Ciervo (LeU): “Sono un uomo libero che si batte contro ogni fascismo. Mastella? Più che un Gattopardo ricorda il viceré di de Roberto”

Amerigo Ciervo, la sua candidatura – alla Camera dei Deputati con Liberi e Uguali – oggi più che mai, dopo i fatti di Macerata, appare simbolica, perfino lungimirante: da presidente Anpi si batte da tempo contro ogni forma di razzismo. Che impressione le ha fatto il raid di fuoco contro 11 stranieri da parte di un giovane italiano di 28 anni?

“Quanto accaduto a Macerata è la naturale conseguenza delle prediche, pessime, di tanti cattivi maestri che speculano, per basse finalità politiche, sul disagio e sulle paure delle persone. Un frutto avvelenato della messa a coltura del razzismo fascista e leghista. Un’operazione che continua, oramai ininterrottamente, da molto tempo e nei confronti della quale non pochi hanno abbassato la guardia, o sottovalutandone il carattere inquietante o banalizzandone i contenuti. Ovviamente è partita subito la strumentalizzazione politica. Salvini ha giustificato l’accaduto, determinato, a suo dire, dalla politica della sinistra. Ho letto anche che altri hanno collegato l’azione terroristica con il tragico
evento della povera ragazza uccisa da uno spacciatore africano. Nessuna logica possibile, ovviamente. E’ come se, avendo avuto qualche problema con un certo medico di un certo ospedale, mi appostassi nei pressi del portone d’ingresso di quell’ospedale e iniziassi a sparare all’impazzata ai medici che escono. Resta, poi, sempre valida, la celebre definizione gobettiana sul fascismo come autobiografia della nazione. Altro che incidenti.
E’ chiaro che contro tale deriva, pericolosa e dagli esiti inquietanti, occorra mobilitarsi per difendere i valori di una civiltà che noi vogliamo accogliente e inclusiva”.

I candidati sanniti di Liberi e Uguali alla Camera dei Deputati: da sinistra, Laura Racchi, Amerigo Ciervo e Angelo De Marco

Domenica mattina, a Benevento, proprio come reazione all’attentato di Macerata, correvano tutti a farsi la tessera Anpi, quasi fosse rimasto unico presidio a difesa dei valori della nostra Costituzione. Non le sembra un tardivo esibizionismo?

 “Io mi sono autosospeso dalla presidenza dell’ANPI, per salvaguardare e difendere l’autonomia dell’associazione che, per noi, è il bene più prezioso. Sono stato in ogni caso in piazza, vicino a Teresa Simeone e a Dario Melillo che coordinano, rispettivamente, l’ANPI e l’Officina. Chi è venuto, credo l’abbia fatto per difendere i valori repubblicani e antifascisti. Del resto la controprova la potremo avere, da una parte, con la presenza al corteo del 25 aprile e, dall’altra, con la partecipazione alla vita e alle attività dell’associazione. Per esempio, ai seminari organizzati dall’Officina “Maria Penna”. Negli anni scorsi non sono state poche le assenze che brillavano al corteo del 25 aprile”.

Quello di Luca Traini è un profilo borderline: esibiva saluto romano e tatuaggi fascisti, una scritta Dux e una svastica stilizzata sulla fronte, il simbolo di Terza Posizione, gruppo di estrema destra degli anni ‘70 e ’80. Prima di candidarsi con la Lega Nord nel 2017, era stato vicino a Forza Nuova e a CasaPound, come spiega questi rigurgiti fascisti?

“Sono i prodotti di quanto si diceva prima. Ed è la conseguenza anche del fatto che la sinistra ha abbandonato, in questi ultimi anni, moltissimi valori forti della sua storia. Quando la sinistra non fa più la sinistra e fa cose di destra, ci si rivolge direttamente all’originale. Chi, avendo a disposizione un quadro autentico di un grande pittore da appendere nel salotto buono, apprenderebbe una copia pure un po’ sbiadita? Poi ci sono le conseguenze tremende della crisi, che ha reso insicure milioni di persone che guardano atterrite ai profondi mutamenti mondiali, radicalizzando sempre di più le scelte.
Pensi che quando stavamo preparando, con la Solot, lo spettacolo dedicato a Maria Penna, “La partigiana”, ed era in corso la campagna per il referendum del 4 dicembre 2016, c’è capitato di leggere, su qualche social, ironie ( si fa per dire) pesanti sul titolo e non da ambienti di estrema destra. Piccoli episodi che spiegano come molti si sono fatti prendere la mano e la politica politicante ha finito per intaccare anche i valori fondamentali della nostra Costituzione, Sarà opportuno ricordare che è stata la Resistenza al fascismo la base su cui s’è costruita la nostra legge fondamentale.
Infine mettiamoci pure che il nostro paese ha un pessimo rapporto con la memoria. Da noi o la storia è maestra cattiva, poco competente o gli alunni sono, in gran parte, poco attenti”.

Per Salvini la responsabilità della sparatoria per le strade di Macerata è della sinistra. Lei ha deciso di candidarsi con la sinistra che sta alla sinistra del Pd, che cosa risponderebbe al leader della Lega?

“Che sarebbe meglio se stesse zitto. Il fatto che Salvini sia uno dei leader italiani è la prova di una crisi profonda del paese e della incapacità di selezionare al meglio la classe dirigente. Chi ha responsabilità politiche di rilievo dovrebbe curare con molta più attenzione l’uso delle parole. Evitare di puntare solo ed esclusivamente sull’emotività. Di fronte a movimenti e trasformazioni epocali sarebbe opportuno una più consapevole razionalità; non imprecare, non piangere, né ridere ma tentare di capire. Vi sembra, Salvini, un buon maestro?”

Mastella ha aderito a Forza Italia e quindi è un alleato di Salvini. Se lo aspettava?

“Mi ricordo l’elezione di Mastella nel 1976. Mi ero appena laureato. I tempi della politica, in Italia, ma soprattutto
sotto i nostri cieli, sono addirittura storici. E ci sono libri importanti che raccontano la nostra storia, Più che al Gattopardo, penserei ai Vicerè di de Roberto. Basterebbe leggerli. Del resto, fino a quando arrivano i consensi … Ma teniamo presente che la questione meridionale è scomparsa dall’agenda della politica da molti anni. Pensi che, al tempo della Gelmini ministro dell’Istruzione, nelle indicazioni nazionali relative agli argomenti, furono eliminati molti scrittori e poeti meridionali. C’è un movimento di docenti del sud che sta lavorando perché si riveda un indirizzo simile. Come si dice: la verità la si coglie nel dettaglio. Ognuno si sceglie gli alleati che ritiene più adatti alla propria linea. Ma il pallino starebbe sempre in mano agli elettori e alle elettrici”.

Amerigo Ciervo, candidato alla Camera dei Deputati con la lista Liberi e Uguali.

La sua candidatura è stato accolta con un entusiasmo e un apprezzamento trasversali, si è guadagnato perfino l’endorsement di un intellettuale raffinato e arguto come Giancristiano Desiderio. Lei è presidente Anpi, uno stimato professore di liceo, un cultore appassionato della musica tradizionale, ha mai pensato “ma chi me lo ha fatto fare”?
“Sto ricevendo molti attestati di stima e di affetto. La cosa mi fa ovviamente piacere. Paradossalmente, sono proprio i messaggi, le telefonate, gli incontri a darmi una grande fiducia. Più del voto. So bene che la mia è una missione impossibile. Dovessi essere eletto, significherebbe che c’è stata una rivoluzione. Ma ho accettato la candidatura per spirito di servizio. Non sono organico a nessuno dei gruppi che hanno dato vita a LeU. Ma sono da più di quarant’anni, insieme a milioni di uomini e di donne, nella storia complicata della sinistra italiana. I nostri primi avversari sono le destre e, di conseguenza, le politiche di destra. Per cui non credo sia più possibile lasciare il nostro mondo nella direzione intrapresa già da un ventennio. Occorre radicalità di obiettivi e di scelte. Del resto sono stato sempre un uomo libero ma che crede che l’uguaglianza non possa restare solo nella dimensione della pura formalità. Deve attuarsi l’art. 3 della Costituzione. Se non sarà possibile costruire un nuovo soggetto politico, una casa nuova per chi ha perduto la vecchia sotto il terremoto della cosiddetta rottamazione, c’è sempre una pila di libri che mi attende a casa”.

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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