Compagnia Solot e Mulino Pacifico, un viaggio lungo trent’anni

Tanta acqua è passata sotto il Ponte Leproso e la Compagnia Solot è ancora qui. Da oltre 30 anni. Per affermare che un’altra strada culturale è possibile. Perché la città ha fame di sapere e di bellezza. Per questo rimane in campo più forte di prima il Nuovo Teatro Mulino Pacifico, ristrutturato e rinnovato, con un programma ambizioso di attività. Per offrire uno spazio a tutti quelli che vogliono cimentarsi  con la creatività. Uno spazio culturale e di condivisione, di crescita collettiva.

Nel video realizzato da Michele Salvezza scorrono le immagini del cammino fatto dalla compagnia teatrale fondata da Michelangelo Fetto e Antonio Intorcia. L’inaugurazione della nuova sala ha un sapore di festa e di resistenza. “Questa nuova stagione -dice una emozionatissima Celeste Mervoglino- è importante non solo per noi, ma anche per la città. Qui sono cresciuti tanti giovani. Qui c’è fermento per 365 giorni all’anno”. Un impegno educativo e civico per piccoli e grandi. Il filmato si chiude con un pensiero di Eduardo De Filippo: “Il teatro non è altro che il disperato sforzo dell’uomo di dare un senso alla vita”.

“La ristrutturazione – sottolinea Intorcia- è avvenuta a nostre spese, con le nostre forze. Non abbiamo ricevuto un centesimo da nessuno. Tutto è a norma e puntiamo a rendere la struttura autosufficiente sul piano energetico”. La bella sala con 142 poltrone è davvero uno spettacolo. Con questo nuovo look il Mulino Pacifico si accinge ad ospitare una ricca stagione teatrale che comincerà il prossimo 6 gennaio e si chiuderà l’8 maggio. Un programma di qualità, che comprende esibizioni di grandi attori, come Mimmo Borrelli e Gea Martire, e di giovani emergenti come Enrico Torzillo e Vittorio Zollo.

Il coraggio e l’impegno della Solot risuonano nelle parole di Intorcia, che recita Ulisse, rivolto al figlio Telemaco: “Non  posso non riprendere il mio viaggio, sempre con il cuore fiero, sempre pronto a lottare”. La storia della compagnia stabile di Benevento viene tracciata da Fetto, che parte dal lontano 1987. “Abbiamo partecipato a più della metà della rassegne “Città Spettacolo”- racconta l’attore- qualcuno ci ha definito “figli di Gregoretti”, il nostro unico ed inimitabile maestro e compagno di viaggio”.

Sul palco sale il piccolo Marco, figlio d’arte, che dà il via alla cerimonia. Il saluto del comune è affidato all’assessore Rossella Del Prete. I laboratori teatrali coinvolgono 70 famiglie. Quest’anno, accanto alla rassegna teatrale “Il mulino dei piccoli”, sarà dato spazio anche al cinema con tre film (Il piccolo principe, I bambini sanno e Grotto).Il cartellone principale sarà impreziosito dalla sezione cabaret, allestita e curata da Giovanni Perfetto, attore comico beneventano, noto sul piano nazionale, per la sua graffiante verve.

“Vale ancora la pena – ha concluso Fetto – fare dei sacrifici per tenere aperto un teatro? La risposta è qui, siete voi. Conta la qualità. Anche qui da noi abbiamo avuto persone che cambiarono il volto della città. Per questo c’è bisogno di visione, non di televisione. C’è bisogno di raccontare, di ascoltare, di noi e non di io, di incontrarsi, non di evitarsi, perché da soli non ci bastiamo”. Poi, come una sorta di giuramento dell’artista, ha recitato un brano del Cyrano di Bergerac di Edmond Rostand, un inno alla libertà e all’indipendenza, contro l’opportunismo e il servilismo.

 

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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