Crisi Provincia, Valentino (Pd): “Di Maria prenda atto del fallimento”

La convocazione dei consiglieri provinciali, dal presidente per il 9 gennaio, palesa un’evidente volontà di schivare la «questione politica» apertasi nella coalizione di centrodestra che, poco più di un anno fa, ha condotto Di Maria  alla guida della Rocca dei Rettori. Una crisi profonda e lacerante che il centrodestra, logorato al suo interno, ha mostrato in questi ultimi giorni con plastica evidenza.

Ci saremmo aspettati, consumata la crisi, analisi e discussioni politiche che coinvolgessero tutti i gruppi rappresentati in Consiglio Provinciale e ogni singolo Consigliere.

Sarebbe stata la via maestra per tentare di «mettere ordine», dando forza e responsabilità alla Politica, e poi discendere nella sostanza squisitamente tecnica degli adempimenti amministrativi da approfondire e valutare.

Tuttavia il metodo, che in Politica è sempre anche merito, non sembra essere ancora ben chiaro e definito. Probabilmente il «tempo delle feste» non ha facilitato la metabolizzazione della deflagrazione della maggioranza che, a 10 mesi dal rinnovo del consiglio provinciale, si è già sfaldata perdendo ben quattro dei suoi sette componenti. Così facendo, il Presidente Di Maria ha preferito imboccare la strada dell’isolamento, dell’autoreferenzialità politica ed  istituzionale.

Sarebbe invece necessario e non più rinviabile un confronto Politico serio che, riconoscendo e rispettando le diversità di vedute e posizioni, in un’ottica che resti di contrapposizione, con metodo e impegno si cimenti in un lavoro di sintesi e condivisione dei temi e delle urgenze indifferibili per il Sannio e i Sanniti.

Il metodo è essenziale, la Politica può solo essere di aiuto, facilitando quei processi che una vista molto miope ancora non sembra abbia messo a fuoco.

Un ravvedimento metodologico, che dia centralità al confronto, è il solo che possa tentare di dare una prospettiva a un’esperienza che, oggi, a poco più di un anno dal suo avvio, i fatti asseriscono essere fallimentare.

D’altro canto, questo è anche il momento di rivendicare, per chi come Noi l’ha sempre sostenuto, a tutti i livelli della rappresentanza, la priorità della Politica, quella che continuiamo a immaginare e a scrivere con la maiuscola.

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