Caso mensa, Mastella: “Non faremo come a Milano, non separeremo i bambini. Eredito un disastro, almeno stiano zitti”

La storia infinita della mensa e Clemente Mastella.  Una rogna, tra le più difficili da affrontare, visto che in ballo c’è la salute dei bambini. Questa mattina, il sindaco ha usato toni rassicuranti:

“L’amministrazione sta assicurando in questi giorni il massimo impegno per affrontare e risolvere al meglio tutti i disagi patiti dalla famiglie interessate al servizio mensa. Mi preme sottolineare lo sforzo, innanzitutto per rendere merito alla macchina comunale che, senza risparmiare tempo ed energie, sta vagliando ogni dettaglio legato all’affidamento e alla gestione del servizio. Un impegno corale, svolto sotto il costante controllo della città e in piena sinergia con gli istituti scolastici”. Fin qui la pars costruens, a cui Mastella fa seguire una vera e propria catilinaria: “Di contro – continua il sindaco –  purtroppo, autoreferenziale e privo di qualunque costrutto risulta il dibattito politico sviluppato attorno alla delicatissima vicenda. In particolare, mi costa ammetterlo, riscontro quotidiane prese di posizione ed esternazioni propagandistiche di soggetti istituzionali che, invece di mostrare un interesse reale per le esigenze dei cittadini, preferiscono utilizzare l’argomento a fini di semplice polemica”. 

Ma Mastella sa bene che il caso mensa non è un’invenzione giornalistica o di chi si è solo limitato a scoperchiare – è il caso di dirlo – la pentola. Dietro si dipana una matassa ingarbugliata di errori, leggerezze, scivoloni, incapacità che nascondono anche incompetenze.   Mastella lo definisce ‘un disastro’ e non ha tutti i torti.  Parafrasando il ‘vorrei ma non posto’ di Fedez, Mastella non vorrebbe, ma l’indice lo punta contro chi quel ‘disastro’ lo ha creato.

“Non voglio  – dice-  sottolineare quanto risulta lampante a tutti i beneventani, in particolare a proposito delle responsabilità che hanno condotto a questo increscioso stato di cose, ma almeno un monito mi sento di rivolgerlo a tutti gli interessati, affinché prima di produrre allarmi o sensazionalismi ci si confronti sui dati di fatto.
Ad esempio, sul disciplinare approntato per la nuova gestione del servizio, anche in queste ore vengono sollevate polemiche per la previsione di pagamenti mensili e non quotidiani, come avveniva in passato secondo le regole che hanno condotto al ben noto disastro. Demagogiche obiezioni sono rilanciate, magari proprio da chi avrebbe avuto il compito di risolvere i problemi e invece ha prodotto disservizi”.

Insomma, ora la vexata quaestio è il pagamento anticipato dei pasti. Un salasso per le famiglie, secondo alcuni; un modo per andare incontro alle imprese incaricate del servizio mensa, alle quali viene anche chiesto di assicurare i livelli occupazionali.

Mastella prova a difendere la scelta del pagamento anticipato aggrappandosi al caso Milano: “Certi che il confronto con altre realtà può aiutare a superare i limiti del nostro agire, scopriamo attraverso Il Corriere della Sera di oggi che, nella Milano guidata dal centrosinistra, i pagamenti per la mensa avvengono in maniera anticipata per l’intero anno scolastico: un esborso da circa 700 euro che a Benevento creerebbe enormi disagi. D’altra parte, decisamente penalizzante per le società incaricate, come già evidenziato dalle passate gestioni, sarebbe il pagamento giorno per giorno”.

Ma il sindaco sa bene che Benevento non è Milano e che occorre fare l’equilibrista tra interessi non proprio convergenti: lavoratori e sindacati, imprese, e bambini e genitori.

“Noi abbiamo provato a contemperare le esigenze, assicurando un’utile programmazione per le aziende e cifre alla portata di tutti. Questa è la stessa logica che vogliamo utilizzare per difendere i lavoratori, giustamente  preoccupati per il proprio futuro, senza però creare un muro insormontabile per l’economicità ricercata dalle ditte”. 

Come andrà a finire forse neppure Mastella lo sa. Di una cosa è sicuro: non permetterà la separazione tra bambini sulla base del pasto consumato, panino o pranzo servito.

“Sempre nello stesso articolo riproposto dalla stampa nazionale – evidenzia Mastella – apprendiamo che la Giunta di Milano ha deciso di dividere gli ambienti dove consumare il pasto: nei locali destinati alla refezione ospitano chi si avvale del servizio mensa, in aula invece chi porta il panino da casa.
Lo anticipo ufficialmente: a Benevento non sarà così! Gli studenti, qualunque sia il pasto scelto, consumeranno il pranzo insieme in un unico ambiente. Sarà come un ristorante dove non tutti mangiano le stesse pietanze. Convinto del valore sociale ed educativo di una condivisione assoluta degli spazi e delle esperienze, affiderò ai dirigenti scolastici l’indirizzo di non dividere le scolaresche.
Procediamo con fermezza e provando a risolvere anche i disastri che arrivano dal passato, penso alla questione debitoria o a vicende come il Malies: mi auguro che continui la collaborazione già registrata presso i cittadini, sperando che in futuro anche chi ricopre ruoli istituzionali si sappia mostrare all’altezza delle sfide… che non sono solo verbali”.

 

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