso finisce sul Fatto Quotidiano, in un servizio di Alessandro Paolo Lombardo in cui lo stesso Di Donato prova a difendersi dalle accuse, ma viene incastrato dalla documentazione fornita dal settore urbanistica del Comune di Benevento. Mentre Corona subito dopo scrive che quella sera stessa, prima che il servizio fosse pubblicato, Di Donato porta via i profughi dalla struttura di proprietà, per giunta, del fratello del presidente del Consiglio Comunale De Minico.

Fino a ieri, nessuno, però, nel Sannio aveva osato mettere in discussione le attività di Di Donato. Mentre la politica stava a guardare o si lasciava immortalare in selfie, lui dichiarava un reddito personale a sette zeri, tutto proveniente dal business dei migranti. E in effetto Di Donato lo dichiara e lo scrive spesso: “Con me mangiano tutti”.

La guerra ‘finita’ con la Cgil: così si vanta di aver messo a tacere la Galdiero

 Per un periodo c’era stata la Cgil a fargli la guerra, con esposti e una campagna stampa con cui si evidenziavano anomalie e irregolarità nella gestione delle case d’accoglienza per i circa 1000 profughi che Di Donato gestisce in strutture disseminate lungo il territorio provinciale. I controlli, mai tempestivi, non erano mai riusciti a coglierlo in castagna e così Di Donato poteva sbandierare su Facebook – strumento che usa per esaltare se stesso e la sua attività e per dileggiare avversari – la sua ‘innocenza’.

Poi, a un certo punto, anche la Cgil ha sotterrato l’ascia da guerra. Per Di Donato la desistenza del sindacato sarebbe dovuta a un interesse di parte dello stesso. E infatti il 12 gennaio, il giorno dopo il Consiglio comunale sul dissesto in cui Rosita Galdiero urlò in Aula, durante i lavori, il dissenso nei confronti del sindaco Mastella, Di Donato scrive: Quando si presentava nei nostri centri di accoglienza e gridava allo scandalo tutti le davano ragione . Ci ha accusato in tutti i modi , per screditarci.
Artefice di tutti i servizi giornalistici conto di me. Sbugiardata da 90 Carabinieri dei NAS .
Il leit motiv è sempre uno solo : i loro affari .
Ora la CIGL assiste legalmente oltre 30 nostri ospiti con il gratuito patrocinio (lo Stato paga la parcella).
Avete più visto o sentito un suo sproloquio ?
Eppure nelle strutture nulla è cambiato .
Mi dispiace solo che qualche Giudice non ha ben compreso dove scorre il “cicero”.
Deve essere business per tutti”.

Ecco è proprio questo il mantra di Di Donato: “Con il mio business ci mangiano tutti”. E’ questa l’arma affilata che utilizza verso chi prova a contrastarlo, la distribuzione dei pani e dei pesci. E intanto lui dai profughi tira fuori cifre da capogiro, che in pochi anni lo hanno fatto diventare uno degli uomini più ricchi della provincia di Benevento.

Si spiegherebbe così il silenzio che insiste intorno a lui e alle sue molteplici attività.

L’attivismo sul web e i selfie con i politici

Di Donato è particolarmente attivo sul web, che utilizza spesso come un manganello.

Per provare il suo ‘radicamento’ esibisce foto con i politici più in vista della provincia. I suoi post ricevono decine e decine di like e commenti, pure da insospettabili , pronti a difenderlo da chi evidenzia l’anomalia di un sistema di accoglienza di poveri cristi che consente l’arricchimento sproporzionato di una sola persona.

Sul suo profilo facebook posta selfie con il segretario provinciale del Partito democratico, Carmine Valentino, sempre sorridente accanto a lui, ma non lesina complimenti al primo cittadino di Airola Michele Napoletano. Eppure di Paolo Di Donato la stampa nazionale ha descritto bene il business.

Uno dei tanti selfie con il segretario provinciale del Pd, Carmine Valentino

Il giro d’affari del consorzio da lui fondato, Maleventum, del quale l’uomo è stato prima amministratore unico e poi procuratore speciale, muove cifre monstre. Con l’accoglienza dei richiedenti asilo da parte di Maleventum, circa 1000 in tutta la provincia, tirerebbe fuori 30mila euro al giorno.

Sul web Di Donato ostenta queste cifre da capogiro e  la sua ‘Dolce vita’, condotta tra auto di lusso, tra queste una fiammante Ferrari, viaggi, cene. Sui social ostenta anche amicizie con starlette dello spettacolo, belle donne per lo più ai margini dello star system.

L’odio per la De Girolamo

Ha una ‘nemica’ giurata: Nunzia De Girolamo, alla quale non risparmia epiteti dileggianti. Così Di Donato l’attacca l’8 gennaio su Facebook:

“Oggi pomeriggio abbiamo assistito ad un’ altra trasmissione dedicata ai profughi : L’ Arena di Giletti su Raiuno .

Il servizio , a me dedicato , lo ritengo positivo perché , lo stesso Giletti , mi ha introdotto dicendo che ho un curriculum nella gestione dei servizi sociali, a differenza di altri che prima del fenomeno facevano gli idraulici . Aggiungo ventennale. È andato in onda un pezzo di intervista rilasciata , un anno fa, a La Gabbia LA7 . Sempre la storia della Ferrari avuta 7 anni fa quando , lo dice lo stesso giornalista , dichiarai 476000 euro al fisco . Uno che dichiara una cifra del genere non può avere una Ferrari da 60000 euro ? Il giornalista disse che in alcune mie strutture vi era sovraffollamento , non sono stato io a collocare i migranti ma il Prefetto , in una situazione emergenziale . Valutazioni Sue. Alcune strutture non in regola sul piano manutentivo ? Beh , dopo pochi giorni , ci fu un blitz di 90 NAS dei Carabinieri : tutto in regola . Beneficenza ? Ribadisco che non sono un prete e non faccio beneficenza . Non rappresento la Caritas . Sono un imprenditore del settore socio sanitario che lavora e , di conseguenza , deve produrre risultati positivi : gli imprenditori producono fatturato , utili …piu produci fatturato e utili è piu sei imprenditore capace….. altrimenti vi è il fallimento della propria azienda .

Ad oggi vi sono utili , significa che gestisco bene l’ azienda ..senza contestazioni , ne da parte della Prefettura e ne dagli organi di controllo (113 controlli in 12 mesi ) ..faccio bene il mio mestiere. Come da contratto .

In studio l’ Onorevole Nunzia De Girolamo , che parla di contratti stipulati in emergenza .

Gioia mia , ma quali appalti in emergenza .

La Prefettura di Benevento non ha mai stipulato un contratto in emergenza o affidati migranti con questo sistema . Sempre appalti , 3 procedura di gara in 3 anni . Sempre ero che capirai cosa significa un appalto con il criterio del prezzo piu basso….che nessuno ti può aiutare a vincerlo…che mai ci potrà stare una turbativa d’asta… anzi , proponilo a tutte le stazioni appaltanti d’ Italia…fai una proposta di legge…non ci sara piu corruzione e ne politici inquisiti .

Gioia mia : il prezzo più basso d’ Italia , praticato da un Tuo paesano . Oddio .

Ora che ne parlerai con il nuovo Ministero degli Interni, visto che hai preannunciato interrogazioni parlamentari , informalo : ” un mio paesano , ed ex mio consigliere comunale , ha praticato il prezzo più basso d’ Italia ; gli hanno buttato merda in faccia ma poi i NAS hanno smentito tutti e tutto ; ha comprato una Ferrari, da 60000 euro , quando dichiarò 476000 euro al fisco , l’ anno prima 150000, il successivo 350000 euro ” . 900.000 euro in 3 anni “.

La vicinanza con l’Ncd e l’istantanea con Gioacchino Alfano

Del resto, Di Donato a un certo punto si ritrovò vicino a Ncd. L’accoglienza dei migranti in Italia è in capo alle Prefetture e fino a qualche settimana fa il ministro degli Interni era Angelino Alfano, segretario del Nuovo Centro Destra. E il 30 dicembre appare sul profilo Facebook di Di Donato l’istantanea del giuramento di Gioacchino Alfano come sottosegretario del Governo Gentiloni, per testimoniare con la presenza al giuramento la vicinanza a Ncd.

Lo riporta anche Il Fatto Quotidiano, in un articolo di qualche settimana fa, “A Benevento, un ex consigliere comunale di Ncd gestisce 12 strutture di accoglienza e si faceva fotografare a bordo di fiammanti Ferrari o in compagnia del sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano. Può vantare un’istantanea direttamente col ministro Angelino Alfano. Lo schema – scrive Il Fatto  – è semplice e simile un po’ ovunque: le società vincono gli appalti delle prefetture per gestire i centri, incassano i contributi statali, assumono dipendenti indicati – spesso – dai ras della politica locale, che quindi passano all’incasso in tempo di elezioni”.

In molti sostengono, infatti, che Di Donato possa continuare a operare e ad arricchirsi indisturbato proprio perché godrebbe dell’appoggio della prefettura e di gran parte della politica locale. Lui stesso ammette che con l’accoglienza dei profughi è riuscito a guadagnare circa 1 milione di euro in tre anni. Un arricchimento dietro il quale ci sono le vite di persone disperate, e, come scrive Mario Giordano, direttore del Tg4, nel libro “Profugopoli”, Di Donato sarebbe l’unico caso in Italia di arricchimento personale sulla pelle dei migranti.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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