Concerto di Capodanno, gli organizzatori: “Se le istituzioni non ci aiutano, l’anno prossimo non ci sarà”

Il concerto di Capodanno di Benevento ha riportato in città l’atmosfera di Vienna e di tante altre capitali europee. Il fascino del tradizionale appuntamento è stato impreziosito dagli oltre cinquanta musicisti dell’Orchestra Sinfonica Internazionale “Bulgaria Classic” e dalla voce vellutata del soprano Chiara Taigi, guidati dalle esperte mani del maestro Leonardo Quadrini. Il foltissimo pubblico del Teatro Massimo, accorso anche da tanti paesi della provincia, è stato gratificato con oltre due ore di musica. Poche le presenze istituzionali, tranne alcuni consiglieri comunali e qualche assessore.

La scelta dei brani ha armonizzato popolarità e raffinatezza, mescolando con fantasia ritmi leggeri, scintillanti, intensi, dal “Valzer dei Pattinatori” al “Valzer degli Imperatori”, da “Sul bel Danubio blu” alla “Marcia di Radetzky”, da “Non ti scordar di me” a “O Sole mio”. Tra pezzi d’opera e note arie pucciniane, come una stella è apparso l’Ave Maria dell’Otello di Giuseppe Verdi, eseguito con dolce afflato da Chiara Taigi, che, vestita prima di rosso, poi di nero ed infine di verde, ha, più volte, invitato il pubblico a cantare.

Il programma del concerto, spiegato con eleganza dal presentatore Tonino Bernardelli, si è formato quasi strada facendo, uscendo dai soliti canoni e conquistando per questo una piacevole originalità. La conclusione è stata affidata alla briosità giocosa del Paso Doble, della Polka e della Ciarda. Nel corso della serata si è saputo che il maestro Quadrini, reduce da Matera, sarà tra i protagonisti della rinascita del Festival di Napoli, e che recentemente ha collaborato con Michele Placido e i New Trolls.

Qualche anno fa, esattamente nel 2017,il Concerto di Capodanno saltò per la scarsità dei fondi raccolti e per la disattenzione delle istituzioni. La celebrazione di questa ventinovesima edizione è stata resa possibile grazie al contributo economico di diversi sponsor privati ed al patrocinio del Comune di Benevento che ha contribuito con 5.500 euro. Per il suo valore artistico, turistico e storico, potrebbe rientrare  nella programmazione culturale della città  della provincia e della regione.

“Con questa edizione volevo fermarmi – ha detto il fondatore Giuseppe De Marco – volevo annunciarvi  di non farlo più. Grazie per il coraggio che ci date. Ma vorremmo l’aiuto di tutte le istituzioni, che non sempre sono state all’altezza della situazione. Abbiamo dovuto sempre elemosinare. Ci aspettavamo di essere chiamati. Abbiamo fatto la Cavalleria Rusticana e i concerti per San Bartolomeo. Più di questo non possiamo fare. Se non ci aiutate il prossimo concerto non ci sarà. Senza il maestro Quadrini ed il mio incontro fortunato con lui, questo evento non sarebbe mai nato”.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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