De Caro presenta il conto ai sanniti: “48 mesi al governo, 3 miliardi per il Sannio”. Ma l’ossessione è Mastella

 

“Non sono bravo ad urlare, né in demagogia, né ad organizzare feste. A chi non ha fatto mai niente, perché non ha mai rappresentato niente e non ha mai letto niente, dico molto semplicemente ancora una volta: siamo sempre pronti al confronto pubblico nelle piazze della città o nel teatro. Il panettone non lo so fare, ma lo so mangiare. Non apprezzo molto le giostre accanto al monumento della Rocca dei Rettori. Ciascuno ha i governanti che ha scelto e che merita e se li deve tenere per tutto il mandato”.
Sciabolate al sindaco di Benevento, bilancio del lavoro fatto al governo, prospettive elettorali. Su queste tre direttrici si è snodato il lungo intervento del sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, che ha chiuso la tradizionale conferenza stampa del Pd sannita, avviata dal segretario provinciale Carmine Valentino e dal consigliere regionale Mino Mortaruolo, che hanno invitato dirigenti, iscritti e simpatizzanti presenti ad essere “tutti in campo” per la prossima impegnativa e difficile campagna elettorale.
Nella sede di Corso Garibaldi si respira una ritrovata compattezza. Ci sono tutti. Dal presidente della provincia a quello dell’Alto Calore, il gruppo consiliare di Benevento, il segretario cittadino, tanti amministratori. C’è anche l’ex sindaco Fausto Pepe. C’è anche il tempo per la commozione. Quando nella sala gremita si fa largo a fatica il novantenne Cosimo Pagliuca che va ad abbracciare il sottosegretario ricordando gli anni della militanza socialista accanto a lui.
Lo scotto pagato con la sconfitta al referendum costituzionale sembra essere stato attutito dalla discesa in campo di Paolo Gentiloni, il cui governo ha raggiunto un indice di gradimento del 46 per cento e può permettere al Partito Democratico di presentarsi come una “forza tranquilla”, responsabile, anti populista e anti demagogica. Il segretario Valentino, pronto a lanciarsi nella corsa al Parlamento, ha decantato lo stato di buona salute del partito con i suoi quasi sei mila iscritti e 60 circoli.
“Non abbiamo realizzato l’Eden -ha esordito De Caro- ma abbiamo fatto moltissimo. Non siamo i più bravi, ma abbiamo fatto il nostro dovere. Non vogliamo i peana. Basta guardare i finanziamenti affluiti nella provincia di Napoli, che è 11 volte quella di Benevento, per vedere che noi abbiamo avuto qualche miliardo in più. Per l’alluvione arriveranno altri fondi. Chi è rimasto fuori dalla graduatoria regionale di 10 milioni di euro, rientrerà nei 38 milioni che abbiamo chiesto al Dipartimento della Protezione Civile”.
Il rappresentante del governo Gentiloni ha raccontato i suoi 48 mesi da sottosegretario alle infrastrutture ed ha fatto il punto sulle opere in cantiere o pronte a partire. Dall’Alta Capacità Napoli-Bari al raddoppio della Telese-Caianello, dalla Fortorina alla Fondo Valle Isclero. Per la grande opera ferroviaria sono stati appaltati i primi lotti, mentre per altri due sono state chiuse le conferenze di servizi. Ha ricordato inoltre i 21 milioni stanziati per l’edilizia scolastica di cinque istituti superiori sanniti.
“Per la Fortorina -ha osservato De Caro- è stato pubblicato l’avviso di gara, che dovrebbe scattare nel prossimo mese anche per la Telese Caianello. Queste opere rappresentano oltre tre miliardi di euro per il Sannio. C’è chi, come il sindaco di Benevento, annuncia la rivoluzione con 18 milioni, quante rivoluzioni dovremmo fare noi? Poi ci sono 46 milioni per la Fondo Valle Vitulanese, 9 per la Fondo Valle Isclero,20 per l’invaso di Campolattaro. Lo so che c’è chi pensa che è meglio un bicchiere d’acqua oggi che una fontana domani. Ma si tratta di interventi importanti per il futuro”.
Il duello a distanza con Clemente Mastella è continuato su altri fronti, stuzzicato da recenti stilettate del primo cittadino di Benevento. “Per i fondi ottenuti dal “Piano Periferie”- ha evidenziato il sottosegretario- qualcuno ringrazia il Presidente del Consiglio e non coloro che hanno remato contro. Se si riferisce a me, si sbaglia di grosso. Basta informarsi su chi ha partecipato alla riunione del Cipe del 10 agosto, che ha rifinanziato i progetti inizialmente esclusi, tra cui quelli di Benevento. Ci sono andato io, su incarico di Renzi, che ha deciso “tutti dentro”, aggiungendo un altro miliardo e mezzo”.
Snocciolando le cifre a favore della città, il deputato del Pd ha sottolineato i 5 milioni per il recupero delle sponde del fiume Sabato ed il milione assegnato al Teatro Comunale. “Qualcuno ha detto che quei fondi si potevano spostare su altre cose -ha osservato De Caro- perché il ministro Franceschini aveva dato il via libera. Che c’entra Franceschini? Quei soldi vengono dal Ministero delle Infrastrutture, c’è la firma di Graziano Delrio. Non leggono nemmeno le carte!”.
Il quadro delle candidature ancora non è definito. Il segretario Valentino ha punzecchiato Mastella che ha deciso di non candidarsi alle politiche. “Altro che amore per la città -ha fatto notare- c’è una legge che glielo vieta”. Lo stesso sottosegretario non sa ancora quale casella andrà ad occupare. “Non so ancora dove sarò candidato -ha concluso De Caro- per me Camera o Senato è la stessa cosa. Penso che andrò al Senato, anche se non me l’ha detto ancora nessuno. Girerò in tutti i territori, anche ad Avellino”.

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