Consorzio Asi, Ricci: “Nessuna lottizzazione”

“Rai 643111″, era la cifra irriverente usata da Bettino Craxi per spiegare la lottizzazione della Rai: ai vertici della tv di Stato nella Prima Repubblica 6 persone erano della Dc, 4 del Pci, 3 del Psi e uno, rispettivamente, di socialdemocratici, repubblicani e liberali.

Ora quei tempi sono belli che andati,  e se pure il Consorzio Asi non è la Rai, è pur sempre una mini-lottizzazione quella che sta avvenendo in queste ore.

Questa mattina, dalla sede del Partito democratico di corso Garibaldi scendevano, con piglio ribaldo, Antonio Campese e Aurelio Grasso, rispettivamente presidente e vicepresidente della Camera di Commercio. Ormai, l’ente camerale è completamente svuotato delle proprie funzioni, un po’ per la riforma del Governo Renzi, un po’ perché la Camera di Commercio è stata nell’ultimo anno attraversata da una conflittualità feroce tra struttura tecnica e organismi politici che è sfociata in una disputa giudiziaria, trasformandola in un palazzo dei veleni. Per cui, l’unico ruolo che si può giocare è quello nella partita a risiko all’Asi.

Grasso coltivava l’ambizione di diventarne presidente, ma per esplicito volore del Pd dovrà accontentarsi di un posto da vice. 

Il Pd punta ancora sul sindaco di Morcone, Costantino Fortunato, mentre nel cda sono pronti a entrare l’uscente Giorgio Nardone, Adele De Mercurio, candidata con la lista di Raffaele Del Vecchio alle scorse amministrative, e Lucia Catalano dei Centristi per l’Europa.

Una lottizzazione che ha fatto registrare la contrarietà di Confindustria che è uscita dal cda e perfino del presidente uscente dell’Asi, Luigi Diego Perifano, che aveva invitato a ricucire lo strappo privilegiando la nomina di un tecnico piuttosto che di un politico al vertice del Consorzio.

Del resto, l’Asi di Ponte Valentino attraversa da anni una crisi interna, soprattutto finanziaria. I dipendenti da tempo sono in un regime di part time. La crisi di liquidità ha perfino costretto a rinunciare a difese in giudizio in controversie legali, quando non fosse possibile usufruire di patrocini legali gratuiti. 

In una situazione tanto complessa, il senso di responsabilità avrebbe dovuto suggerire alla politica di fare un passo indietro.

Ma le ambizioni dei vertici della Camera di Commercio, ansiosi di giocarsi una partita (per loro l’ultima) del tutto nuova, e gli impegni di un grande partito con grandi appetiti come il Pd stanno portando a una lottizzazione del Consozio Asi.

“Non è in atto nessuna lottizzazione – ha però spiegato questa mattina il presidente della Provincia, Claudio Ricci,  che dovrà in queste ore procedere alle designazioni -. Le nostre saranno nomine oculate che premieranno competenze specifiche”.

Intanto, il sindaco Mastella, a cui pure tocca di nominare la triade nel cda del Consorzio, è pronto a sfilarsi: “L’Asi così com’è – ha tuonato nelle scorse settimane – non ha più ragione di esistere. Sono perciò poco interessato alla vicenda”. 

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