Discarica Sant’Arcangelo, Aceto: “Su di me solo fango, ma la verità viene sempre a galla”

di Gianluca Aceto

Correva l’anno 2013, quando il sottoscritto veniva accusato di aver sottratto 10 milioni di euro alla messa in sicurezza della discarica per destinarli agli impianti di compostaggio. L’ignoranza e la malafede ebbero l’immediato sopravvento, poiché è facile solleticare la pancia dell’elettorato a ridosso delle elezioni politiche.
Ho sempre saputo che la verità solitamente viene a galla, ma sono anche consapevole che essa, spesso, emerge quando non serve più.
Questi 10 milioni furono un’intuizione del sottoscritto e di un alto funzionario del Governo di allora: riuscimmo ad attingere al fondo nazionale per il dissesto idrogeologico. È un finanziamento straordinario e unico, senza il quale la tariffa provinciale sarebbe ancora più salata. Grazie ad esso, inoltre, potemmo liberare l’identica somma di dieci milioni per progettare gli impianti di trattamento dell’umido, che ci servono come l’ossigeno.
Anche in tale circostanza il fango che mi hanno buttato addosso non è riuscito a sporcarmi. Ma mi ha fatto male, molto male. Nemmeno gli amici dei comitati, persone squisite che conoscevano me e i fatti veri, ebbero la forza e il coraggio di opporsi a quei pochi invasati che strumentalizzarono la faccenda e mi denunciarono alla Procura per aver messo in pericolo – dicevano lorsignori – la salute umana e l’ambiente.
Questa notizia/non notizia la dedico a me, alla mia dignità di uomo libero e di rappresentante istituzionale che ha interpretato il suo ruolo con onore e disciplina, secondo il dettato dell’articolo 54 della Costituzione.
E la dedico a quei funzionari della Provincia e della Samte che ci hanno creduto e hanno continuato a lavorare sulle procedure. Lo hanno fatto nel caos istituzionale che ha coinvolto le province, silenziosamente, per Sant’Arcangelo e per il Sannio.
A loro va il mio grazie più sentito.

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