Congiura a Sant’Agata, Cacciano: “Piccoli non è iscritta al Pd”. Ma in Giunta 3 assessori su 5 erano Dem

Al fine di evitare incresciose e strumentali incomprensioni, è doveroso precisare alcuni elementi oggettivi, d’altra parte facilmente riscontrabili, circa la occorsa decadenza, per le contestuali dimissioni della quasi totalità dei componenti il locale Consiglio comunale, dell’avvocato Giovannina Piccoli dalla carica di Sindaco della città di Sant’Agata dei Goti“, così in una nota il vice segretario e responsabile organizzazione del Pd, Giovanni Cacciano.

Che spiega: “È nota e condivisa prassi politica che il Partito Democratico non si occupi delle specifiche dinamiche amministrative-elettorali dei singoli comuni, salvo due distinti casi.

Il primo, ovviamente, afferisce alle rarissime occasioni in cui le elezioni amministrative locali vedano coinvolto il partito con il proprio simbolo e una propria lista. Eventualità che, in genere, accade nel comune capoluogo.

Il secondo, riguarda la circostanza in cui il Sindaco di un comune Sannita, benché eletto all’interno di una compagine civica, sia iscritto al partito e, in quanto tale, richieda o necessiti di sostegno da parte della Federazione di appartenenza.

La prematura interruzione della sindacatura dell’avvocato Giovannina Piccoli, cui va la nostra umana vicinanza, non rientra in alcuno dei summenzionati casi.

L’ormai ex sindaco Piccoli non è iscritto al Partito Democratico né risulta esserlo stato in passato. Certamente non lo è dal 2017, anno di insediamento di questa Segreteria”.

È questa la prima posizione ufficiale del Pd Sannita dopo la congiura di Palazzo a Sant’Agata dei Goti.

Dalla federazione provinciale del PD, nella nota a firma del vice segretario e responsabile Organizzazione, Giovanni Cacciano, si sottolineano due cose. La prima: si tratta di decadenza non di congiura, cospirazione o ribaltone. La seconda: Giovannina Piccoli non è mai stata iscritta al PD.

La prima sottolineatura è un artificio da burocrati appassionati di tomi di diritto, perché far cadere un sindaco, anzi un’amministrazione, a un anno dalle elezioni, ricorrendo a un notaio, senza un dibattito pubblico e trasparente, è un’azione politica – anzi un misfatto politico – non un fatto giuridico.

La  seconda sottolineatura, invece, è solo un piccolo dettaglio: Giovannina Piccoli è stata la vice sindaca di Carmine Valentino  e nella sua Giunta 3 assessore su 5 erano iscritti al Pd, quindi la sua era un’amministrazione caratterizzata fortemente dal Partito democratico, di cui Valentino è il segretario provinciale.

Le sottolineature di Giovanni Cacciano non reggono alla prova della durezza dei fatti che raccontano di consiglieri di maggioranza, guidati dal segretario provinciale del Partito democratico, che, come ladri di democrazia e non di biciclette, si recano nottetempo da un notaio per liquidare un’esperienza amministrativa in cui il Pd era azionista di maggioranza.

 

 

 

 

 

 

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