Dissesto, Fausto Pepe: “Inconciliabile con spese per feste di piazza e con i 3 portaborse del sindaco”

A Palazzo Mosti si rischia di mettere in discussione perfino la matematica, con la sua inconfutabile regola del “2+2 fa 4”. Se i conti non tornano per Clemente Mastella, quegli stessi numeri sono ontologicamente apodittici per l’ex sindaco Fausto Pepe. Che sul dissesto agitato come uno spauracchio dal neosindaco accusa la maggioranza di eccessiva approssimazione.

“Così come le altre vicende affrontate dalla nuova amministrazione – attacca Pepe – nel corso di questi mesi anche la questione dei debiti, tali o presunti non lo sanno bene nemmeno gli attuali assessori e sindaco della città, assume sempre più i tratti dell’approssimazione.

Si è inizialmente parlato di 65 milioni di nuovi debiti poi ridottisi a meno di 2. Vengono dette cose a caso, a cui non si fanno seguire azione eventualmente conseguenti, anzi si fa tutt’altro: o c’è dissesto finanziario o si fanno spese non necessarie. Delle due l’una”.

Nel mirino finiscono anche le kermesse culturali e gastronomiche messe in piedi da Mastella e l’avviso pubblico per l’assunzione di tre assistenti per il sindaco. 

“Dalle feste di piazza alle assunzioni che il comune è pronto a fare per 3 portaborse del sindaco – chiede retoricamente Pepe – come si incontrano questi costi a cui Mastella sta sottoponendo le casse dell’Ente con l’eventuale dissesto? Basterebbe leggere la delibera n. 8 del 2012 della Corte dei Conti.
Il dissesto non è solo un atto di responsabilità del singolo consigliere comunale, ed è bene ricordarlo, ma è soprattutto un voto motivato del Consiglio Comunale.

Nella situazione a cui siamo giunti urge modificare e riapprovare il piano di rientro, si è perso già troppo tempo e questa è colpa grave. Il Consiglio Comunale attuale ha già votato il conto consuntivo del 2015 ed il bilancio preventivo 2016, con il relativo Documento Unico di Programmazione che ha addirittura valenza pluriennale.

Dall’approvazione di detti documenti contabili non si evince assolutamente l’ombra del dissesto, anzi. Chiudere in tempi brevi un nuovo piano di rientro, che tenga conto delle indicazioni della delibera di consiglio di aprile 2016, vorrà dire allontanare lo spettro del dissesto e non alienarci l’opportunità dei 17.000.000,00 euro dei fondi rotativi. Cosa possibile utilizzando anche tutte le relazioni capitoline che questa amministrazione vanta.

Di contro si rischia di andare in dissesto non per nuovi debiti, irrisori stando alle dichiarazioni dell’Assessora Serluca, ma per aver perso la possibilità di utilizzazione dell’intero fondo destinato a Benevento.

Proprio per la difficoltà incontrata nell’esigere i crediti – conclude l’ex sindaco –  indicemmo una gara per la riscossione dei tributi il cui espletamento si continua a rimandare: questo sarebbe un ulteriore atto di responsabilità per evitare il dissesto. Se la politica non assume tutte le azioni utili ad evitare il dissesto allora la sua eventuale dichiarazione sarà responsabilità politica tutta in capo a chi governa”.

 

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