Diga Campolattaro, Mastella convocato al Ministero Infrastrutture: “Fondate le mie preoccupazioni”. Asea in corto circuito

In relazione alla riunione convocata per il 2 febbraio a Roma dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Generale per le dighe e le infrastrutture idriche ed elettriche per la definizione degli interventi per l’incremento della sicurezza della diga di Campolattaro, il sindaco Clemente Mastella ha rilasciato la seguente dichiarazione.

“La convocazione del Comune di Benevento alla riunione indetta dalla Direzione Generale per le dighe del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per affrontare le problematiche relative alla sicurezza della diga di Campolattaro, nonostante l’Ente non abbia specifiche competenze, è la risposta migliore alla maleducazione istituzionale manifestata dal presidente dell’Asea e dimostra che le preoccupazioni che ho espresso nei giorni scorsi erano legittime e non tendenti a provocare immotivata apprensione, come poco elegantemente affermato dal presidente dell’Asea. In una realtà come la nostra, notoriamente ad altissimo rischio sismico, era giusto, nonché doveroso nei confronti dei cittadini di Benevento e dei comuni a valle dell’invaso, richiamare l’attenzione delle Istituzioni sulla sicurezza della diga. Sono orgoglioso di averlo fatto e colgo l’occasione per ringraziare il direttore generale del Dipartimento per le dighe del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la sensibilità mostrata”.

Ieri la risposta piccata del presidente dell’Asea ha innescato un corto circuito sulle reali funzioni degli enti coinvolti nel caso diga. Il collaudo spetta alla Provincia, che ha la funzione di programmazione, l’Asea, che è uno dei bracci operativi dell’ente guidato da Claudio Ricci, potrebbe entrare in gioco solo successivamente, allorquando le risorse fossero stanziate e la Provincia decidesse di affidare alla società partecipata l’esecuzione del collaudo.

Per cui l’unico interlocutore sulla questione resta la Provincia, che ‘dipende’ a sua volta dalla Regione Campania che ha la proprietà sulla diga e quindi l’ultima parola sulla programmazione.

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