Di Dio replica a Febbraro: “Non temo le elezioni, ma non festeggio le sconfitte altrui”

Il consigliere del Pd, Italo Di Dio, replica al coordinatore cittadino Fratelli d’Italia, che aveva accusato l’opposizione di Palazzo Mosti di aver  paura del voto anticipato.

“Ritengo doveroso replicare ad Alberto Febbraro, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia che, da quanto letto, ha dato una sua interpretazione del tutto personale rispetto ad una mia nota rilasciata di recente alla stampa.

Mi meraviglio che uno come Febbraro appassionato ed esperto di politica nonostante la sua giovane età, confonda il senso delle istituzioni con il timore di nuove elezioni. Eppure Febbraro avrebbe potuto sfruttare il silenzio dei  consiglieri comunali di maggioranza per esprimersi lui stesso sui tanti flop dell’amministrazione Mastella da me evidenziati, o magari sconfessarmi sui pessimi risultati conseguiti, sulle incalcolabili promesse mancate, sul lunghissimo elenco, che rappresenta ahinoi solo una parte delle innumerevoli cose non realizzate.

Evidentemente Febbraro, in totale carenza di argomentazioni, trova più facile giocare con le parole ed interpretarle nel senso a lui più congeniale. Dove ha letto che il sottoscritto ha chiesto di rimandare le elezioni di un anno? Non scherziamo, voglio così bene alla mia città che mai gli augurerei una tale agonia.

Per rendere efficaci i regolamenti già approvati dalle commissioni basterebbe convocare un Consiglio comunale, anche una sola seduta. Lo stesso dicasi per la convenzione dello stadio “Vigorito”, una questione che si può risolvere in un breve lasso di tempo.

La politica deve fare la sua parte fino in fondo: dov’è finita la responsabilità istituzionale? Febbraro conosce il significato di queste due parole? Criticare un consigliere di minoranza che si appella ad un principio cardine della democrazia e del buon governo, per il semplice gusto di farsi pubblicità, qualifica la poca sostanza di chi esprime quel concetto. Basterebbe un mese per sistemare le questioni più spinose, e poi la parola potrà tornare ai cittadini. O forse il suo sindaco già ha deciso di lavarsene le mani delegando un Commissario? Evidentemente l’anno di tregua è più un auspicio di Febbraro che dell’opposizione. Vorrei poi ricordare all’attento Febbraro che il sottoscritto più volte ed in modo formale ha provato in Consiglio comunale a mandare a casa l’amministrazione. Sarebbe sufficiente ricordargli, tra i tanti interventi in Consiglio e in Commissione, quelli sull’ultimo bilancio consuntivo quando costrinsi la sua maggioranza ad approvarlo a giugno in odore di diffida prefettizia, e Febbraro sa benissimo che la mancata approvazione avrebbe comportato lo scioglimento del Consiglio Comunale.

Caro Febbraro, sono prontissimo oggi come lo ero a giugno, e come sono sempre stato, avendo lasciato il motore dell’attivismo sempre acceso fin dal primo giorno di insediamento, a differenza di chi, come spesso capita, i motori li accende solo in odore di campagna elettorale. Febbraro inoltre si meraviglia perché non gioisco della crisi al Comune? Una semplice questione di stile, in genere mi piace festeggiare i traguardi e le vittorie, non le sconfitte degli altri. E dopo le imbarazzanti esternazioni del suo primo cittadino, credo ci sia davvero poco da festeggiare”.

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