De Caro lancia il partito-calamita: “Ora Pd inclusivo”. E su Benevento: “Occorre una visione, non può essere solo una città per cantare”

Parla in piedi per circa due ore, Umberto Del Basso De Caro, nella sala del Museo del Sannio, dove il clima è sobrio, serio, rigoroso. Del resto, i tempi delle convention scintillanti sono alle spalle di un’Italia che arranca, stanca e appassita, logorata da una lunga recessione economica. E De Caro lo sa bene, anche se sente il dovere di un’iniezione di fiducia affermando che “si incomincia ad intravedere una tiepida luce in fondo al tunnel”.

Non si annusava l’aria da vittoria in tasca, questa mattina, durante il lungo monologo del leader del Pd. Abbandonati i toni da prova muscolare, il sottosegretario alle Infrastrutture opta per un atteggiamento british, anche se poi le cose non le manda a dire. 

La voce traballa quando, lasciandosi cogliere dall’emozione, richiama i suoi a uno sforzo comune “perché, guardate, non dobbiamo dare nulla per scontato, sono tempi difficili e il risultato elettorale non è prevedibile”.

“Ci attende un grande lavoro – dice – e dobbiamo farlo insieme. Io non sono di quelli che privatizza gli utili e socializza le perdite. Mi sono sempre fatto carico delle sconfitte, caricandole sulle mie spalle, anche quando non erano riconducili solo a me, da dirigente di partito e, permettetemi di dirlo, da combattente di razza”.

De Caro alle Politiche sarà in campo, ma ha un problema: il Pd, che a livello nazionale ha perso tutto quello che poteva perdere, che non vince dal 2014, neppure laddove era forte, che non riesce a conquistare nuovo consenso, come hanno dimostrato i dati sull’astensione alle ultime amministrative.

Insomma, per il Pd la cavalcata per la riconquista del governo nazionale è tutta in salita. E quindi occorre serrare le fila, richiamare all’impegno comune, informare l’opinione pubblica sui risultati raggiunti, aprire il Pd alle associazioni, ai comitati, per andare oltre la vecchia base di provenienza.

“Dobbiamo impegnarci, unire gli sforzi- è l’appello di Del Basso De Caro – per rinnovare la nostra militanza nel centrosinistra, per far capire ai cittadini, arrabbiati, delusi e qualche volta, a ragione, nauseati dalla politica, che siamo al loro fianco, che vogliamo camminare insieme”.

Davanti alle difficoltà della fase calante di Matteo Renzi, Del Basso De Caro si presenta ancora armato e per nulla in gramaglie.

Sfodera, prima di tutto, gli obiettivi centrati da sottosegretario alle Infrastrutture, agita la bandiera di una nuova visione per il Sannio (finalmente), lancia l’idea di un Pd inclusivo e tira furenti colpi d’ascia al sindaco di Benevento, Clemente Mastella.

 Le strade dello sviluppo

“Siamo alla fine di una lunga storia di autorizzazioni burocratiche”, annuncia De Caro.  E parla del raddoppio della Telese- Caianello, unico collegamento tra A16 e A1 che ha Benevento come caposaldo. “Attualmente – spiega il sottosegretario – su quella strada circolano 12 milioni di veicoli l’anno; con  il raddoppio secondo le stime si potrebbe arrivare a non meno di 16 milioni di autoveicoli l’anno, soprattutto mezzi pesanti. Di qui l’aspirazione legittima di una piattaforma logistica a Benevento”.

Il rafforzamento infrastrutturale della provincia di Benevento è, nella prima visione decariana, il grande asset di sviluppo di un territorio marginale e marginalizzato da sempre. “Le opere pubbliche – ha ripetuto anche questa mattina – sono in grado di muovere l’economia. Dovremo però fare in modo che le risorse restino nel nostro territorio, alle imprese locali. E qui è importante il ruolo di Confindustria e Ance. Ma bisogna evitare lo strozzamento del subappalto”.

Bla bla bla da campagna elettorale? “Assolutamente no – risponde a se stesso De Caro – per cronoprogramma questi sono impegni da realizzare prima che il mandato termini”. E ricorda che per il Sannio sono stati investiti più di 3 miliardi di euro, “cifra mai ricevuta dal nostro territorio dall’Unità di Italia ad oggi”.

C’è poi una visione nuova da mettere in circolo, un’identità territoriale da valorizzare. Per De Caro è tempo di ri-partire da dove eravamo rimasti: la vocazione agricola di Benevento e provincia. “I Gal e il Psr sono strumenti strategici per un rilancio dell’agroalimentare – spiega -. Il lavoro sotterraneo che sta facendo Mortaruolo è di grande rilievo, perché occorre informare e formare imprese, organizzazioni di categoria sulla grande opportunità di sviluppo che il Psr rappresenta”.

l nuovo Pd decariano

Aperto, inclusivo, attrattivo: sono i termini nuovi con cui Del Basso De Caro disegna il Pd prossimo venturo, quello che bussa alle porte di una campagna elettorale che si annuncia difficile. 

“Dal nuovo tesseramento – dice guardando Carmine Valentino – mi aspetto un segnale di forte apertura, di inclusione. Dobbiamo costruire un Pd associativo, aperto, non rivolto soltanto a quelli che sono stati sempre nel partito, ma aperto  a movimenti, battitori liberi e cavalieri erranti. Dobbiamo dimostrare capacità attrattiva, con le idee, mettendo in campo uomini, energie, azioni”.

Insomma quella di De Caro è l’idea di un partito-calamita, in grado di tenere dentro tutti, rinnovato più che nuovo. Del resto, il vecchio Pd si è sfaldato da tempo, ma intanto il nuovo latita ancora. Occorrerà costruirlo di gran lena, di qui alle elezioni del prossimo anno. Lo dice ai suoi, De Caro, come ad avvertire che non saranno ammessi veti e lo annuncia pubblicamente per preparare anche l’opinione pubblica ai nuovi arrivi di “battitori liberi, senza partito, “cavalieri erranti”, questuanti delle sette chiese. 

La città mastellizzata 

Clemente Mastella, di cui non è però mai risuonato il nome, è il convitato di pietra. In fondo, la sconfitta del Pd alle amministrative dello scorso anno è ancora una ferita aperta e poi il sindaco di Benevento – direttamente o per interposto figlio – sarà attore protagonista anche alle prossime elezioni politiche. 

De Caro esorcizza la sconfitta spiegando che “dieci anni di governo danno un senso vertiginoso, non è facile passare dalla maggioranza all’opposizione. Abbiamo commesso errori, ma il più grande, a mio avviso, è stato quello  di non aver saputo valorizzare le luci di quell’esperienza amministrativa e di aver tenuto sempre accesi i riflettori sulle ombre”. Abbiamo pagato un prezzo altissimo, tutti, da Raffaele Del Vecchio a tutte le liste, un prezzo altissimo e ingiusto, premettendo che il 62 per cento va rispettato”. 

Ma soprattutto Del Basso De Caro non ci sta a far passare l’amministrazione di centrosinistra a Benevento come “l’alibi di chi è venuto dopo di noi”. “Noi – dice – ora dobbiamo fare un’opposizione non urlata, ma sui temi, ragionata, che consenta una discussione aperta”.

Il bavaglio di Mastella  e la solidarietà a Gabriele Corona

“Non ho mai avuta particolare sintonia con Gabriele Corona, ma a lui va la mia assoluta solidarietà”, dice a sorpresa Del Basso De Caro.

Il presidente di Atrabenevento qualche giorno fa è stato protagonista di un tentativo di intimidazione da parte del sindaco di Benevento che con un comunicato stampa annunciava di aver delegato il segretario generale di verificare se  negli interventi ci fosse lesione dell’obbligo di fedeltà del dipendente pubblico. “Un fatto grave e rilevante – è il commento trachant di De Caro – , con noi non sarebbe mai potuto accadere”.

Il nodo rifiuti

Trovo paradossale che il sindaco del capoluogo non partecipi all’assemblea dei primi cittadini”, dichiara De Caro. 

“La tariffa di Benevento è la più bassa della regione Campania – spiega – ma si utilizza questo argomento come un argomento di accusa, il che dimostra la mancata conoscenza del problema. Su questi temi la politica dovrebbe essere seria, se no tutto diventa rappresentazione teatrale”.

Una città per cantare

 “Premesso che un’amministrazione è libera di dare la propria impronta, poi ne darà conto ai cittadini, può però una città vivere solo di spettacoli teatrali e di luci di natale?”, è l’interrogativo che anche questa mattina Del Basso De Caro ha fatto risuonare in sala. Per il sottosegretario, Benevento meriterebbe anche altro: “Bisogna rilanciare un progetto che riguardi la città capoluogo, che non contempli solo le feste, certo anche le feste, ma non solo. Un progetto – aggiunge caustico –  di profilo più alto di quello da proloco, che veda nel capoluogo il centro nevralgico di un nuovo sviluppo”. 

Le boutade dei rimborsi per l’alluvione

Un anno fa circa, l’assessore ai lavori pubblici della giunta Mastella, Mario Pasquariello, durante un vertice in Prefettura sui rimborsi per i danni subiti dall’alluvione, si lanciò in una dichiarazione estemporanea sostenendo che i cittadini rimborsati per i danni dell’evento alluvionale del 2015 avrebbero poi dovuto restituire le somme ricevute dallo Stato. Una boutade che mandò su tutte le furie il sottosegretario alle Infrastrutture, che lo accusò quasi di procurato allarme. 

“Per quelle  improvvide dichiarazioni – ha ricordato ancora oggi Del Basso De Caro  –  da 723 le richieste di rimborsi arrivarono a 127, gli altri cittadini, fortemente preoccupati dalle dichiarazioni di un assessore, preferirono rinunciarvi. Un danno grave arrecato alla comunità che è stato avvolto da un assordante silenzio”. 

L’Amts e l’operazione verità 

“La gente deve sapere la verità sempre, perché altrimenti non ci segue più”, lo ripete spesso De Caro nel suo intervento. E invoca un’operazione verità sulla vicenda Amts.

“Un’altra accusa che ci viene ripetutamente mossa – ha sottolineato De Caro –  è quella di aver fatto fallire l’azienda di trasporti urbani.  E’ vero l’Amts fu dichiarata fallita,  ma venne emessa poi una sentenza di adesione al concordato preventivo. Il Comune di Benevento propose appello, la  Corte di Appello di Napoli annullò il fallimento. Ma il Comune di Mastella non si è costituito  nel giudizio di legittimità: gli chiedemmo e continueremo a chiedergli le ragioni di quella scelta. Io penso che Mastella abbia inteso sfuggire al pagamento di 3 milioni e 800 mila euro ai creditori. E questo dovrebbero saperlo i dipendenti, la cui voce, in questi mesi, non ho mai ascoltato. Anzi, li incontrai mesi fa ad Avellino, mi complimentai per la coraggiosa trasferta,  e chiesi loro come mai ad Avellino si lamentassero mentre a Benevento tacessero”.

 

 

 

 

 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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