Depuratore, Altrabenevento convoca la stampa sul sito scelto dal Comune: “Area franosa e alluvionabile”

Un’area interessata da fenomeni franosi, che porta ancora i segni dell’alluvione del 2015 e con vincoli di edificabilità.

Per Altrabenevento, il sito di Masseria Marziotto non è idoneo ad ospitare il maxi-depuratore. Gabriele Corona, Alessandra Sandrucci e Vincenzo Fioretti, questo pomeriggio, ne hanno illustrato i motivi alla stampa, con un press tour sul luogo.

Unici consiglieri comunali presenti Marcellino Aversano e Vincenzo Sguera.

L’INIDONEITA’ DEL SITO

 

“L’Amministrazione Comunale di Benevento – spiegano – non ha voluto effettuare alcuno studio per la scelta del sistema più idoneo di depurazione delle acque reflue. Ha deciso che il depuratore deve essere unico e quindi da realizzare sul fiume Calore a valle dell’abitato cittadino.

La Giunta comunale con la delibera n. 54 del 30 marzo 2017 ha scelto per la localizzazione dell’Impianto, l’area di Masseria Marziotto sulla sponda sinistra del fiume Calore, adottando così la seconda scelta indicata nello studio dell’Autorità di Bacino che invece privilegiava l’area di Masseria Sciabacca sulla sponda opposta”.

E in effetti la prima opzione riguardava proprio l’area di Masseria Sciabacca, che ottenne anche il placet di Legambiente (presieduta da Basile, figlio del dirigenete all’Urbanistica Luigi Basile), unica tra le associazioni ambientaliste a dare l’Ok. Poi da un esame approfondito sono emersi motivi di esclusione del sito.

Così il Comune opta per Masseria Marziotto.

“L’AdB – spiega ancora Altrabenevento – ammette di aver dovuto effettuare il suo “studio” secondo le condizioni imposte dal Comune cioè, ricercare nell’area ovest del territorio comunale il sito più idoneo “proprio in considerazione delle opere programmate, progettate ed in parte già realizzate dell’impianto fognario, che rappresentano comunque un vincolo per il quale non è possibile allontanarsi più di tanto dall’ambito territoriale in precedenza individuato dal comune” (fig.5).

L’ASSETTO IDROGEOLOGICO

Ma è il balletto sulla vulnerabilità morfologica dell’area a risultare preoccupante. L’area viene definita franosa dagli strumenti urbanistici regionali, provinciali e comunali, ma l’Autorità di Bacino derubrica gli eventi franosi definendoli “acquiescenti”.

“Nello studio, a pag. 26, 27 e 28 – dettaglia Altrabenevento –  si legge chiaramente che in località Masseria Marziotto sia la Provincia con il PTCP che il Comune di Benevento, con il PUC, hanno censito la presenza di frane (vedi immagini fig.18 e 19), ma, incredibilmente, l’Autorità di Bacino ritiene che tali fenomeni sono da ritenersi “quiescenti”.  Afferma L’AdB: “Si ritiene, infatti, alla luce dei dati bibliografici acquisiti e verificati, dai dati in possesso di questa Autorità di Bacino e dai sopralluoghi effettuati che le morfologie da frana indicate con le frecce nella Figura 19 non rispecchiano l’effettive condizioni di pericolosità idrogeologica.”.

Poi, però, alla pag. 62 dello stesso Studio, si legge che “dalla disamina della carta di pericolosità geomorfologica ed idraulica del PUC  il solo sito A  (Marziotto) evidenzia la presenza di fenomeni franosi ….” e anche per questo motivo la AdB propone il sito B, quello di Sciabbacca come area più idonea per costruire il depuratore.

L’area di Sciabbacca – spiegano –  però, deve essere scartata a causa della presenza degli elettrodotti di Terna, come Altrabenevento aveva già fatto rilevare ai tecnici della Autorità di Bacino il 27 gennaio scorso quando fu presentato lo studio, che si rivela quindi lacunoso in quanto non aveva adeguatamente valutato che tale impianti elettrici impongono per legge fasce di rispetto e di servitù da 70 a 50 metri.

Di conseguenza, la Giunta Comunale ha scelto Masseria Marziotto che però, si ribadisce, è interessata dalla presenza di frane accertate dalla Provincia e dal Comune.

Nella Carta di pericolosità geomorfologica del PUC di Benevento l’area individuata per la localizzazione del depuratore è direttamente interessata da fenomeni franosi da scivolamento che possono essere innescati da eventi sismici. Nelle carte prodotte è infatti evidente che in tutta la zona è presente una presunta faglia”.

LE EVIDENZE DELL’ALLUVIONE DEL 15 OTTOBRE 2015

Numerosi documenti (foto satellitari fig. A, studi dell’università fig. B) attestano che proprio la zona prescelta dalla Giunta è stata invasa dall’ondata di piena delle acque del fiume Calore, che ha lasciato segni visibili ancora oggi. Ad occhio nudo, e a distanza, si notano ancora gli effetti del fenomeno alluvionale di un anno e mezzo fa.

Intanto, gli studi tecnici mostrano discrasie.

“Anche in questo caso, però – spiegano da Altrabenevento –  lo studio dell’AdB differisce dalle risultanze sia della cartografia elaborata e pubblicata dall’Università del Sannio che dalle immagini di Google risalenti al 4/11/2015.

I segni di piena evidenziati dall’AdB nello studio (Figura 13) sono attestati ad un livello inferiore, appena al di fuori del perimetro necessario all’occupazione dell’impianto di depurazione e non ricalcano l’impronta effettiva lasciata dal livello della piena. Invece i segni lasciati dalle acque e che delimitano l’area alluvionabile nello studio dell’Università interessano anche la parte di terreno che dovrebbe essere occupata dall’impianto, come si può evincere dall’esame delle quote di livello”.

Ma resta il fatto che per il Puc quella è area pericolosa dal punto di vista idraulico.

“Sempre nella carta geomorfologica del PUC (v. figura 19)  l’area di Masseria Marziotto è inserita tra le aree a pericolosità idraulica elevata in cui sono presenti movimenti di massa in atto nonché processi di rapida erosione ed alluvionamento.

Di conseguenza, nella malaugurata ipotesi della realizzazione dell’impianto a Marziotto, il deflusso delle acque sarebbe ostacolato proprio dalla costruzione dell’opera in un punto tra i più critici per la sicurezza idraulica per l’abitato di Benevento”.

GLI ULTERIORI VINCOLI SULLA ZONA DI MARZIOTTO

“Il 6 aprile del 2009 Altrabenevento – ricordano Corona, Sandrucci e Fioretti –  presentava un dossier sul depuratore, rintracciabile sul sito dell’Associazione. Già allora, ed anche prima, sono stati evidenziati i vincoli derivanti dalla pianificazione regionale e provinciale che, collegate alla normativa nazionale, vietano in modo assoluto l’edificazione a distanza minore di quella stabilita dalle discipline vigenti.

Poiché con tutta evidenza tali distanze non possono essere rispettate sul sito di Masseria Marziotto, la decisione della Giunta Comunale – concludono – è del tutto illegittima e contraria alle norme vigenti”

Qui le cartografie localizzazione depuratore Mazziotto

Qui il resoconto autorità di bacino sul depuratore

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Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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