Costruzioni, Ferraro (Ance): “L’effetto Covid pesa, ma possibile ripresa in vista del Recovery Plan”

Ance ha presentato nei giorni scorsi l’Osservatorio congiunturale del settore delle Costruzioni. Un’analisi dalla quale emergono gli effetti del Covid sul comparto, le prospettive in vista dell’utilizzo del Recovery Plan, nonchè  la necessità di accelerare i tempi delle decisioni concentrando l’azione su interventi prioritari.

Il 2020 si è chiuso dunque con un -10% degli investimenti e la preoccupazione che anche il rimbalzo previsto nel 2021 del +8,6% sia a rischio qualora non si riuscissero a  spendere le risorse disponibili e accelerare l’apertura di cantieri per la messa in sicurezza del Paese e per lo sviluppo di reti e città.

Come ha reagito il comparto all’emergenza Covid?

“L’indice Istat della produzione nelle costruzioni, evidenzia nei primi undici mesi dello scorso anno una diminuzione del -8,9%. Tale andamento risente dei forti cali registrati nei mesi del lockdown (-35,5% di marzo e -68,9% di aprile), recuperati gradualmente con l’allentamento delle misure adottate per contenere la pandemia che ha indotto un rimbalzo della produzione a partire dai mesi estivi, non ancora sufficiente, tuttavia, a riportare in campo positivo i livelli settoriali. La stima Ance, per gli investimenti in nuove abitazioni è di una flessione del 12,5% in termini reali rispetto al 2019”.

Quali le risposte rispetto alle misure del Superbonus 110% introdotto con il Dl Rilancio?

“Gli investimenti in riqualificazione del patrimonio abitativo erano già  giunti a rappresentare circa il 37% del valore degli investimenti in costruzioni, e  questi anni di crisi avevano sostenuto il mercato. Il potenziamento con il Superbonus 110%  ha suscitato grande interesse sia da parte delle famiglie che da parte delle imprese. In questo senso, i risultati di un’indagine condotta dall’Ance nel mese di novembre 2020, presso le imprese associate, confermano che il tessuto imprenditoriale operante nel settore ha delle aspettative molto elevate circa le potenzialità della misura. Ben il 40% delle imprese, infatti, dichiara di avere già nel proprio portafoglio ordini interventi legati al Superbonus, grazie ai quali si prevede, per il prossimo anno, un incremento di fatturato di circa il 10%”.

E le previsioni per il 2021?

“Date queste premesse, il 2021 sarà presumibilmente caratterizzato da un rimbalzo positivo rispetto al 2020; tuttavia, sull’intensità di tale aumento grava una elevata incertezza.

Una opportunità per il futuro del settore delle costruzioni, che potrà produrre i primi effetti sui livelli produttivi nell’ultima parte dell’anno in corso, è legata alle ingenti risorse europee di Next Generation EU, e in particolare del Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (RFF), da destinare ad investimenti e riforme in grado di accrescere il potenziale produttivo del Paese.

L’impatto di tale programma dipenderà, però, dalla capacità di mettere in atto misure realmente in grado di accelerare la spesa delle risorse disponibili. Si tratta di 209 miliardi di euro, che raggiungono 224 miliardi di euro in considerazione dell’anticipazione di 21,2 miliardi di risorse del Fondo Sviluppo e Coesione, da utilizzare entro il 2026.  Il 51% riguarda interventi di diretto interesse per il settore delle costruzioni (messa in sicurezza del patrimonio pubblico e privato, rischio idrogeologico, infrastrutture per la mobilità, infrastrutture sociali, città, ecc…).

Sulla base di tali evidenze, l’Ance prevede, per l’anno in corso, un rimbalzo dell’8,6% degli investimenti in costruzioni, trainato principalmente dal comparto del recupero abitativo e da una graduale ripresa dell’attività sia nel comparto non residenziale privato sia in quello pubblico.

La crescita del settore delle costruzioni (+8,6%), grazie agli effetti moltiplicativi degli investimenti realizzati, genererebbe un effetto totale sull’economia di circa 36 miliardi di euro, ovvero circa 2 punti percentuali di Pil. A ciò si aggiungano anche gli importanti effetti sull’occupazione, con un incremento di circa 110mila posti di lavoro nelle costruzioni. Considerando anche i settori collegati ad esso, l’aumento raggiungerebbe quasi le 166mila unità”.

Come è cambiato il rapporto con le banche?

“Gli effetti della crisi pandemica che ha travolto l’economia mondiale hanno inevitabilmente impattato anche sui rapporti tra imprese e banche. Questo va ad aggiungersi alla doppia recessione che ha colpito l’economia italiana nell’ultimo decennio e che ha determinato per le imprese, soprattutto quelle delle costruzioni, forti difficoltà di accesso al credito, tradotte nell’impossibilità di avvio di nuovi progetti di sviluppo. Tra il 2007 e il 2017 i finanziamenti erogati per nuovi investimenti In costruzioni sono diminuiti di circa il 70%, in maniera più accentuata nel comparto residenziale.

E, sebbene nei primi 9 mesi del 2020, i finanziamenti alle imprese di costruzioni siano aumentati del 17,1%, è bene sottolineare che tale variazione positiva è da attribuire interamente all’ondata di finanziamenti erogati grazie alle misure introdotte dal Temporary Framework che han- no permesso al Fondo di garanzia per le PMI di operare con maggiore flessibilità.

Sicuramente l’aiuto messo a disposizione delle imprese è stato di grande sostegno in questo contesto epidemiologico, ma la scadenza della moratoria è vicina: dal 30 giugno 2021 le imprese dovranno ricominciare a restituire le rate dei finanziamenti sospesi e, a breve, anche i finanzia- menti ricevuti a valere sul Fondo di garanzia PMI”.

Veniamo alla provincia di Benevento.

“In provincia le imprese edili nel 2019 sono 3.532, rappresentano il 33% della manifattura, contribuiscono con 265 milioni di euro al Pil provinciale  che ammonta a  4,7 miliardi.

Nel terzo trimestre 2020, la provincia di  Benevento si colloca nella  sesta posizione della  classifica delle province italiane per saldo positivo tra imprese e iscritte e cessate nel sistema. Con un saldo di 206 in più nel terzo trimestre dell’anno, è tra quelle che mostra maggiore  fermento ed il Comparto delle costruzioni, anche grazie ai nuovi strumenti incentivanti è quello che fornisce maggiore impulso.

Questi dati mettono in evidenza un dinamismo che potrebbe essere ulteriormente accelerato grazie all’impulso del superbonus 110% e delle opere infrastrutturali che investono il territorio in un quadro più ambizioso di interventi programmatici di sviluppo”.

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