De Marco sul caso Santanelli: “Basta ipocrisie. Dire che un fascio è un fascio è dovere morale”

Nelle ultime ore di questo intervallo natalizio leggo comunicati tesi a sollevare “grida di dolore”, provenienti da una componente politica ben precisa e determinata, per la sospensione dell’account Facebook di una dirigente della medesima parte politica“, così Angelo De Marco interviene sul caso Santanelli.

La dirigente di Fratelli d’Italia si è visto disabilitare il suo account da parte di Facebook. Un provvedimento che ha fatto gridare alla ‘censura’ gran parte degli esponenti politici del suo partito, a cominciare da Caio Mussolini.

Si invoca lo scandalo per la violazione della libertà di opinione e di espressione – incalza De Marco –
Ammetto di non conoscere il contenuto del post incriminato, ma la provenienza dello stesso potrebbe indurre anche il meno malizioso tra di noi a dedurre il “tema” in questione.
Io ho una pagina dove periodicamente mi capita di esprimere opinioni, a volte anche dure e provocatorie, ma non è mai accaduto che fosse censurato alcunché. Così come non è mai accaduto a tutte le persone che conosco.
Guarda caso accade, invece, spesso e volentieri, ad account che omaggiano un “determinato mondo”, l’apologia del quale, bisogna mettere un punto definitivo su questo, non è una opinione.
È un crimine.
Quindi, basta buonismo e basta ipocrisie: viviamo in un’epoca e in un Paese, in cui, grazie anche alle battaglie di nostri patrioti, molti dei quali ci hanno anche rimesso la propria vita e quella dei propri cari, siamo in grado di poter esprimere, con totale libertà, le nostre opinioni, e di manifestare liberamente la nostra sensibilità religiosa, politica, valoriale. Nel rispetto della Costituzione Italiana
Bisognerebbe – afferma De Marco –  avere più pudore quando si parla di libertà, soprattutto se non si è ancora (come dovrebbe essere normale) presi definitivamente le distanze da quelle che sono le pagine più buie e oscure della storia italiana, e non solo.
Quindi possiamo stare tutti più sereni e meno apodittici: i social network consentono, a volte con estrema flessibilità, la libertà di scrivere ciò che si vuole.
Del resto come cantava un artista italiano oggi poco conosciuto: “Fare di ogni erba un fascio è un errore banale. Dire che un fascio è un fascio è un dovere morale”.

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