Dacia Maraini: “I ragazzi e le donne della piccola Greta costruiranno un mondo più felice”

La scrittrice parla del dopoguerra, della ricostruzione, del faticoso cammino delle donne, dei mali della società consumistica, delle speranze riposte nei giovani per uscire dal “degrado” della situazione politica attuale e per scuotere i potenti del mondo. Dacia Maraini, venuta a concludere il Festival Filosofico del Sannio, prende spunto dal suo ultimo libro “Corpo felice” per smontare vecchi pregiudizi sulla sessualità, per criticare la cultura del mercato e l’arretratezza della chiesa, per aprire nuovi varchi alla libertà.

“Ho visto con molto piacere -osserva- questa insurrezione giovanile, quasi infantile, dei ragazzi delle scuole che chiedono un futuro, preoccupati per il clima e per l’ambiente. Il tema è importantissimo e ci riguarda tutti. Potrebbe essere l’inizio di una nuova sensibilità collettiva, perché da soli non si cambia niente. La protesta ha coinvolto milioni di persone. Perché davvero rischiamo di distruggere il mondo completamente, di farlo saltare per aria. E’ importante vedere che quelle che guidano queste manifestazioni sono donne, a cominciare dalla piccola Greta con le treccine, che fa una tenerezza enorme e dolcissima ” .
Un mondo migliore può nascere solo dalla collaborazione tra uomini e donne. Sconfiggendo il concetto di proprietà, riconoscendo il reciproco desiderio. Contrastando anche alcune visioni religiose retrograde, che hanno dominato per tanto tempo, trasformando la donna in simbolo del demonio. “Le società arcaiche -rileva Maraini- avevano il culto della fertilità, esaltavano la sessualità, la sessualità felice. Per la chiesa cattolica invece il sesso è male. Anche San Paolo e Sant’Agostino consideravano la donna come un pericolo e quindi andava sottoposta al dominio del maschio. Calpestando il concetto rivoluzionario “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Il conflitto è continuato tra la Chiesa di Cristo e quella del Vaticano”.
La cultura del mercato, l’idea del consumo, la pubblicità creata in funzione dell’eros maschile, il matrimonio come contratto di proprietà della donna sposata, hanno creato il terreno fertile per il triste fenomeno del femminicidio. A questo va aggiunto quello ancora più orrendo della prostituzione in continuo aumento. “Sulle strade italiane esercitano in gran parte ragazze straniere minorenni -sottolinea la scrittrice- vere e proprie schiave. Come si può comprare il sesso che dovrebbe essere un piacere reciproco? Se uno va con una schiava diventa complice della sua schiavitù”.
Nella nostra società, per Dacia Maraini, c’è bisogno quindi di una maggiore spiritualità, una nuova solidarietà tra uomini e donne, del riconoscimento naturale dell’eros femminile, per compiere nuovi passi sulla strada della piena emancipazione. La scrittrice, che vinse il Premio Strega nel 1999 col romanzo “Buio”, ha ricordato che “la libertà è condizionata dalla libertà altrui”, che le regole sono necessarie e che “non si può possedere nessuno, neanche un bambino appena nato, perché l’amore non legittima il possesso”.
Il Festival Filosofico del Sannio, organizzato dall’associazione “Stregati da Sophia”, presieduta da Carmela D’Aronzo, ha dimostrato ancora una volta il suo spessore culturale, confermandosi come un fiore all’occhiello della scuola sannita, per il coinvolgimento di tanti istituti superiori. L’incontro con la scrittrice è stato coordinato dal giornalista Eugenio Murrali ed accompagnato dalle letture di Linda Ocone. Gli alunni vincitori del concorso “Io filosofo” sono: Primi ex aequo, Peradamo Giannini-Galilei Vetrone, Maria Campese-Liceo Lombardi (Airola),Giuliana Rea-Dei Liguori- Sant’Agata dei Goti, Martina Bocchini-Guacci; Seconda Classificata, Angela Macolino-Liceo Classico Giannone; Terzi Pari Merito, Genesio Izzo- Dei Liguori, Federica Del Zio-Liceo Fermi(Montesarchio),Giusy Cesare –Dei Liguori-Sant’ Agata dei Goti. Tutte le autorità, i partner e gli sponsor del festival, sono stati premiati con una scultura del maestro Antonio Frusciante. L’argomento del prossimo anno sarà l’armonia.

Antonio Esposito

Antonio Esposito

Docente di lettere con la passione per il giornalismo. Cominciò nel 1982 come corrispondente de "l'Unità". Ha continuato, per oltre vent'anni, con "La Voce della Campania", mensile regionale d'inchiesta.

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