Coronavirus, a Telese una storia di ordinaria psicosi. La preside: “Anacronistica caccia all’untore”

Quello che si sta verificando in queste ore a Telese Terme racconta bene come possa sfuggire di mano un allarme  sulla diffusione di un virus.

L’antefatto: una bambina di origini cinese trascorre con la mamma  il Capodanno in Cina. I suoi genitori vivono a Telese da tanti anni, gestiscono uno di quei negozi-empori capaci di dare risposte low cost a un bisogno imminente, dal chiodo, alla cover per I-phone, al telecomando universale, passando per l’intimo.

Quando tornano in Italia, le loro vite finiscono nell’inferno di una psicosi di massa. 

La mamma di una sua compagna di classe scrive una lettera alla dirigente segnalando la presenza in classe di una bambina cinese, appena rientrata dalla Cina, chiedendole di prendere le necessarie precauzioni. Il caso finisce sui giornali e scoppia il putiferio: la psicosi del Coronavirus si diffonde in paese, poco più di 7000 anime in provincia di Benevento.

E’ il caos: impazziscono i gruppi whatsapp delle mamme, le classi dell’istituto frequentato dalla bambina cinese si svuotano, intervengono per tranquillizzare il sindaco, gli assessori, i dirigenti Asl, i medici di famiglia,

Niente da fare: c’è una ragione che non vuole sentire ragione.

Eppure può far più vittime la psicosi del coronavirus che il coronavirus stesso.

E’ il sindaco a ricostruire la vicenda: “La bambina – scrive Pasquale Carofano su Facebook si è recata insieme alla mamma a Wenzho, un piccolo centro sulla costa a circa mille chilometri dalla provincia di Wuhan in un’area distante oltre mille chilometri dal luogo nel quale si è manifestato il virus.

Inoltre in Cina- chiarisce –  ben prima che in Italia scattassero le misure di prevenzione e i conseguenti controlli, la bambina insieme ai familiari ha superato ben quattro controlli aeroportuali in entrata e in uscita senza far rilevare sintomo influenzale”.

Ciò nonostante, il sindaco ha fatto tutto quello che un primo cittadino deve fare a difesa della salute pubblica:  “Alla luce delle segnalazioni pervenute nelle scorse ore – ha spiegato – ho provveduto a informare l’ASL Benevento che al riguardo ha tenuto a precisare che non c’è alcun rischio di trasmissione nella fase di incubazione. Il pericolo infatti lo si avrebbe solo in caso di febbre e tosse.
Il monitoraggio resta comunque costante tra il Comune, l’Istituto Comprensivo di Telese Terme e l’Asl al fine di garantire la serenità e la sicurezza dei nostri bambini e delle famiglie”.

Ma la psicosi ormai ha già contagiato tutti, altro che coronavirus che, per il momento, pare aver colpito 2000 cinesi su quasi due miliardi di abitanti.  

Il paese si divide tra quelli che gridano all’allarmismo e quelli che lo alimentano, tanto che  la dirigente scolastica ha in una lettera parlato di ‘anacronistica caccia all’untore’, e invitato i  genitori a far rientrare i bambini a scuola: “Invito tutti a tranquillizzarsi a portare i bambini a scuola ha scritto Rosa Pellegrinoe a superare paure irrazionali e psicosi collettive che rischiano di sfociare in anacronistiche caccia all’untore”.

 

IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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