Corte Normanna, la storia di Gaetano e Alfredo, vinaioli disobbedienti e visionari

Tutto qui è discreto, semplice, autentico, buono ed indimenticabile. Come il pane con la frittata che ci offre Tania, giovane padrona di casa. 

 

Dopo un groviglio di strade fangose ai piedi di Guardia Sanframondi, girando a sinistra, ci si trova su una stradina che scorre in mezzo alla collina cosparsa di vigneti e oliveti a perdita d’occhio.

Quando arrivo alla Corte Normanna i due fratelli, Gaetano e Alfredo, non ci sono. Come al solito, sono in ritardo e il gruppo di giornalisti si era già spostato a Guardia Sanframondi, per una visita guidata.

Decido di restare in azienda e mi affidano a due donne di famiglia, Tania ed Erika. 

Stare in spazi dominati da donne è per me come stare in una comfort zone. Sono convinta che le donne abbiano un’ indomita attitudine al racconto.

La Corte Normanna è una delle aziende agricole storiche della provincia di Benevento.

Gaetano ed Alfredo sono già la terza generazione.

Furono i bisnonni di Tania a fondare l’azienda.

Partirono – racconta-da un paesino del Taburno e si trasferirono a Guardia Sanframondi, perché qui l’agricoltura era più florida, visto il clima più favorevole. Comprarono questi terreni. Ma fu mio nonno ad avere la lungimiranza di impiantare dei vitigni autoctoni, che adesso rientrano nel Protocollo del disciplinare di produzione dei Doc. Era  quindi era fondamentalmente un produttore di uve, ed è uno dei 33 soci fondatori della Cantina La Guardiense, nata per ribellarsi alla speculazione nell’acquisto delle uve”.

Tania ed Erika ci accolgono in una struttura moderna, sugli scaffali in legno troneggiano decine di bottiglie di vino. Tutto il loro ‘Benvenuta’ è sussurrato nei dettagli curati nei particolari.

Tania indossa una vispa giacca gialla e un sorriso durbans. Avrebbe voluto fare la commercialista, ma la terra è sangue che scorre nelle vene: “Alla fine ho deciso di restare in cantina”. Sua sorella invece è ‘volata’ via, fa l’enologa in Francia.

Erika ha i capelli raccolti, un rassicurante viso rotondo ed è giovanissima, 23 anni tutti negli occhi da ragazza. Dà una mano in azienda anche lei, mentre suo fratello studia ancora all’Università. Il vino per loro, quarta generazione della Corte Normanna, è, volente o nolente, passato, presente e destino.

Sul banco hanno posizionato 4 calici.

Le faremo assaggiare 4 mosti, di Falanghina, Aglianico e Fiano. Il mosto è vino parzialmente fermentato, è ancora sulle bucce, dunque la fermentazione è ancora in atto”, racconta Tania.

La prima raccolta delle uve arriva presto, il 2 settembre per la base spumante quando l’uva era ancora acerba in modo da poterne preservare l’elevata acidità.

Gaetano e Alfredo sono dei vinaioli visionari e disobbedienti.

Negli anni 80, decidono di abbandonare la Cantina La Guardiense e di mettersi in proprio.

Mio nonno non reagì benissimo, era uno dei fondatori della Cooperativa, ma davanti all’ostinazione dei due figli maschi arretrò e li lasciò fare”, dice Tania con orgoglio patente.

Suo nonno era un ‘senatore’ della più grande realtà vinicola di Guardia Sanframondi, ma la terra è la terra e i figli sono pezzi di quella terra. Si comportò come un padre che davanti ai sogni ormai adulti dei propri figli fa un passo indietro.

 

Gli occhi di Tania lampeggiano quando racconta di suo padre e suo zio: “Hanno voluto staccarsi dalla Guardiense per dire Basta alle speculazioni dei produttori del Nord, che venivano ad acquistare il vino sfuso a quattro soldi. Abbiamo cominciato a imbottigliare  ed oggi siamo la prima realtà storica di Guardia Sanframondi, dopo la Cantina”.

Quelle terre un tempo furono attraversate dai Normanni:Quando arrivarono qui i miei bisnonni trovarono i resti di una corte normanna, dove si accampavano i Cavalieri chiamati a difendere Guardia Sanframondi. Abbiamo voluto rappresentare quella storia sulle nostre etichette, perché noi siamo come quei cavalieri, restiamo qui a tutelare la nostra terra”, racconta ancora Tania. 

Oggi Corte Normanna produce circa 100 mila bottiglie l’anno. Sono vini di Falanghina, Fiano e Aglianico. Produce anche ottime grappe, di Falanghina, di Aglianico invecchiato e un Passito, e tra i migliori spumanti di Falanghina.

Tania sguscia via, lasciandomi in una sala con un’intera parete a vetri da cui sembra di poter toccare il vigneto che esplode di fronte, prepotente e minaccioso. È un panorama che non ti dà tregua. Mi lascia davanti al calice di uno spumante di Falanghina che mi concilia, mi accompagna,  mi consola, che unisce, svela e scalda.

I vini di Corte Normanna raccontati da Tania mi fanno tornare in mente lo scrittore Mario Soldati  che definì il vino “la poesia della terra”.

Quando torna, Tania ha dei pacchetti tra le mani. Il loro Grazie è avvolto in carta da cucina biancha stretta da nastri colorati che nasconde due fette di pane e frittata.

Tutto qui è discreto, semplice, autentico, buono ed indimenticabile. Come il pane con la frittata.

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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