Il cuore di una squadra e la magia di una città. Il presidente Vigorito: “Benevento è bella e fiera, amatela anche nei giorni tristi”

“Questa città non aveva bisogno del calcio per emergere. Questa città ha tutto, è bella e fiera di per sé. Ha bisogno solo del vostro amore anche nei giorni tristi, di braccia, strumenti, dei vostri sforzi, quelli veri, che avete dimostrato in tante occasioni e per ultimo nei drammatici giorni dell’alluvione. Quella grande capacità di coesione deve diventare un fatto ordinario. Quando i commercianti alzano le saracinesche, i professionisti si rimboccano le maniche, gli operai alzano i tombini, quando le gente comune scende la mattina, invece di guardare a terra guardi verso il sole. L’Arco di Traiano sta lì non per far piegare la testa, ma per farla alzare”.


Con queste parole commosse e combattive, orgogliose e nello stesso tempo sferzanti, il presidente del Benevento Calcio, Oreste Vigorito, ricevuto a Palazzo Paolo V con i calciatori e i dirigenti, ha raccontato la fatica e l’amore che hanno costruito l’apoteosi della squadra che in sole due stagioni è volata in serie A. La scelta del patron, originario di Ercolano, stabilizzatosi ad Avellino per le sue attività industriali, è partita dal cuore, da un legame forte col popolo sannita. Accompagnato e spinto dal fratello Ciro, scomparso sette anni fa e al quale è stato dedicato lo stadio di Santa Colomba, l’avvocato, diventato nel giro di pochi anni uno dei più importanti “signori del vento”, ha ricordato anche le amarezze vissute, quando in tanti volevano mandarlo via.


“Le cose brutte io le dimentico -ha affermato Vigorito- non mi sono mai scoraggiato. Quando venni qui lo stadio era inagibile. Era il 17 maggio 2006.Alla vigilia delle elezioni comunali. Oggi dobbiamo migliorare e potenziare il campo con nuove strutture. Non si tratta di molto. Però non possiamo essere in 20 mila quando vinciamo e in duemila quando perdiamo. Camminando per strada e guardando la gente negli occhi, ho capito di aver fatto la scelta giusta. Io amo le persone perbene. Forse in questa favola che stiamo vivendo c’è stato anche il tocco magico delle streghe”.


Ora la città deve fare la sua parte e il sindaco non si è tirato indietro. Si comincia, intanto, con la cittadinanza onoraria a Vigorito “Tocca a tutti -ha promesso Clemente Mastella- dimostrare di essere all’altezza della squadra di calcio, migliorando i servizi e le infrastrutture, i luoghi di accoglienza e la qualità della vita. Col Napoli e il Crotone rappresentiamo il Mezzogiorno nel massimo campionato nazionale”. La straordinaria impresa di Vigorito, Baroni e company, non è stata ancora assorbita e smaltita da tanti cittadini beneventani e sanniti.


“Quando venni a Benevento tre anni fa -ha ricordato il capitano Fabio Lucioni- sapevo che il presidente aveva altissime ambizioni. Nessuno pensava, però, all’obiettivo della seria A. Poi, partita dopo partita, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che era un traguardo raggiungibile. I giocatori si sono comportati soprattutto da uomini, credendoci e lottando senza risparmiarsi. Forse la città non ha ancora capito. Per strada molti mi chiedono se è vero che incontreremo le squadre più blasonate d’Italia. Questo sogno è il regalo più grande”.
Il mister Marco Baroni ha descritto in poche parole le emozioni, le tensioni, le passioni, le motivazioni profonde che hanno forgiato la squadra vittoriosa. “Questi ragazzi hanno qualcosa del gladiatore sannita -ha rimarcato Vigorito- rinunciando spesso a svaghi, cene e discoteche, per rimanere concentrati. Qualcuno non ha partecipato al Ramadan, altri sono rimasti in ritiro anche dieci, quindici giorni, lontani dalla famiglia. Quando ho chiamato Baroni, l’ultimo dei contiani, ho capito subito che era una persona perbene, aveva gli occhi sinceri, ci ha messo veramente il cuore. Noi spesso amiamo persone che valgono poco, fenomeni da baraccone. Questo successo è frutto di uomini veri e viene da lontano”.


Il presidente ha annunciato che il Campo Avellola di Via Avellino è stato assegnato alla società del Benevento Calcio, che potrà utilizzarlo dal prossimo 23 giugno per gli allenamenti. La struttura, migliorata e potenziata, diventerà un centro federale e sarà anche al servizio del quartiere e della città. “Non si tratta di una speculazione -ha concluso Vigorito- il campo sarà riportato all’antico splendore, non sarà usato né per il calcetto, né per il calciotto, ma dalle squadre di calcio dilettanti”. Poi, sorridendo, ha raccontato di aver detto in un’intervista a Sky, che l’orizzonte della serie A gli era balenato sempre davanti agli occhi fin dal 2006.Questa volta, però, il coraggio, il cuore, la tenacia di una squadra sono andati forse oltre il sogno.
Antonio Esposito

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