Caso Corona, il boomerang di Natale e la puzza di regime

La vita di Gabriele Corona, presidente di Altrabenevento, non è mai stata facile da attraversare. Intimidazioni, minacce, perfino una bomba carta fatta scoppiare a casa sua, hanno, in questi anni, segnato la sua strada.

La politica ci ha provato e riprovato ad azzopparlo, a soffocarne la passione civile, a farlo inciampare, salvo fermarsi un attimo prima, forse in un sussulto di democrazia.

Mastella & co, invece, no. Da Palazzo Mosti è in atto da mesi, ormai, una vera e propria persecuzione che puzza di regime. E chi aspira al regime, inteso come affermazione di un pensiero unico inoculato con la flebo anche degli organi di stampa eternamente filogovernativi, fa una cosa semplice: fa come ca..o gli pare. Mette in pratica il livore, la rabbia, chiede la forca.

L’idiosincrasia del politico – in qualsiasi perimetro si muova – per le voci fuori dal coro, per il dissenso e per le parole contrarie è notoria e non risparmia nessuno. Ma quando dalle parole scostanti, ispide, irrispettose delle altrui prerogative di libertà, – quelle che, per intenderci, la Costituzione garantisce – si passa alle azioni, il rischio è che si generi l’effetto contrario.

Quando si è appresa la notizia del provvedimento disciplinare – 10 giorni di sospensione della retribuzione e dal servizio – contro Gabriele Corona, su Facebook – che è ormai il termometro degli umori di una comunità – è scattata la solidarietà assieme all’indignazione, che è un sentimento che non è mai facile da sollevare tra gli italiani.

Così dalla vendetta di Natale siamo passati al boomerang di Natale. 

Mastella e i suoi dirigenti che agiscono come pretoriani hanno commesso l’errore fatale di consumare a caldo la vendetta.

Corona ha reagito senza enfatizzare i toni, come pure sarebbe stato comprensibile, con una dichiarazione soft annunciando però la volontà di andare avanti con le inchieste, che in questi anni, hanno avuto spesso e volentieri risvolti giudiziari, senza lesinare critiche verso tutti quelli – amministratori, politici, giornalisti, sindacalisti – che continuano a chiudere gli occhi e a cucirsi la bocca davanti, non solo a questa ennesima prevaricazione, ma davanti alle più disparate ingiustizie.

“Ringrazio  – ha scritto Corona – per l’attenzione e il sostegno, il coordinamento e i collaboratori di Altrabenevento, gli iscritti e i dirigenti della CUB, gli avvocati (Sandra Sandrucci, Daniela Sarracino, Nunzio Gagliotti, Maurizio Zeoli), i rappresentanti di varie associazioni, i giornalisti non asserviti, i compagni di molte battaglie civili per la difesa dei diritti, qualche consigliere comunale o rappresentante politico, gli amici e anche tanti che non conosco personalmente”.

Infine, la chiosa amara: “E’ diventato difficile fare “cittadinanza attiva” a Benevento ma proprio per questo dobbiamo continuare”.

La brama di ghigliottina rese odiosi perfino i protagonisti più appassionati della Rivoluzione francese, alcuni furono fatti fuori dalle persone più fidate, qualcuno perfino in vasca da bagno. E Mastella, che ha studiato Filosofia, sa bene che la storia si ripete sempre. E a ragion veduta. 

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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