Cantone agli studenti: “Informatevi, perché l’arma più importante contro la corruzione è la conoscenza”

“La corruzione può essere vinta soprattutto attraverso il controllo dei cittadini. La corruzione è molto minore negli stati in cui è attiva la società civile e c’è una stampa libera che fa emergere gli scandali, perché non bastano la magistratura e le forze dell’ordine”. Questo il concetto centrale dell’intervento di Raffaele Cantone al Festival Filosofico del Sannio. Il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione si è rivolto agli studenti che gremivano il Cinema San Marco con una carrellata di esempi e di esperienze sul campo.

Per spiegare ai ragazzi la corruzione si è partiti dalle immagini e dalle parole di Papa Francesco e del presidente Sergio Mattarella, trasmesse sul grande schermo del palco. Dal cuore del dibattito, la ricchezza, il passaggio alle disuguaglianze è stato quasi naturale. Nella filosofia è entrata prepotentemente l’economia. Un nesso indissolubile evidenziato dalla stessa Carmela D’Aronzo, presidente di “Stregati da Sophia”, introducendo l’incontro con Cantone, Aldo Policastro, procuratore della repubblica, e Marilisa Rinaldi, presidente del Tribunale di Benevento.

La nostra società spesso premia i furbi, calpestando il merito. Per un posto di lavoro o per raggiungere un successo si percorre la strada delle amicizie e delle conoscenze. Non di rado entrano in scena le mazzette per corrompere qualcuno, per avere un appalto o un incarico importante. Come si fa a scardinare questa mentalità? “Sono convinto -ha osservato Cantone- che bisogna cominciare a parlarne nelle scuole perché si tratta di un problema culturale. La corruzione è un furto di futuro e di democrazia”.

Le difficili condizioni delle università e della ricerca in Italia hanno spinto tante nostre fresche energie ad andarsene all’estero. “Questo -ha sottolineato il magistrato- è un danno gravissimo per il nostro paese. Nel libro che ho scritto insieme a Francesco Caringella racconto la storia di due giovani medici della provincia di Benevento, che hanno studiato a Napoli, che oggi vivono in America e sono tra i migliori ricercatori al mondo in campo oncologico. Hanno deciso di andar via, quando hanno visto che il loro professore chiedeva di associare alle loro pubblicazioni il nome del figlio”.

I cittadini devono pretendere trasparenza, chiedendo la pubblicazione degli atti pubblici, manifestare una forte etica dei beni comuni. Ma nello stesso tempo devono dimostrare responsabilità nell’esercizio dei diritti e dei doveri. La partecipazione non può fermarsi al momento del voto. “Ai giovani -ha continuato-chiedo innanzitutto di informarsi, perché una delle cose che temono di più i corrotti è la conoscenza. Per un giudice americano, “il più grande disinfettante è la luce, che impedisce di fare operazioni illecite”.

Il presidente anticorruzione non ha risparmiato qualche strigliata agli stessi studenti ed ai loro genitori, sul cattivo utilizzo degli strumenti di partecipazione e sulla fin troppo facile contestazione dei docenti per qualche brutto voto. “Quante volte -ha evidenziato- convochiamo un’assemblea solo per perdere qualche giornata di scuola, piuttosto che parlare dei problemi di un istituto? Quante volte i figli vengono difesi a prescindere dalla valutazione del merito? La scuola ha un importante ruolo formativo ed informativo, ma  non può essere caricato tutto sulle sue spalle. Con gli insegnanti peggio pagati d’Europa”.

La lotta alla corruzione cammina insieme a quella contro la criminalità organizzata. Come si può fermare l’infiltrazione della mafia negli appalti? L’Italia, negli ultimi anni, è passata dal 69° al 53° posto nella graduatoria dei paesi corrotti. ”Non siamo all’anno zero -ha concluso Cantone- riceviamo tantissimi esposti dai cittadini. Mafia e corruzione sono due facce della stessa medaglia. Le prefetture hanno strumenti seri per contrastarle. Il problema non appartiene solo agli addetti ai lavori. Bisogna cambiare la mentalità e convincersi che i beni pubblici sono di tutti, come avviene  in Svezia e in tanti altri paesi avanzati”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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