Cantone c’è, ma la polaroid della firma crea imbarazzo. Il responsabile Anticorruzione è due volte rinviato a giudizio

“C’è tanta voglia di Anac”, dice Raffaele Cantone poco prima della firma del protocollo di legalità sottoscritto con il sindaco di Benevento. Esulta Clemente Mastella : “Siamo orgogliosi di essere unico capoluogo di provincia in Campania ad aver firmato quest’accordo”.

Cantone è particolarmente complimentoso con il neo-sindaco. Ricorda la telefonata fattagli da Mastella qualche settimana prima del voto in cui gli annunciava la volontà di sottoscrivere un accordo con l’Anac se fosse stato eletto. E ricorda anche come la riforma della Giustizia del Guardasigilli Mastella fosse piena di cose buone. Solo en passant ringrazia il vicesindaco Erminia Mazzoni, incollata alla sedia.

Il documento viene sottoscritto da Cantone e Mastella, alla presenza del procuratore della Repubblica Conso.

La sala di Palazzo Paolo V è traboccante di avvocati e magistrati, forze dell’ordine. Pochi politici, qualche amministratore e tra gli imprenditori si nota Liverini.

 

Cantone, del resto, è ormai una star. Accolto come l’ultimo degli eroi, da tenere stretto o da scansare, dipende dai punti di vista.

Il suo discorso sulla corruzione non fa una piega: “Il problema è culturale – dice – non di strumenti”.

Mastella gongola: ritrovarsi al fianco un paladino della legalità per lui, che sulle spalle ha molte inchieste giudiziarie e un rinvio a giudizio che è una spada di Damocle, è come guadagnarsi un posto in paradiso.

Assente il segretario comunale, ‘per motivi familiari’, il documento avrebbe dovuto essere sottosposto all’attenzione dei sottoscrittori dal vicesegretario, Andrea Lanzalone. Ma l’incidente diplomatico viene evitato: Lanzalone che, in assenza della segretaria comunale, ha la responsabilità della delega all’Anticorruzione e alla Trasparenza lascia la sala prima della firma.

Su di lui pesano due rinvii a giudizi: uno per il processo dei processi, Mani sulla città, che è un  racconto di intrecci di affari e casi di corruzione nella pubblica amministrazione, quegli stessi reati per cui L’Anac ha ragione di esistere.

A Cantone, che a Mastella implicato in inchieste giudiziarie di corruzione non ha potuto dire no, è stata risparmiata una polaroid imbarazzante. 

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