Dirigente ‘furbetto’, Corona fa il nome e chiede al Comune la verifica dell’abuso edilizio

In Italia si sa, le strade dell’evasione sono infinite, almeno quanto quelle del Signore. Ma sono infinite anche le strade del silenzio che, spesso, nonostante pubbliche denunce, cala su casi ‘eccellenti’ di evasione.

Come è accaduto nel caso del dirigente del Comune di Benevento,  proprietario di un palazzo nel centro della città prontamente dichiarato ‘collabente’ (ovvero immobile diroccato e dunque non utilizzabile), e che così è diventato esente da Imu. Un palazzo però da poco ristrutturato, abitato e regolarmente frequentato.

Un caso di cui si occupò Sanniopage ormai due mesi fa, in un servizio che fece molto discutere.

Leggi qui: https://sanniopage.com/mastella-punta-lindice-non-paga-le-tasse-dirigente-furbetto-escogita-sistemi-evadere-limu/

Dello stesso dirigente raccontammo un secondo caso di evasione. Questa volta la strada per scansare la tassa sugli immobili diventava il mancato aggiornamento degli atti al catasto.
Stipendio da oltre 100 mila euro l’anno dal Comune di Benevento, ma il super-dirigente evita l’Imu escogitando congegni anti-tasse. Non c’è, infatti, solo il palazzo fatto passare per ‘collabente’, ma il dirigente è proprietario anche di un piccolo villaggio, tre edifici, uno ristrutturato ed ampliato con mansarda abitabile, altri due nuovi, appena costruiti. Un complesso residenziale praticamente invisibile al catasto.

Al suo posto, infatti, sulla planimetria è solo indicato un fabbricato rurale di 43 metri quadri quadrati e una piccola stalla. In realtà, nei tre edifici sono state realizzate 5 o 6 unità abitative per un totale di circa 300  metri quadrati, una superficie 7 volte quella accatastata. E così goodbye Imu.

Leggi il nostro servizio: https://sanniopage.com/tasse-dirigente-furbetto-bis-la-casa-centro-evade-limu-anche-sul-borgo-abusivo/

Sul ‘furbetto del quartierino’ nessuna forza politica, nessun amministratore, neppure il sindaco di Benevento, hanno proferito parola o smosso acque, preferendo che il caso stagnasse.

Stamattina, però, il presidente di Altrabenevento, Gabriele Corona, ha presentato all’ingegnere Maurizio Perlingieri, dirigente del settore Territorio e Ambiente del Comune, formale richiesta di verifica di un presunto abuso edilizio perpetrato dal dirigente di cui ci siamo più volte occupati.

E così viene fuori anche il nome del dirigente allergico all’Imu. 

“Il 26 gennaio scorsoscrive Corona nella lettera protocollata stamani -, la testata giornalista online SannioPage ha pubblicato un articolo dal titolo “Tasse, il dirigente furbetto fa il bis: dopo la casa in centro, evade l’IMU anche sul borgo abusivo”  nel quale si fa riferimento a tre edifici realizzati in via Avellino che però non risultano al catasto.

In effetti da un controllo effettuato – spiega il presidente di Altrabenevento – emerge che la proprietà in questione, cioè il primo gruppo di case a sinistra lungo via Avellino, andando verso la tangenziale prima del supermercato CONAD, è intestata – rivela Corona – a Vincenzo Castracane e risulta composta da una casa rurale.  Si chiede, pertanto, di accertare se per i lavori di ampliamento e/o costruzione degli edifici indicati nella foto pubblicata da SannioPage al link (https://sanniopage.com/tasse-dirigente-furbetto-bis-la-casa-centro-evade-limu-anche-sul-borgo-abusivo/) che qui si riproduce, sono stati rilasciati idonei permessi e/o autorizzazioni”.

Mentre i leader politici di tutti i partiti – nessuno escluso -, sul piano nazionale, si intrattengono nei talk show sull’urgenza di un’azione rigorosa e vigorosa di lotta all’evasione, il dirigente presunto evasore a Benevento appare un ‘intoccabile’.

Tocca a Corona farne nome e cognome e chiedere l’accertamento di un presunto abuso edilizio, congegnato per evadere le tasse. 

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo

Teresa Ferragamo, giornalista per vocazione, addetto stampa con il pallino della comunicazione prima di tutto. Dopo aver scritto per varie testate giornalistiche, ha fondato sanniopage.com, per dimostrare che un altro giornalismo è possibile

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