Caruso dopo la bufera su Battisti: “Altro che passerelle, serve un’amnistia per i protagonisti degli anni di Piombo”

E’ bastata una battuta fatta all’indomani dell‘arresto di Cesare Battisti per scatenare il putiferio.

Francesco Caruso, un passato da parlamentare di Rifondazione comunista e da leader dei No Global, attualmente docente di Sociologia all’Università di Catanzaro, non si era limitato a dire che “Cesare Battisti non andava arrestato”, ma aveva fatto un ragionamento più articolato, affermando che: “A distanza di 40 anni da episodi del tutto deprecabili, questo accanimento, questo scalpo da portare in dote di questo ormai quasi settantenne mi sembra una sete di vendetta che non ha nessuna altra funzione se non ripagare l’odio  e il rancore di questi signori al governo“.  Per Caruso, “il Battisti che aveva vent’anni e il settantenne di oggi sono due persone diverse. Il carcere ha una funzione riabilitativa, non si capisce cosa debba fare questo signore in carcere. Se il principio del carcere resta quello sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana, che si chiama rieducazione non vendetta”.

Apriti cielo. A stretto giro di posta il segretario nazionale del Sindacato di Polizia Fsp, Giuseppe Brugnano, chiedeva di rimuoverlo dall’incarico. “Caruso -sentenziavaè un sovversivo a tempo pieno“. Ma ad attaccarlo sono scesi nel campo della speculazione politica il vicesindaco di Catanzaro, l’assessore al Personale del Comune, e alcune associazioni ed esponenti di Forza Italia.

Caruso, che pur insegnando a Catanzaro, vive a Benevento con la sua famiglia, ha subito reagito invocando la libertà di opinione e accusando la destra di censura. “Dall’espulsione dall’università per chi esprime dubbi sulla funzione rieducativa del carcere fino alla nomina di un commissario per monitorare il contenuto delle lezioni: di certo quel che non manca agli esponenti della destra catanzarese è la creatività e la fantasia”, ha scritto su Facebook.

 

“Vorrei sapere – ci ha dichiarato poco fa –  se esiste in Italia la possibilità di esprimere una propria opinione o ancor più specificatamente un dubbio, nello specifico sulla funzione rieducativa del sistema penitenziario nei confronti di una persona incarcerata per deprecabili crimini perpetrati circa mezzo secolo prima. Sebbene resti incontrovertibile il bisogno di rinchiudere in carcere chiunque uccida un essere umano – ha ribadito -, la mia opinione personale è che la classe politica di questo paese, piuttosto che organizzare palchi e passerelle propagandistiche, dovrebbe riflettere sulla possibilità di promulgare un provvedimento di amnistia per i protagonisti degli anni di piombo che possa contribuire anche a far luce su quella pagina buia che, dalla strage di piazza Fontana fino alla strage della stazione Bologna, ha funestato la storia della repubblica italiana. Nel nostro Paese c’è ancora bisogno di verità e giustizia, e non di mera vendetta”.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.